San Damiano vince il palio di Asti 2011
E’ San Damiano il comune vincitore del palio di Asti 2011. Per la prima volta in assoluto, San Damiano, paese a 15 chilometri circa dal capoluogo piemontese, si aggiudica l’ambito drappo della vittoria. Con il numero 4, il cavallo, cavalcato dal fantino sardo Massimo Coghe, detto Massimino, 47 anni, già vincitore di 5 palii astigiani e ora alla sua ultima corsa prima del ritiro dalla professione, ha tagliato il traguardo con un buon vantaggio rispetto ai suoi concorrenti.
La fotogallery della sfilata storica del Palio di Asti
La fotogallery della corsa del Palio di Asti
“Una vittoria attesa e senza dubbio meritata - sostiene Enrico Corbelli, mossiere toscano di questa edizione del palio, solo pochi secondi dopo la vittoria - non c’è dubbio e non c’è storia, San Damiano è primo in classifica”.
Una gara vivace, senza pioggia e molto accalmata quella di quest’anno, sebbene funestata da un lutto che ha colpito il palio. La scorsa notte, infatti, è morta, a causa di un incidente stradale, proprio al rientro da una cena propiziatoria, Mara Sillano, 55 anni, moglie di Valerio Sabatini, ex rettore di San Pietro, una delle borgate della città piemontese.
Dopo la benedizione di cavalli e fantini questa mattina e le varie esibizioni degli sbandieratori, nel primo pomeriggio è iniziata la vera e propria festa con la sfilata storica, durata un’ora e mezza, circa, di tutti i borghi partecipanti lungo le vie del centro.
Ad aprire il colorato corteo, l’Asta, associazione sbandieratori astigiani, con il simbolo del palio, a seguire il borgo Tanaro il cui tema degli abiti, indossati dai figuranti, rappresentava i trionfi italiani e astigiani; poi è stata la volta del borgo di Santa Caterina che ha proposto l’amicizia nel medioevo; Santa Maria Nuova, il tema delle nozze di Michele Lorenzi, antica e prestigiosa famiglia locale; San Damiano: piacere, amore e lussuria nella società medievale; San Secondo, la festa del santo patrono; Torretta ha dedicato la sfilata al tema della vergine incontaminata; Don Bosco al trattato di pace tra Gian Galeazzo Visconti e Secondotto del Monferrato; Baldichieri ai loschi figuri e giochi proibiti nelle hosterie astesi; Montechiaro alle famiglie di Asti nel XV secolo; San Paolo a Guido da Montefeltro, esule illustre; San Marzanotto alla restituzione della contea di Asti a Carlo d’Orléanz; Cattedrale ai mecenati sostenitori della ricostruzione della cattedrale astigiana; San Silvestro al corredo, dote di Valentina Visconti in sposa a Ludovico di Turenne nel 1389; San Martino San Rocco a Opicino Roero e all’acquisto del castello di Settime; San Pietro al linguaggio simbolico dell’abbigliamento; Castell’Alfero alla pestilenza con piccole scene teatrali di appestati; San Lazzaro alla bellezza e igiene femminile; Canelli l’intercessione a San Tommaso per la fortificazione della città; Viatosto al corpo di Eva e alla giustizia verso una donna violata; Nizza Monferrato alla consacrazione di Santa Maria di Quinzano; infine, Moncalvo al tartufo, prima cibo demoniaco, poi degli dei. A chiudere il corteo è stato il carroccio, simbolo delle libertà comunali che identifica gli antichi carri da guerra.
Come sempre la cittadinanza, e molti turisti, ha partecipato numerosa, accalcandosi nelle strade e prendendo posto ai bordi di queste per assistere, in prima fila seduti su sedie, a terra, affacciati ai balconi, in piedi, all’evento. Dopo la sfilata, tutti in piazza Alfieri per la corsa dei cavalli, il momento più importante. Gli spalti erano al completo.
Dopo il permesso ufficiale di Giorgio Galvagno, sindaco di Asti, al capitano del Comune, sul suo destriero, di correre il palio, la prima batteria di cavalli ha iniziato, non senza fatica e disordini, a disporsi lungo la linea di partenza. 6 false partenze e tre cadute di fantini, senza conseguenze, prima del giro vinto dal borgo di Santa Caterina. 3, invece le partenze false per la seconda batteria di cavalli, montati a pelo, ovvero senza sella, vinta da Baldichieri, il cui cavallo ha tagliato il traguardo privo del fantino, caduto durante la gara. 2 false partenze per la terza batteria vinta da Tanaro. Dopo un breve intervallo in cui si sono esibiti gli sbandieratori, ha avuto luogo la finale della gara. Il pubblico inneggiava i fantini e tifava per i vari borghi in un crescendo di vocii e rumori, quasi da stadio.
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Quotidiano Piemontese
Wow! mitico San Damiano!
Ma il Palio rappresenta tutte queste cose??
Come ho fatto fin’ora a non esserci mai andata!!?
Maura, fai sempre in tempo a rimediare il prossimo anno! Grazie per aver letto Quotidiano Piemontese.
Bravoooo!!! W il Palio d’Asti!