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Commissariamento di Bene Banca: occorre far luce sul commissariamento più veloce della storia bancaria italiana

Continua la complessa vicenda legata al commissariamento di Bene Banca. Al convegno dal titolo Quello che le banche non dicono organizzato dal Comitato Svegliamoci Bene hanno partecipato 650 persone. Durante l’evento Daniele Pesco, membro della Commissione Finanze della Camera, ha illustrato le varie interrogazioni parlamentari sinora depositate in Parlamento sul “caso Bene Banca che secondo lui è stato un commissariamento preventivo subito dalla prima banca del Piemonte ad essere posta in amministrazione straordinaria e il commissariamento più veloce della storia bancaria italiana.

Martedì 23 febbraio il direttore della Banca d’Italia di Torino ha tenuto un lungo vertice  nella sede cuneese di Banca d’Italia a cui hanno partecipato  il sindaco di Bene Vagienna Claudio Ambrogio, l’assessore al bilancio Damiano Beccaria, il segretario comunale Vito Burgio. con risposte evasive per l’obiettivo della stessa:“La riunione è coperta da riservatezza, non si rilasciano interviste. Se volete fissate un appuntamento fatelo con la segreteria di Torino”.

Sull’incontro l’ex presidente dimissionato di Bene Banca Francesco Bedino ha scritto una lettera aperta indirizzata ai giornali

Al fine di fare una volta per tutte chiarezza, sono a chiederLe spazio per rilasciare, attraverso le pagine del Suo giornale, una dichiarazione quale Presidente di un C.d.A. deposto per iniziativa di Banca d’Italia in ordine al commissariamento della BCC benese  (tuttora sub judice in quanto pendente ricorso in Cassazione), definito dal Tar del Lazio e dal Consiglio di Stato come “preventivo”.

Tra illazioni, ipotesi, proclami e smentite la vicenda “Bene Banca” continua a suscitare interesse, nonché a tenere costantemente viva l’attenzione dei media, locali e non.

La notizia dell’incontro tenutosi ieri a Cuneo, presso la locale filiale della Vigilanza in Corso Dante 36, tra il Direttore della Sede di Torino della Banca d’Italia, Luigi Capra, ed una delegazione di consiglieri comunali di Bene Vagienna, capeggiati dal Sindaco Claudio Ambrogio, sta creando non poca apprensione in ambito locale e nazionale, alla luce del particolare momento che sta vivendo il mondo bancario, alle prese con una crisi di fiducia dei risparmiatori senza precedenti, complice anche il coro di critiche che si è levato contro le Authority Bankitalia e Consob, la cui attività ispettiva è stata definita, dai più, quanto meno “distratta” in relazione ai crac bancari delle 4 banche salvate per decreto nel volgere di una notte.

Anche se a Bene Vagienna si dice che sia stata la Banca d’Italia a convocare il Sindaco, nonostante le smentite ufficiali del Primo Cittadino ed al di là dei vari comunicati che probabilmente ancora leggeremo in materia, il sottoscritto ritiene quanto accaduto in ogni caso perfettamente rientrante nella tanto decantata “moral suasion” di Palazzo Koch.

Peccato che nel 2013 una simile attività di “convincimento” non ci sia stata a valere su chi allora amministrava Bene Banca…

Se a quanto pare, così come parrebbe emergere da alcuni documenti provenienti dalla stessa Banca d’Italia, la Vigilanza di Palazzo Koch auspicava una discontinuità nella gestione aziendale perché magari il C.d.A. dell’epoca (poi ricandidatosi dopo la riunione del Direttorio che ha deliberato il commissariamento) non era gradito, sarebbe stato sufficiente ricorrere alla “moral suasion” con una convocazione per una riunione come quella tenutasi ieri a Cuneo, per esplicitare questi desiderata ed il sottoscritto per primo e l’intero C.d.A., a seguire, avrebbero fatto un passo indietro.

Invece niente di tutto ciò: un commissariamento come un fulmine a ciel sereno, comunicato addirittura il giorno immediatamente precedente l’adunanza dei Soci chiamata ad eleggere  (per acclamazione)  i rappresentanti dell’UNICA lista candidata.

Bastava un incontro, una telefonata, in sostanza bastava COMUNICARE. Non era infatti il caso di commissariare in maniera violentissima una banca in salute, con i conti in ordine ed assolutamente quindi “ancora in grado di proseguire la propria attività” come testualmente citato da Bankitalia stessa nel Comunicato Stampa del 30.1.2016 ove ha tentato di giustificarsi davanti agli Italiani per i ritardi nei commissariamenti delle 4 banche salvate per decreto.

Ne sono la riprova incontrovertibile la durata della procedura di amministrazione straordinaria, la più veloce della storia italiana, ed il bilancio di fine commissariamento che presenta una “redditività complessiva” positiva ed un patrimonio in crescita, al di là del risultato di esercizio riportato volutamente in rosso per la mancata valutazione del portafoglio titoli a prezzi correnti di mercato.

Invece abbiamo dovuto obtorto collo assistere ad un’azione di rigore non necessaria, con oltre 7.000 soci danneggiati, ex esponenti aziendali devastati nel piano professionale e personale, oltre che morale e fisico.

Ma alla fine, e concludo con un interrogativo, riuscirà il risparmiatore e cittadino italiano a comprendere il perché di tutto questo “particolare interesse” di Banca d’Italia per la piccola Bene Banca ?

 


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