Ultimo aggionamento: 01-09-2015 - 22:1 | Oggi: inceneritore amianto suicidio incendio parco passante ferroviario

 Benvenuta Tera. Biella adesso ci crede davvero. E con il voto del Consiglio alla variante di piano regolatore ha fatto la sua parte a tempo di record. Tre mesi appena tutto compreso: analisi, doppia delibera e doppio scrutinio, osservazioni e via libera. La fondazione Tera può cominciare a tracciare sulla carta il progetto per il suo super-polo sanitario da 100 milioni di euro specializzato nella cura dei tumori infantili con l’adroterapia, un bombardamento nucleare mirato delle cellule cancerogene che è l’ultima frontiera nella lotta al “male del secolo”. Tanto ci crede Biella, che il 22 marzo porta in città il ministro della salute Renato Balduzzi come testimonial dell’operazione. La struttura da 6 mila metri quadrati sorgerà su un’area da 100 mila alle porte della città, lungo via Cottolengo. E sarà circondata da hotel, residence, alberghi, un centro commerciale e un parco pubblico. Per realizzarla occorreranno 4 anni dalla posa della prima pietra. Che attende solo la presentazione del piano particolareggiato da parte del progettista.   Una cittadella oncologica ma un po’ troppo dedita al commercio, secondo i detrattori dell’operazione. Che vedono nella cessione gratuita dei terreni da parte della società Athena, di proprietà di imprenditori assai noti tra cui la famiglia del vice-sindaco di Biella Livia Caldesi, lo spettro della speculazione. Lo hanno ribadito le osservazioni giunte all’ufficio protocollo del Comune nel periodo intercorso fra il primo e il secondo voto in Consiglio, come ad esempio quelle di Legambiente. E lo hanno ricordato anche gli oppositori del centrosinistra in aula, anche se la maggior parte di essi, come il Pd, ha poi detto sì alla variante. Secondo l’amministrazione Gentile la delibera blinda il polo oncologico e azzera qualunque possibilità di speculazione. Facendo leva sui limiti alle volumetrie per gli spazi commerciali e residenziali in favori di quelli sanitari, riducendo il consumo del suolo e tutelando la proporzione tra verde e costruito.

 Benvenuta Tera. Biella adesso ci crede davvero. E con il voto del Consiglio alla variante di piano regolatore ha fatto la sua parte a tempo di record. Tre mesi appena tutto compreso: analisi, doppia delibera e doppio scrutinio, osservazioni e via libera. La fondazione Tera può cominciare a tracciare sulla carta il progetto per il suo super-polo sanitario da 100 milioni di euro specializzato nella cura dei tumori infantili con l’adroterapia, un bombardamento nucleare mirato delle cellule cancerogene che è l’ultima frontiera nella lotta al “male del secolo”. Tanto ci crede Biella, che il 22 marzo porta in città il ministro della salute Renato Balduzzi come testimonial dell’operazione.

La struttura da 6 mila metri quadrati sorgerà su un’area da 100 mila alle porte della città, lungo via Cottolengo. E sarà circondata da hotel, residence, alberghi, un centro commerciale e un parco pubblico. Per realizzarla occorreranno 4 anni dalla posa della prima pietra. Che attende solo la presentazione del piano particolareggiato da parte del progettista.  

Una cittadella oncologica ma un po’ troppo dedita al commercio, secondo i detrattori dell’operazione. Che vedono nella cessione gratuita dei terreni da parte della società Athena, di proprietà di imprenditori assai noti tra cui la famiglia del vice-sindaco di Biella Livia Caldesi, lo spettro della speculazione. Lo hanno ribadito le osservazioni giunte all’ufficio protocollo del Comune nel periodo intercorso fra il primo e il secondo voto in Consiglio, come ad esempio quelle di Legambiente. E lo hanno ricordato anche gli oppositori del centrosinistra in aula, anche se la maggior parte di essi, come il Pd, ha poi detto sì alla variante.

Secondo l’amministrazione Gentile la delibera blinda il polo oncologico e azzera qualunque possibilità di speculazione. Facendo leva sui limiti alle volumetrie per gli spazi commerciali e residenziali in favori di quelli sanitari, riducendo il consumo del suolo e tutelando la proporzione tra verde e costruito.


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