Torino Film Festival vetrina di talenti fra doc e corti
Nato nel 2000 Italiana Doc, il concorso che il festival dedica ai documentari italiani in questi dieci anni ha “rivelato” e “cresciuto” autori e autrici (Saverio Costanzo, Giovanni Piperno, Alina Marazzi, Agostino Ferrente, Fabiana Sargentini, Daniele Gaglianone, Arturo Lavorato, Felice D’Agostino, Bruno Oliviero, Costanza Quatriglio, per citarne solo alcuni) diventati punti fermi del nostro panorama cinematografico. Ha aperto e sperimentato con loro nuove strade e nuove forme di cinema documentario – influenzando anche il cinema cosiddetto “normale” – e quelle strade continua a percorrere con ostinazione. Nel 2010 sono stati premiati Bakroman di Gianluca e Massimiliano De Serio (Miglior documentario italiano), Il popolo che manca di Andrea Fenoglio e Diego Mometti e Les Champs brûlants di Stefano Canapa e Catherine Libert (Premio speciale della giuria). Nell’edizione 2011, saranno 10 i film che si contenderanno il premio per il Miglior Documentario Italiano. Oltre ai titoli in competizione, quest’anno è stato creato uno spazio fuori concorso in cui sono stati inseriti tre autori, Tonino De Bernardi, Luca Guadagnino e Stefano Savona, che da anni frequentano il festival arricchendolo con le loro opere. In quest’ottica Ed è cosi. Circa.Più o meno, Inconscio Italiano e Palazzo delle Aquile, rappresentano tre possibili percorsi del documentario, diversissimi tra loro, ma accomunati dalla fortissima consapevolezza del suo essere linguaggio cinematografico puro.
L’altro concorso dedicato alla produzione nazionale è Italiana Corti, riservato a cortometraggi italiani inediti, caratterizzati dall’autonomia e originalità di linguaggio. La selezione di quest’anno è particolarmente significativa della volontà da parte del festival e dei suoi autori di considerare il “corto” come una forma specifica di cinema, capace di confrontarsi appieno con la sperimentazione, la narrazione, la documentazione e l’animazione. Dieci i titoli in concorso: Via Curiel 8, Sur les traces de Lygia Clark, souvenirs et évocations de ses années parisiennes, Fireworks, Dell’ammazzare il maiale, El cuento, De la mutabilité de toute chose et de la possibilité d’en changer certains, Occhio di vetro cuore non dorme, Nella forma delle cose a venire ed Ethos (verrà presto il giorno in cui gli attori e le attrici non crederanno che le loro maschere e i loro costumi siano essi stessi).
Per info e programma: www.torinofilmfest.org
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