La Fiom chiede lumi a Monti sul futuro degli stabilimenti Fiat. Male il titolo del Lingotto
Un intervento urgente del Governo per chiedere certezze per gli stabilimenti italiani della Fiat. La sollecitazione viene dal responsabile nazionale auto della Fiom, Giorgio Airaudo, che all’indomani dell’intervista rilasciata dall’ad del Lingotto, Sergio Marchionne, al Detroit Free Press, ha detto: ”Sempre più spesso la Fiat sceglie gli Stati Uniti per dare le notizie importanti, segno che gli Usa sono diventati la vera stella polare, per questo serve chiarezza per evitare che l’Italia diventi la succursale del gruppo”. ”Qualunque ipotesi di spostamento del quartier generale del Lingotto – ha aggiunto il sindacalista – riduce il peso dell’Italia, per questo è urgente che il Governo intervenga per chiedere a Fiat trasparenza e certezza per il futuro degli stabilimenti e della produzione Italia, dato che c’è il rischio che il nostro paese da sede del gruppo ne diventi la succursale. Negli Usa si fanno gli investimenti, si ottengono riconoscimenti e risultati, mentre in Italia si stanno dividendo i lavoratori e si aumenta la cassa integrazione”.
Nel frattempo l’Anfia (Associazione Nazionale Fra Industrie Automobilistiche), preso atto della decisione della Fiat di uscire dall’associazione dal primo gennaio 2012, ha nominato un comitato costituente per “finalizzare in maniera appropriata la propria missione sulla base delle esigenze dei gruppi merceologici rappresentati”, ovvero oltre 270 aziende. In questi giorni l’Anfia sta comunque definendo i contenuti di un accordo con i “ribelli” del Lingotto, valutando tutte le possibili aree di effettiva collaborazione.
IN BORSA. Fiat accelera al ribasso (-2,16% a 3,892 euro) nel giorno in cui parte il North American International Auto Show, nel corso del quale Chrysler presenterà la Dodge Dart.
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