Federalismo centralizzato e tasse non per tutti: in Piemonte sì, in Val d’Aosta o Sicilia no. Il caso Ipt, la denuncia della Provincia di Torino
Da sabato 17 settembre, per chi non se ne fosse accorto, è scattato l’aumento dell’Iva dal 20 al 21%. Si salvano solo il pane, i pomodori e il latte, su cui resta un’aliquota fissa del 4%. A non salvarsi per nulla, anzi, è l’Ipt, ovvero la tassa provinciale di trascrizione che si paga nel momento di acquisto di una vettura (anche usata): una tassa che da sabato in poi non è più fissa, ma variabile in base ai kW. Un aumento che – dati Federauto – “solo sul fronte dell’Iva determinerà un aggravio di costi per gli italiani di quasi 220 euro per ogni auto acquistata”. Non per tutti gli italiani, però. A rimanere fuori dal provvedimento, infatti, restano le Regioni a statuto speciale (Sicilia, Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta), le Province autonome di Trento e Bolzano e altre 4 Province: Aosta, Prato, Brescia e Firenze.
D’ACRI: “ASSURDO E INACCETTABILE”. “Le imposte sono decise a livello nazionale e quindi non possono avere diverse applicazioni sul territorio. È la prima volta che in Italia il Governo differenzia nei fatti l’ammontare di un’imposta: lo ha fatto applicando l’aumento dell’Ipt a tutte le Province, ma non a quelle delle Regioni a statuto speciale. È assurdo e inaccettabile”: Marco D’Acri, l’assessore al bilancio della Provincia di Torino è furente, ha deciso di rivolgersi all’Autorità per la Concorrenza e alla Corte dei Conti.
“Così come strutturato dal Governo – spiega l’assessore D’Acri – il peso del sacrificio contributivo in una fase di crisi cade su tutti i cittadini escludendo le Regioni autonome che già godono di straordinarie agevolazioni. Corriamo seriamente il rischio di un proliferare da parte dei concessionari di automobili dell’apertura di sedi secondarie in Province e Regioni autonome. Noi del Piemonte ad esempio avremo dalla Valle d’Aosta una concorrenza enorme. Non si è mai vista una tassa decisa solo a Roma applicata in modo diverso sui vari territori, altro che federalismo! Per questo ipotizziamo un danno per le entrate di Province e Regioni a statuto ordinario del quale il legislatore dovrà rispondere”. Di fatto, conclude D’Acri, “alcuni enti avranno una Ipt fissa a 150 euro indipendentemente dalla potenza del veicolo”.
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