Ultimo aggionamento: 03-07-2015 - 02:3:37 | Oggi: caldo amianto uber giugiaro stadio olimpico immigrazione

L’assessore regionale ai Trasporti Barbara Bonino ha voluto intervenire con una lunga nota sulla discussione sulla destinazione d’uso della galleria di sicurezza del Frejus. “I campioni della disinformazione sono scesi in campo, con il presidente della Provincia Saitta e l’onorevole Esposito. Evidentemente al Pd non sono bastati i danni fatti in passato dalla Bresso sulla questione della Torino-Lione con la diffusione di allarmi ingiustificati. Ora si persevera anche in tema di seconda canna del Frejus Eppure dovrebbe essere chiaro a tutti che bisogna attuare tutte le misure possibili per aumentare la sicurezza delle gallerie, soprattutto se, come in questo caso, i lavori sono autorizzati e finanziati. Ed è evidente che l’unico modo per rendere più sicuro questo traforo sta nella separazione dei flussi di traffico in due canne distinte. Tutti gli studi sono concordi su questo ed è quanto è emerso dal tavolo di coordinamento sulla sicurezza stradale che la Regione ha avviato con la partecipazione del Ministero delle Infrastrutture, degli assessorati regionali a Trasporti e Ambiente e del Politecnico di Torino.La presenza di due tunnel distinti in cui incanalare il traffico diminuisce le possibilità di incidenti gravi. In più, migliora la ventilazione in caso d’incendio e anche la sicurezza in occasione delle operazioni di manutenzione. La separazione dei flussi di traffico non comporta modifiche progettuali, l’onorevole Esposito dovrebbe saperlo: sarebbe utile dotarsi di informazioni corrette prima di rilasciare interviste.  La verità è che non esistono rischi di incremento del traffico, anche  perché comunque in ogni canna una corsia verrebbe destinata al transito dei veicoli, mentre la seconda servirebbe unicamente ai mezzi di soccorso. E comunque l’installazione di apposite centraline per il monitoraggio dei livelli di smog rappresenterebbe una garanzia adeguata per limitare i passaggi. Infine, una considerazione sulle tempistiche: le previsioni per l’ultimazione dei lavori al Frejus sono di cinque anni, mentre il completamento della fase 1 della tratta internazionale della Torino-Lione ne richiederà diversi in più. E’ evidente che il raddoppio del Frejus non inficia il trasferimento modale delle merci, che rappresenta il nostro obiettivo finale”.


L’assessore regionale ai Trasporti Barbara Bonino ha voluto intervenire con una lunga nota sulla discussione sulla destinazione d’uso della galleria di sicurezza del Frejus. “I campioni della disinformazione sono scesi in campo, con il presidente della Provincia Saitta e l’onorevole Esposito. Evidentemente al Pd non sono bastati i danni fatti in passato dalla Bresso sulla questione della Torino-Lione con la diffusione di allarmi ingiustificati. Ora si persevera anche in tema di seconda canna del Frejus Eppure dovrebbe essere chiaro a tutti che bisogna attuare tutte le misure possibili per aumentare la sicurezza delle gallerie, soprattutto se, come in questo caso, i lavori sono autorizzati e finanziati. Ed è evidente che l’unico modo per rendere più sicuro questo traforo sta nella separazione dei flussi di traffico in due canne distinte. Tutti gli studi sono concordi su questo ed è quanto è emerso dal tavolo di coordinamento sulla sicurezza stradale che la Regione ha avviato con la partecipazione del Ministero delle Infrastrutture, degli assessorati regionali a Trasporti e Ambiente e del Politecnico di Torino.La presenza di due tunnel distinti in cui incanalare il traffico diminuisce le possibilità di incidenti gravi. In più, migliora la ventilazione in caso d’incendio e anche la sicurezza in occasione delle operazioni di manutenzione. La separazione dei flussi di traffico non comporta modifiche progettuali, l’onorevole Esposito dovrebbe saperlo: sarebbe utile dotarsi di informazioni corrette prima di rilasciare interviste.  La verità è che non esistono rischi di incremento del traffico, anche  perché comunque in ogni canna una corsia verrebbe destinata al transito dei veicoli, mentre la seconda servirebbe unicamente ai mezzi di soccorso. E comunque l’installazione di apposite centraline per il monitoraggio dei livelli di smog rappresenterebbe una garanzia adeguata per limitare i passaggi. Infine, una considerazione sulle tempistiche: le previsioni per l’ultimazione dei lavori al Frejus sono di cinque anni, mentre il completamento della fase 1 della tratta internazionale della Torino-Lione ne richiederà diversi in più. E’ evidente che il raddoppio del Frejus non inficia il trasferimento modale delle merci, che rappresenta il nostro obiettivo finale”.


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