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Il Tribunale di Torino ha condannato la Fiat per attività antisindacale in quanto non ha trattenuto le quote sindacali della Fiom come disposto dai singoli lavoratori iscritti. Il giudice ha ordinato all’azienda di pagare le quote. La causa riguarda undici stabilimenti della Fiat e di Fiat Industrial a Torino. La sentenza riprende quattro pronunce della Cassazione sullo stesso tema chiarendo che quella cessione di credito è un atto tra privati che non può essere impedito.  Nemmeno il referendum del 1995 può impedire la cessione» per le quote, perché il quesito allora approvato era finalizzato a impedire che la trattenuta fosse prorogata a vita a favore del sindacato, anche quando il lavoratore aveva mancato di rinnovare l’iscrizione.  Il giudice ha ordinato alle undici società del Lingotto di riprendere immediatamente a operare le trattenute e a girarle alla Fiom. La quale– nel prendere ovviamente atto con soddisfazione della sentenza – ha scelto anche di rinunciare agli arretrati. Giorgio Airaudo, responsabile auto della Fiom ha commentato: “Viene ripristinato il diritto di ogni singolo lavoratore  a pagare mensilmente la tessera sindacale e a essere liberamente iscritto al sindacato anche all’interno della Fiat. E’ un’altra causa che afferma la libertà di associazione sindacale”.


Il Tribunale di Torino ha condannato la Fiat per attività antisindacale in quanto non ha trattenuto le quote sindacali della Fiom come disposto dai singoli lavoratori iscritti. Il giudice ha ordinato all’azienda di pagare le quote. La causa riguarda undici stabilimenti della Fiat e di Fiat Industrial a Torino. La sentenza riprende quattro pronunce della Cassazione sullo stesso tema chiarendo che quella cessione di credito è un atto tra privati che non può essere impedito.  Nemmeno il referendum del 1995 può impedire la cessione» per le quote, perché il quesito allora approvato era finalizzato a impedire che la trattenuta fosse prorogata a vita a favore del sindacato, anche quando il lavoratore aveva mancato di rinnovare l’iscrizione.  Il giudice ha ordinato alle undici società del Lingotto di riprendere immediatamente a operare le trattenute e a girarle alla Fiom. La quale– nel prendere ovviamente atto con soddisfazione della sentenza – ha scelto anche di rinunciare agli arretrati.

Giorgio Airaudo, responsabile auto della Fiom ha commentato: “Viene ripristinato il diritto di ogni singolo lavoratore  a pagare mensilmente la tessera sindacale e a essere liberamente iscritto al sindacato anche all’interno della Fiat. E’ un’altra causa che afferma la libertà di associazione sindacale”.


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