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Alessandria

Rifiuti anche dalla Liguria, per il termovalorizzatore del Gerbido un affare da 3,5 milioni di euro

Redazione Quotidiano Piemontese

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inceneritore-gerbidoChi ci smaltisce i nostri rifiuti? La Liguria chiede aiuto dopo che le recenti piogge hanno allagato la discarica di Scarpino. Le autorità hanno dichiarato che per ora non è più possibile scaricare i rifiuti di Genova e dintorni in quella sede e, in virtù di un patto firmato nel 2003 tra regioni del nord Italia, si cercano altre soluzioni nelle aree confinanti, Toscana, Emilia e, ovviamente, Piemonte. La richiesta è di ospitare circa 300mila tonnellate di immondizia da qui a fine anno e l’11 giugno il fresco eletto Sergio Chiamparino ha subito teso una mano. L’idea, confermata ed avallata anche da Provincia e Ato rifiuti, sarebbe quella di distribuire la spazzatura ligure in tre siti: il termovalorizzatore del Gerbido, la discarica di Castelceriolo, nell’alessandrino, e quella di Saluzzo, in provincia di Cuneo.
“Non avremmo nessuna difficoltà” afferma il presidente dell’Associazione d’Ambito Torinese per il governo dei Rifiuti, Paolo Foietta, spiegando al Gerbido si potrebbero ospitare almeno 35mila tonnellate. D’altronde delle 500mila tonnellate prodotte ogni anno da Torino e provincia, circa 400mila vengono bruciate nell’inceneritore alle porte del capoluogo, ma in caso Genova accettasse, si potrebbe far posto per l’extra carico in arrivo, smistando una certa quantità di sacchi nelle due discariche ancora esistenti che, a suo dire, potrebbero accogliere immondizia ancora per “altri 7-8 anni“.
A livello economico sarebbe sicuramente un affare dato che il prezzo per accettare i rifiuti liguri sarebbe addirittura superiore a quello che pagano i torinesi: oltre 100 euro a tonnellata contro 96, per un totale di introiti che supererebbe i 3,5 milioni di euro per Trm, la società che gestisce il termovalorizzatore. Anche Cuneo ha già offerto la propria disponibilità, Alessandria ci sta ancora pensando, ma, viste le cifre, i più dubbiosi sono ora i dirigenti genovesi, che cercano altre soluzioni.
Non sono mancate le reazioni della prima ora, Movimento 5 stelle in testa che, per bocca del capogruppo Giorgio Bertola ha ribadito il proprio no: “Servirebbe piuttosto un piano che vada verso la produzione zero di rifiuti grazie al trattamento a freddo del residuo indifferenziato”.

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