D'accordo essere amanti delle nuove tecnologie che riducono le distanze, ma quando è troppo è troppo. Soprattutto se si parla del processo per uno dei più chiacchierati fallimenti aziendali degli ultimi anni: il caso Agile ex Eutelia. Succede che Samuele Landi (nella foto), ex amministratore delegato di Eutelia, in "vacanza forzata" a Dubai perché in Italia lo attende un ordine di custodia cautelare per il fallimento di Agile, avrebbe chiesto di poter partecipare al processo per bancarotta fraudolenta che lo riguarda via teleconferenza. Ad avere la brillante idea è stato nei giorni scorsi l’avvocato di Landi, Amedeo Di Segni, e a riferirlo ieri il quotidiano La Nazione. Per la cronaca, Landi era quel simpatico signore che nel novembre 2009 irruppe in una delle sedi dell’azienda a Roma presidiate dai dipendenti per far cessare a modo suo l'occupazione. Lo stesso che poi si faceva fotografare con un coltello in bocca, in puro stile pirata dei Caraibi.

Fortunatamente sembra improbabile che la trovata dell'avvocato Di Segni possa essere ritenuta praticabile dal pm Roberto Rossi, che segue la vicenda fin dal 2009, quando ancora il fallimento, pur essendo nell’aria, non era ancora materialmente avvenuto. La vicenda tocca da vicino anche il Piemonte, visto che ospita due delle principali sedi Agile, a Torino e a Ivrea.

D’accordo essere amanti delle nuove tecnologie che riducono le distanze, ma quando è troppo è troppo. Soprattutto se si parla del processo per uno dei più chiacchierati fallimenti aziendali degli ultimi anni: il caso Agile ex Eutelia. Succede che Samuele Landi (nella foto), ex amministratore delegato di Eutelia, in “vacanza forzata” a Dubai perché in Italia lo attende un ordine di custodia cautelare per il fallimento di Agile, avrebbe chiesto di poter partecipare al processo per bancarotta fraudolenta che lo riguarda via teleconferenza. Ad avere la brillante idea è stato nei giorni scorsi l’avvocato di Landi, Amedeo Di Segni, e a riferirlo ieri il quotidiano La Nazione. Per la cronaca, Landi era quel simpatico signore che nel novembre 2009 irruppe in una delle sedi dell’azienda a Roma presidiate dai dipendenti per far cessare a modo suo l’occupazione. Lo stesso che poi si faceva fotografare con un coltello in bocca, in puro stile pirata dei Caraibi.

Fortunatamente sembra improbabile che la trovata dell’avvocato Di Segni possa essere ritenuta praticabile dal pm Roberto Rossi, che segue la vicenda fin dal 2009, quando ancora il fallimento, pur essendo nell’aria, non era ancora materialmente avvenuto. La vicenda tocca da vicino anche il Piemonte, visto che ospita due delle principali sedi Agile, a Torino e a Ivrea.


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