Ultimo aggionamento: 02-08-2015 - 08:2 | Oggi: traffico esodo fassino chiamparino crisi scomparsi lavoro

Quotidianopiemontese.it aveva denunciato otto giorni fa il caso di un malato di Sla del torinese che era morto prima di avere avuto dall'Inps la risposta sull'accoglimento della propria richiesta di sussidio. Un caso esemplare, ma assolutamente non unico, purtroppo. Il gruppo regionale Pd ha illustrato oggi gli effetti delle recente normativa per l’accertamento da parte dell’Inps della invalidità, presenti rappresentanti delle associazioni di disabili Apri, Anfas, Cepim. “Con la normativa del 2009 - ha spiegato Nino Boeti, che su questo tema ha anche presentato una interrogazione alla Giunta regionale – i meccanismi si sono molto complicati e ricadono più sugli invalidi onesti che sui falsi invalidi, quelli che si volevano colpire con le nuove regole”. Complicazioni di affari semplici, compiute da coloro che pronunciano spesso il termine semplificazione (che pare valere solo per le aziende, mai per le persone). “Se infatti prima il certificato del medico Asl era sufficiente – spiega Boeti - ora si aggiunge anche la visita dei sanitari Inps, con ulteriori complicazioni dovute alla telematizzazione del servizio. Se prima una richiesta di invalidità era evasa in 6-8 mesi, adesso si passa da uno a un anno e mezzo, fino ad arrivare anche ai due anni. Questo è inaccettabile, come è sbagliato che persone disabili dalla nascita, affette da gravissime patologie, vengano richiamati a nuove visite di controllo”. “La nuova procedura si applica anche ai bambini, naturalmente – ha precisato Gianna Pentenero - l’allungamento dei tempi è un problema pratico e psicologico in più per famiglie già provate dalla situazione”. Nel 2010 sono state presentate 60 mila domande di invalidità in Provincia di Torino, hanno denunciato le associazioni, ne sono state evase solo 20 mila. Le altre 40 mila aspettano risposta e si sommano alle nuove che saranno presentate nell’anno. La prospettiva è quindi di un ulteriore allungamento dei tempi. “Chiediamo una semplificazione delle procedure - ha detto Boeti – a partire dalla certificazione di un solo ente. Se l’Inps ritiene di doversi occupare del tema, lo faccio per intero, senza coinvolgimento delle Asl. Alla Regione, che con l’Inps ha siglato lo scorso novembre una convenzione, chiediamo di premere sull’Istituto e di vigilare affinché i tempi si accorcino il più possibile e si tenga conto della dignità di persone che già vivono una difficile condizione”.

Quotidianopiemontese.it aveva denunciato otto giorni fa il caso di un malato di Sla del torinese che era morto prima di avere avuto dall’Inps la risposta sull’accoglimento della propria richiesta di sussidio. Un caso esemplare, ma assolutamente non unico, purtroppo. Il gruppo regionale Pd ha illustrato oggi gli effetti delle recente normativa per l’accertamento da parte dell’Inps della invalidità, presenti rappresentanti delle associazioni di disabili Apri, Anfas, Cepim.

“Con la normativa del 2009 – ha spiegato Nino Boeti, che su questo tema ha anche presentato una interrogazione alla Giunta regionale – i meccanismi si sono molto complicati e ricadono più sugli invalidi onesti che sui falsi invalidi, quelli che si volevano colpire con le nuove regole”.

Complicazioni di affari semplici, compiute da coloro che pronunciano spesso il termine semplificazione (che pare valere solo per le aziende, mai per le persone).

“Se infatti prima il certificato del medico Asl era sufficiente – spiega Boeti – ora si aggiunge anche la visita dei sanitari Inps, con ulteriori complicazioni dovute alla telematizzazione del servizio. Se prima una richiesta di invalidità era evasa in 6-8 mesi, adesso si passa da uno a un anno e mezzo, fino ad arrivare anche ai due anni. Questo è inaccettabile, come è sbagliato che persone disabili dalla nascita, affette da gravissime patologie, vengano richiamati a nuove visite di controllo”.

“La nuova procedura si applica anche ai bambini, naturalmente – ha precisato Gianna Pentenero – l’allungamento dei tempi è un problema pratico e psicologico in più per famiglie già provate dalla situazione”.

Nel 2010 sono state presentate 60 mila domande di invalidità in Provincia di Torino, hanno denunciato le associazioni, ne sono state evase solo 20 mila. Le altre 40 mila aspettano risposta e si sommano alle nuove che saranno presentate nell’anno. La prospettiva è quindi di un ulteriore allungamento dei tempi.

“Chiediamo una semplificazione delle procedure – ha detto Boeti – a partire dalla certificazione di un solo ente. Se l’Inps ritiene di doversi occupare del tema, lo faccio per intero, senza coinvolgimento delle Asl. Alla Regione, che con l’Inps ha siglato lo scorso novembre una convenzione, chiediamo di premere sull’Istituto e di vigilare affinché i tempi si accorcino il più possibile e si tenga conto della dignità di persone che già vivono una difficile condizione”.


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