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Amianto: nell’astigiano 87 casi di mesotelioma maligno. 71 sono già morti

Redazione Quotidiano Piemontese

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foto Pumbaa80

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Lo Spresal dell’Asl di Asti, fra il 2006 e il 2015, si è particolarmente concentrato sullo studio di casi dei mesotelioma maligno, tumore provocato dall’esposizione alle fibre aerodisperse dell’amianto. Questo lavoro ha portato alla luce 87 casi, di cui 57 uomini e 30 donne, di mesotelioma maligno. Di questi, 71 sono purtroppo già morti. Nonostante siano passati ben 23 anni dalla messa al bando di questa fibra in Italia, l’amianto continua a mietere vittime, più di 4 mila all’anno nel nostro Paese.

Il problema è soprattutto legato ai ritardi nelle bonifiche nei luoghi considerati ad altro rischio, dove la presenza di amianto è massiccia e mette seriamente  repentaglio la salute di chi frequenta questi luoghi. I piani di bonifica dell’amianto arrivati dall’ambito territoriale dell’Asl di Asti, nel 2014 sono stati 166, con la rimozione di 76 mila metri quadrati di lastre in cemento e amianto. Dal gennaio di quest’anno l’Arpa astigiana ha già individuato 875 coperture sospette. Sono tutte in amianto e la maggior parte sono nelle zone industriali di Asti, Nizza e Canelli. Si tratta di costruzioni degli Anni ’70 e ’80. Sono stati effettuati dei sopralluoghi anch fuori città, a Castelnuovo Don Bosco, Settime, Calamandrana, San Marzano Oliveto e le coperture a rischio sono risultate essere nelle zone agricole: stalle, lontane dal centro abitato.

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