Val Susa: la polizia abbatte le barriere verso l’area del cantiere Tav e arriva al piazzale della Maddalena
Circa due ore dopo l’avvio del blitz, le forze dell’ordine sono arrivate al piazzale della Maddalena, prima ‘base’ dai manifestati, e l’hanno occupato. Gli attivisti No Tav si sono messi al sicuro nei boschi circostanti.
Ora le forze dell’ordine sono sul piazzale e secondo le informazioni fornite consentiranno ai manifestanti di recuperare le proprie cose e di abbandonare la zona senza ulteriori difficoltà e tensioni. Secondo le informazioni della Questura, sono 25 gli agenti feriti, 5 trasportati in ospedale, 20 curati sul posto. Quattro i manifestanti feriti, più numerose le persone che hanno avuto bisogno di assistenza per avere respirato i fumi dei lacrimogeni.
L’area del cantiere è stata consegnata dalle forze di polizia alla ditta che si deve occupare dell’avvio del lavori per il tunnel geognostico della Maddalena.
A quanto si apprende, ci sono stati tafferugli tra camionisti/automobilisti e i manifestanti che avevano effettuato un blocco stradale a Sant’Ambrogio di Susa.
Sulla strada che porta al sito del futuro cantiere è cosparsa di olio e chiodi a quattro punte. Ancora sassaiole verso operai e forze del’ordine.
Alcuni scioperi spontanei nelle fabbriche metalmeccaniche della zona: si sono fermate la Vertek di Condove, la Beltrame di San Didero, la Gmc di Chiusa di San Michele e la Tecnocar di Sant’Antonino.
I leader del Movimento parlano di battaglia persa ‘ma la guerra non è decisa’.
L’autostrada è sempre chiusa e in Valle ci sono alcuni blocchi effettuati dai manifestanti e posti di blocco delle forze dell’ordine.
I manifestanti NoTav si erano arroccati in cima all’area occupata da 23 giorni, mentre le forze dell’ordine avanzano eliminando le barriere e gli ostacoli messi nei giorni scorsi. Una delle ruspe è stata oggetto del lancio di pietre a uno dei tre varchi, nei pressi dell’autostrada. Lacrimogeni sui dimostranti sul piazzale.
Gli oppositori hanno dato fuoco alla penultima barriera, cercando di rallentare l’avanzata delle forze dell’ordine.
Il capogruppo in Consiglio regionale del Movimento 5 Stelle, Davide Bono, spiega che non ritiene corretta la comunicazione dell’ordinanza prefettizia che stabiliva che quelle aree fossero ora nella disponibilità delle forze dell’ordine: “Perché l’ordinanza è stata letta quando già le forze dell’ordine erano state schierate e quindi non è stato possibile avvertire prima la popolazione che aree a loro disposizione non lo erano più”.
Un presidio No Tav è stato promosso per questo pomeriggio davanti alla sede del Pd torinese. A darne notizia una nota del Cub Piemonte in cui si annuncia che coloro che si oppongono all’opera e non possono recarsi in Val di Susa “si troveranno di fronte alla sede del Pd per ringraziare coloro che hanno chiesto l’intervento dell’esercito contro il movimento No Tav”.
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Quotidiano Piemontese
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