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Una scritta tipo Hollywood sulla collina di Torino, l’idea di un artista torinese

Riuscite ad immaginarvela una gigantesca scritta TURIN sulla collina torinese? Come se fosse Hollywood. E’ questa l’idea di Luca De March, artista e designer torinese. Una scritta alta 18 metri e lunga 50, posizionata a Villa Genero e quindi perfettamente visibile dal centro città.

De March ci ha spiegato da cosa nasce l’idea

Benché nel senso comune e nell’esperienza quotidiana delle persone sia molto chiaro che cosa si intenda per città, darne una definizione univoca e precisa non è altrettanto semplice. Lo sanno bene filosofi ed esperti di sociologia che, da sempre, tentano di chiudere fra le sbarre di una definizione questo grande agglomerato di strade, cemento e persone attorno al quale, ogni giorno, gravitano moltissime persone.
Personalmente, da buon osservatore della realtà, ritengo che una città non sia poi così diversa da un bar, un locale in cui, quotidianamente, vivono, operano, sorridono e piangono centinaia di migliaia di individui. Come in qualsiasi bar, ogni città ha i suoi avventori abituali, gli affezionati, quelli che consumano e non ritornano più, quelli che socializzano e quelli che vogliono stare tranquilli, i maleducati, quelli che urlano, quelli che si divertono e quelli che esagerano. Ma, se ogni città non è altro che un bar, inteso come luogo in cui gli uomini si ritrovano a condividere gioie e dolori, cosa manca a questi immensi locali per essere definiti tali? Un’insegna, che, come accade negli esercizi commerciali, sovrasti i suoi avventori, proteggendoli e riunendoli sotto lo stesso cielo.

Questi invece i motivi della scelta della scritta TURIN

Proprio come un’insegna, l’opera è una grande scritta collocata sulla prima collina di Torino in posizione dominante, in modo che possa essere ammirata da cittadini, turisti e… dagli aerei che sorvolano la città! Illuminata, per essere visibile anche la notte, recherà la scritta “Turin”, in modo da sottolinearne l’internazionalità e la propensione della città verso l’Europa, ma anche – e soprattutto – la piemontesità (Turin, in dialetto), quella piemontesità che ha permesso a Torino, da sempre esempio di accoglienza e integrazione, di reinventarsi da città prettamente industriale a polo culturale di caratura mondiale.
L’opera, dal titolo “Qui non è Hollywood”, crea un ponte culturale fra la capitale mondiale e la capitale italiana del cinema, dando ulteriore spinta alle eccellenze nazionali che hanno sede a Torino (fra tutte il Museo del Cinema e il TFF), mentre la simile conformazione collinare creerà un legame anche visivo fra le due realtà. La “nostra” insegna, però, a differenza di ciò che accade ad Hollywood, sarà aperta alla visita di cittadini e turisti, che potranno (anzi… dovranno) avvicinarsi fino alle sue basi, poste in un polmone verde della collina torinese. L’installazione, quindi, non sarà un qualcosa da ammirare da lontano, ma, alla pari di qualsiasi monumento, sarà un bene da ammirare anche da vicino, riqualificando il parco che la ospita e facendolo diventare un luogo di aggregazione da cui godere del verde e di un’impareggiabile vista sulla città.
L’installazione, oltre a rafforzare il legame dei torinesi con il territorio, darà una spinta notevolissima al turismo, inserendosi di diritto fra le mete da visitare. Inoltre diventerà ben presto uno degli emblemi della città, replicato su guide e cartoline, con una notevolissima risonanza mediatica.

De March ritiene che l’istallazione darebbe nuova vita ad un parco cittadino quasi dimenticato e che possa anche essere realizzata in maniera temporanea, senza l’abbattimento di alberi e cespugli e con un facile ripristino a fine esposizione.

Biografia di Luca De March (questa la sua pagina Facebook)

Luca De March nasce a Torino nel 1979, città in cui vive ed opera. Inizia la sua attività artistica con installazioni e opere art, per poi avvicinarsi anche al linguaggio pittorico. Ha esposto i suoi lavori in numerose fiere e gallerie in Italia e all’estero fra le quali ricordiamo, negli ultimi anni: “Arte Genova” – Polo Fieristico – Genova 2016; “Politically Incorrect”, a cura di Giulio ferreri Caputi, Il Melograno Art Gallery, Livorno 2015; “Selecta”, Oblom Art Gallery, Torino 2015; “Festival Castel dei Mondi”, a cura di Riccardo Carbutti, mostra personale, Palazzo G. Ceci, Andria. “Mondadori per Expo”, Expo Milano 2015; “Politically Incorrect”,mostra personale, Oblom Art Gallery, Torino 2015; Palazzo Thun, Trento 2015; “Feat”, a cura di Roberto Vaio, Paolo Tonin Arte Contemporanea, Torino 2015; The Bank, Torino 2015; Premio Vasto, a cura di Daniela Madonia, Palazzo Aragona, Vasto (CH) 2014; Affordable Art Fair, Superstudio Più, Milano 2014; Artefiera, a cura di Giorgia Sarti, Bologna, 2014; Illustrative, OCT Gallery, Berlino 2014; “Once Upon Another Time”, mostra personale, Spazio San Giorgio, Bologna, 2013; The Others, a cura di Giorgia Sarti, Torino 2013; Fuorisalone, Milano 2013; Affordable Art Fair, Superstudio Più, Milano 2013; Salone Internazionale del libro, Torino 2013; Artissima, White Caos, Torino 2012; Gemluc Art Prize, a cura di Mirella Setzu, Auditorium Ranier III, Principato di Monaco (Vincitore del Premio del Pubblico); Art Design Factory, Rivoli (TO) 2011.

Collabora in maniera continuativa con gallerie d’arte di Torino, Milano, Bologna e Livorno.

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