Come la crisi ha modificato la spesa in Piemonte. I dati del rapporto Findomestic
Si spende meno ma meglio, si evitano gli sprechi e si tirano i remi in barca con uno stile di vita sobrio e lungimirante che permetta di uscire indenni dal tunnel della crisi. Questo è quanto emerge dalla diciottesima edizione dell’inchiesta dell’Osservatorio di Findomestic Banca sul consumo di beni durevoli. In Piemonte, rispetto al 2010, il reddito pro capite è cresciuto del 2,3% assestandosi sopra i 20mila euro con le province di Biella e Vercelli a fare da traino. Nonostante la crescita del reddito i consumi di beni durevoli sono calati del 5,9% segno evidente di come i piemontesi abbiano scelto il risparmio e l’accortezza.
Ma veniamo ai vari comparti: la vendita di auto usate è cresciuta di un +3,6%, mentre quella di automobili nuove ha subito una flessione del 14,3%. Il calo più sensibile è avvenuto nel comparto degli elettrodomestici bruni (televisori, stereo, lettori dvd in sintesi quelli per svago e tempo libero) con un pesante – 22,3%, mentre ha tenuto molto meglio la spesa per i mobili calata “appena” dell’1,1% (contro il -1,3% della media nazionale). L’indagine di Findomestic si è addentrata anche nelle motivazioni e negli stati d’animo dei consumatori: fra i consumatori del Nord Ovest è emerso un atteggiamento sostanzialmente speranzoso ma con una percezione più acuta della crisi rispetto al 2010. Per quanto riguarda la propria situazione economica il 56% dei piemontesi ha ammesso di avere percepito un peggioramento: il 46% della popolazione ha ammesso di essere riuscita a preservare il proprio reddito mentre il 29% spera di riuscire ad accantonare ulteriori risorse nel 2012. Visto che le previsioni degli economisti si sono rivelate fallimentari e la portata della crisi indecifrabile, i piemontesi preferiscono “giocare in difesa” aspettando tempi migliori. Come? Evitando sprechi, ponderando con accortezza le spese e cercando, addirittura, di raggranellare un po’ di risparmi.
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