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19 - 12 - 2014

Ambiente, Cittadini, Piemonte, Tempo Libero

Dopo 25 anni ancora a rischio il referendum sulla caccia in Piemonte

La Giunta regionale del Piemonte ha presentato in Commissione del Consiglio regionale un emendamento per abrogare l’attuale legge regionale sulla caccia. Il provvedimento comporterebbe il decadimento del referendum sulla caccia previsto fra il 15 aprile e il 15 giugno di quest’anno. Il voto sull’emendamento, che porterebbe a far regolare la caccia dalla legge nazionale, è stato rinviato per l’intervento dell’opposizione che ha chiesto un parere giuridico sulle conseguenze dell’emendamento.

Le opposizioni si sono ribellate in aula: Eleonora Artesio, capogruppo regionale della Federazione della Sinistra ha sottolineato che: “Nel corso della Commissione Agricoltura odierna, a fronte della presentazione di diverse proposte di legge sulla caccia, la Giunta Regionale ha presentato un emendamento alla pdl della maggioranza che, abrogando la legge di riferimento, fa decadere la radice delle diverse proposte e, di fatto, annulla il referendum sulla caccia”, sottolinea Eleonora Artesio, capogruppo regionale della Federazione della Sinistra. Nel 2012 saranno 25 anni che il Piemonte aspetta il referendum sulla caccia: nella primavera-estate del 1987 infatti nella nostra Regione vengono raccolte circa 60.000 firme in calce alla richiesta di un referendum regionale che chiede l’abrogazione di alcuni articoli della Legge Regionale 60/79, la normativa allora vigente in materia di caccia. La storia travagliata dell’ammissibilità del referendum passa poi attraverso diverse sentenze dei tribunali amministrativi e, dopo 25 anni e 9 gradi di giudizio, il referendum si sarebbe dovuto tenere in una domenica tra il 15 aprile e il 15 giugno. Con questo trucco la Giunta prova ad evitare il ricorso alla democrazia, alla volontà popolare e al giudizio dei cittadini su un tema così delicato. Come opposizione abbiamo scritto al Presidente del Consiglio Cattaneo perché intervenga a sanare questa situazione che è dubbia sul piano formale e inopportuna sul piano delle relazioni politiche, oltre che offensiva verso il Comitato Referendario e i cittadini che si sarebbero dovuti esprimere”.

Per Davide Bono e Fabrizio Biolè del gruppo consiliare regionale del MoVimento 5 Stelle si sono a loro volta ribellati al provvedimento: Con un colpo di mano che riteniamo legislativamente e politicamente “eversivo”, l’Assessore Sacchetto, durante la prima seduta della commissione che avrebbe dovuto analizzare le varie proposte di legge sulla caccia, presenta un emendamento che abroga integralmente la l.r. 70 del 1996, attualmente legge quadro in materia di prelievo venatorio, facendo decadere tutte le proposte di legge fatte dai consiglieri, di maggioranza e minoranza, nonchè lo stesso, attesissimo, referendum sulla caccia.
Infatti, finalmente in primavera si dovrebbe svolgere il referendum regionale contro la caccia, atteso dal 1987, grazie alla sentenza 1896 del 29 dicembre 2010 della Corte di appello di Torino, che ha sancito la sussistenza del diritto soggettivo del Comitato promotore del referendum all’espletamento della procedura referendaria. Se venisse accolto l’emendamento Sacchetto, oltre a svuotare di ogni senso l’attività legislativa dei consiglieri, sopprimerebbe anche una delle poche possibilità del cittadino di esercitare la democrazia diretta. E udite, udite, per soddisfare la lobby venatoria e per motivi economici.
Il presidente Vignale e l’Assessore Sacchetto infatti hanno affermato che il costo di un referendum, simile a quello di un’elezione regionale, circa 20 milioni di euro, è elevato e che la Regione ad oggi, in esercizio di bilancio provvisorio, non avrebbe le risorse. Abbiamo ribattuto che allora nel 2015 potremmo non fare le elezioni regionali visto che hanno un costo. Sicuramente ‘eliminazione del quorum, come da noi proposto con la pdl 112, aiuterebbe a ridurre il numero di seggi elettorali e quindi i costi di un referendum. Ma l’esercizio della democrazia non può essere limitato dalla carenza, vera o presunta di soldi. E oggi abbiamo assistito ad una pessima pagina della democrazia in Regione.


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10 gennaio 2012 - Autore: Redazione - @quotidianopiem
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