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Maxi operazione “Special Ket” di carabinieri e finanzieri. Arrestati usurai, tassi al 120%

Redazione Quotidiano Piemontese

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Usura. Truffa. Ricettazione. Riciclaggio di soldi sporchi. Spaccio di sostanze stupefacenti. Sfruttamento della prostituzione. Esercizio abusivo della professione medica. Sono questi i reati commessi da un banda di malviventi che i carabinieri di Alba e i finanzieri di Bra stavano monitorando da marzo 2010 e che agiva tra le province di Cuneo e Asti. La maxi operazione è stata denominata “Special Ket”, visto che i militari, sempre nel 2010, hanno sequestrato oltre 5 kg di ketamina, uno dei quantitativi più ingenti mai rinvenuti nel Nord Italia. Si tratta di un potente anestetico usato per i cavalli, ma molto diffuso tra i giovani che frequentano i rave party. A suo tempo, sono finiti in manette, per traffico internazionale di droga, alcuni imprenditori del settore farmaceutico, Bartolomeo Sarzotti di Benevagienna, nel cuneese e Keith Attard di Malta, entrambi rinviati a giudizio nei giorni scorsi dalla procura della Repubblica di Alba.Questa volta sono stati arrestati su ordine altri personaggi coinvolti.

Ordinanza di custodia cautelare in carcere per Gian Luigi Trinchero, 60enne invalido civile e pregiudicato di Cisterna d’Asti per usura aggravata e continuata in concorso, truffa aggravata e ricettazione.

Arresti domiciliari per Gian Luca Rosselli, 32enne disoccupato e pregiudicato di Alba per spaccio di sostanze stupefacenti.

Arresti domiciliari per Pier Giorgio Riccardi, 55enne disoccupato e pregiudicato di Mango, accusato di usura, truffa aggravata e spaccio di sostanze stupefacenti.

Nell’inchiesta sono coinvolte altre 6 persone, 2 di Asti, uno dei quali titolare di un noto night club cittadino al cui interno faceva prostituire giovani ragazze dell’est, 1 di Bra, 1 di Torino, 1 di Alassio, in Liguria e lo stesso Sarzotti, già arrestato due anni fa e questa volta indagato per usura, truffa ed esercizio abusivo della professione medica.

Figura chiave dell’indagine e perno attorno al quale ruotavano gli altri indagati è Trinchero il quale, sebbene percepisse la pensione d’invalidità dall’Inps/Coltivatori Diretti di 450 euro mensili, i militari hanno accertato la sua residenza, sino al 2005, a Beausoleil, comune francese della Costa Azzurra nei pressi di Monte Carlo, e l’intestazione di svariati conti correnti in Italia e all’estero su cui movimentava milioni di euro.

Le movimentazioni bancarie compiute da Trinchero sono apparse sproporzionate a carabinieri e guardia di finanza rispetto all’entità dell’unico reddito ufficialmente percepito, cioè la pensione. Inoltre, il tenore di vita del’uomo era ben al di sora delle sue possibilità dichiarate, visto che andava in giro su Ferrari, Jaguar e Bmw, oltre a possedere vari beni di lusso.

Su di lui gravavano anche cartelle esattoriali di Equitalia per 27 milioni di euro conseguenti a tasse non pagate tra il 1991 ed il 2001 quando era titolare di un’azienda agricola in provincia di Asti. Dalle indagini è emerso il modus operandi di Trinchero. L’usuraio avvicinava commercianti, imprenditori o allevatori in difficoltà finanziaria per prestare denaro praticando però tassi d’interesse che variavano da un minimo dell’80% sino ad un massimo del 120%, oppure li truffava facendosi consegnare cospicue somme di danaro garantendo alle vittime che avrebbe provveduto a liquidare i creditori ed interrompere le esecuzioni immobiliari o procedure di fallimento a loro carico.

I carabinieri albesi hanno scoperto, sino ad ora, 2 casi di usura per diverse decine di migliaia di euro ai danni di un allevatore del fossanese e di un imprenditore edile albese, 3 truffe aggravate ai danni di un commerciante di Alba, un allevatore di Asti e il titolare di un’azienda agricola del monregalese, mentre la gdf di Bra ha scoperto un caso di usura ai danni di un commerciante di Verduno, una truffa ad un imprenditore edile di Canale. Tutto per un giro di denaro quantificato in diverse decine di migliaia di euro.

Altri 10, tra imprenditori o commercianti, hanno denunciato truffe simili. Erano tutti in difficoltà economica e avevano ricevuto prestiti a tassi usurai da Trinchero, in alcuni casi con la complicità di Sarzotti e Riccardi, che parlando al telefono con le vittime o tra di loro dei prestiti, menzionavano le “trifule”, tartufi, riferendosi inrealtà alle cambiali o agli assegni.

Oltre a quelli già citati, soo numerosi gli altri reati emersi durante l’indagine:  ricettazione di assegni tratti da conti correnti di banche francesi del valore di oltre 15mila euro, risultati provento di furti perpetrati in Francia; riciclaggio di danaro dell’usura, usato per l’acquisto di 2 Jaguar intestate ad altrettanti “prestanome” di Trinchero ed altro ancora.

Vista la mole di denaro, sono tuttora in corso da parte di carabinieri e gdf  gli accertamenti patrimoniali sul conto di tutte le persone coinvolte nell’indagine.                         

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