Cittadini, Cronaca, Piemonte, Società, Torino
Sequestrate preventivamente le pagine del Piemonte di Indymedia
Alcune pagine del sito del Piemonte di Indymedia e del relativo sito della Toscana sono state oscurate dai provider italiani secondo quanto scrive il Fatto Quotidiano. L’oscuramento è stato disposto il 24 maggio dal giudice delle indagini preliminari di Milano su richiesta della locale procura,come sequestro preventivo delle pagine web per alcuni articoli diffamatori. Il 13 giugno l’ordine di oscuramento delle pagine è stato dato a tutti i provider italiani. Il sito è ancora visibile da molti computer della rete italiana, mentre le pagine possono essere ritrovate dalla cache di Google.
L’ordine di inibizione sarebbe stato dato dopo la pubblicazione di quattro articoli ritenuti diffamatori da una società multinazionale che aveva sporto querela contro il network Indymedia.
Un anonimo aveva scritto un articolo in cui si parlavava di affari tra un’azienda italiana e la mafia.
Questo è il secondo caso di oscuramento di un sito internet in Italia per diffamazione. Il primo caso si riferiva ad un provvedimento emesso dal Gip di Belluno nel caso del portale sulla tragedia del Vajont, poi annullato dal tribunale del riesame di Belluno.
Seguiteci sui Social Network e con le Newsletter per essere aggiornati
Potete seguirci con
Twitter o su
Facebook. Visitate la nostra pagina Facebook e cliccate su mi piace.
Memorizzate
i nostri feed RSS con le ultime notizie dal sito e dai blog.
Registratevi per scegliere quale newsletter ricevere ogni giorno con le ultime notizie.
14 giugno 2012 - Autore: Redazione



E se Indymedia è stata presa di mira tanto da arrivare al punto d’essere oscurata e ridotta al silenzio vuol dire che allora ha davvero pestato i piedi a qualche potere.
La misteriosa multinazionale che intreccia affari con società legate alla mafia russa non è affatto misteriosa. Si chiama XXXXXX, azienda di shipping (fornisce il carbone alle centrali Enel) e qualche anno fa è stata oggetto di una condanna per tangenti elargite a dirigenti dell’ENEL. Questa è la riprova che siamo in uno stato democratico dove si pratica la sana censura.