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Alessandria

Chi potrà usare la cannabis per uso medico in Piemonte

Redazione Quotidiano Piemontese

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Proseguono i lavori per dare attuazione alla legge regionale n. 11 del giugno scorso sull’uso terapeutico della cannabis in Piemonte. Per il via si attende il decreto ministeriale che è ora in fase di definita emanazione.

Intanto l’assessore Saitta ha comunicato oggi che sono stati definiti i principi sui quali si sta lavorando.

Il decreto ministeriale, sulla base delle evidenze scientifiche fino ad ora prodotte e che dovranno essere aggiornate periodicamente, stabilisce che l’uso medico della cannabis può essere considerato un trattamento sintomatico di supporto ai trattamenti standard. Cioè quando i trattamenti consueti non hanno prodotto gli effetti desiderati, è possibile passare all’impiego ad uso medico della cannabis e solo per alcune precise patologie gravi.

Le patologie previste riguardano:
A) analgesia in patologie che implicano spasticità associata a dolore (sclerosi multipla, lesioni del midollo spinale) resistente alle terapie convenzionali;
B) analgesia nel dolore cronico (con particolare riferimento al dolore neurogeno) in cui il trattamento con antinfiammatori non steroidei o con farmaci cortisonici o oppioidi si sia rivelato inefficace;
C) effetto anticinetosico ed antiemetico nella nausea e vomito, causati da chemioterapia, radioterapia, terapie per HIV, che non può essere ottenuto con trattamenti tradizionali;
D) effetto stimolante l’appetito nella cachessia, anoressia, perdita dell’appetito in pazienti oncologici o affetti da AIDS e nell’anoressia nervosa, che non può essere ottenuto con trattamenti standard;
E) effetto ipotensivo nel glaucoma resistente alle terapie convenzionali;
F) riduzione dei movimenti involontari del corpo e facciali nella sindrome di Gilles de la Tourette che non può essere ottenuta con trattamenti standard.

La somministrazione dei cannabinoidi per finalità terapeutiche potrà avvenire in ambito ospedaliero o domiciliare, che la prescrizione deve essere effettuata da medici specialisti operanti in strutture ospedaliere ma anche dal medico di medicina generale.
Il Servizio sanitario regionale assumerà a proprio carico la spesa relativa all’erogazione dei cannabinoidi per le condizioni patologiche individuate e solo quando il trattamento sia ritenuto dal medico indispensabile.

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