Principio d’incendio nell’impianto nucleare in dismissione di Bosco Marengo
Nell’impianto nucleare in via di smantellamento di Bosco Marengo in provincia di Alessandria, c’è stato un principio di incendio. L’episodio si è verificato mentre l’azienda che sta bonificando l’ex stabilimento, stava smontando delle attrezzature. La rottura di un cuscinetto ha sprigionato delle scintille ed è scoppiato un principio di incendio. Il focolaio è stato spento dagli operai e sono stati allertati i Pompieri di Alessandria. I tecnici dell’Arpa regionale hanno prelevato i filtri installati presso l’impianto e li hanno portati in laboratorio per le analisi radiometriche. Secondo Roberto Ravello, assessore regionale all’Ambiente : ’Dalle informazioni in nostro possesso, si sarebbe trattato del surriscaldamento che ha generato del fumo; il personale della Sogin ha prontamente risolto la situazione. L’intervento dei Vigili del Fuoco non si è reso necessario, tanto che giunti sul posto hanno effettuato i controlli di rito e dichiarato concluso l’evento. Anche l’Arpa è tempestivamente intervenuta sul posto, prelevando i filtri dell’impianto per le analisi radiometriche. Dai primi risultati, risulta escluso qualunque tipo di inquinamento significativo. Inoltre, sono in corso di analisi campionamenti straordinari per ulteriori approfondimenti, i cui risultati saranno disponibili in serata e saranno pubblicati sul sito dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale”.
L’Arpa ha comunicato che “Le concentrazioni di attività alfa totale e beta totale misurate immediatamente dopo il prelievo nei campioni di particolato atmosferico prelevati all’interno del perimetro dell’impianto sono assolutamente comparabili con i valori che si osservano di norma anche nelle altre postazioni di campionamento. Le concentrazioni misurate sono imputabili alla radioattività naturale e non si ravvisano al momento, sulla base delle informazioni attualmente disponibili, situazioni di criticità. Sono in corso ulteriori accertamenti i cui risultati saranno resi noti non appena disponibili”.
L’impianto ha operato dal 1973 al 1995 fabbricando combustibili per le centrali nucleari italiane e anche per reattori esteri. I materiali nucleari lavorati sono stati l’uranio depleto, l’uranio naturale e l’uranio arricchito fino al 5%. Alla fine del 1995 l’ENEA, azionista pressoché esclusivo della FN, ha deciso di non proseguire ulteriormente le attività di fabbricazione di combustibili nucleari e di procedere alla disattivazione dell’impianto.
Dove si trova l’impianto per lo smaltimento di scorie nucleari
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