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Ultimo aggionamento: 26-09-2016 - 14:30 | Oggi: chiara appendino furto salone del gusto terra madre salone del libro incidente
Malasanità, il Piemonte è una delle regioni più penalizzate. Il conto lo pagano cittadini e micro imprese
© ChiccoDodiFC - Fotolia.com
Two italian ambulances in the street run fast to the place of accident

La malasanità si paga. Spesso anche due volte. La prima come disservizio; la seconda come costi di risanamento. E’ un’Italia divisa sul fronte dei costi e dell’efficienza dei servizi sanitari quella che emerge da una rilevazione di Confartigianato: secondo lo studio, inoltre, la malasanità pesa soprattutto sulle tasche degli imprenditori costretti a finanziare con tasse sempre più alte la cattiva gestione dei conti regionali.

Dati alla mano, in questa rilevazione il Piemonte non fa eccezione. Anzi. I subalpini, intesi come cittadini e imprenditori, sono i più penalizzati, insieme a quelli di altre 7 regioni: Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Calabria, Sicilia, Puglia.

Ma come si è arrivato tutto ciò? 

Spiega il rapporto che tra il 2006 e il 2014 il Sistema Sanitario Nazionale ha totalizzato perdite per 35 miliardi, con una media di 3,9 miliardi l’anno. Perdite che saranno a carico dei cittadini che per risanare le gestioni ‘in rosso’, subiscono un maggior prelievo fiscale di 1,8 miliardi, pari a 61 euro in più per abitante, rispetto alle Regioni con i conti sanitari in ordine.

Le spese maggiori, poi, sono a carico delle micro imprese che, in Piemonte, tra tra Irap e addizionale regionale Irpef (i due tributi locali che finanziano il servizio sanitario) verseranno in media 6.009 euro.

Ticket più alti e servizi peggiori

Come se non bastasse, anche i ticket pagati dai cittadini, che ammontano complessivamente a 3 miliardi e sono aumentati del 33% tra il 2010 e il 2014, in Piemonte ancora più alti.  Ma quel che è peggio, è che proprio dove la sanità costa di più si registra la qualità peggiore dei servizi.

 

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Spiega Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato: “Gli imprenditori pagano 3 volte il conto della malasanità”, spiega. E punta il dito contro la cattiva gestione dei servizi sanitari che finisce per scaricarsi sulle spalle delle imprese. “In molte regioni italiane – sostiene Merletti – la malasanità pubblica colpisce 3 volte gli imprenditori: da contribuenti devono pagare maggiori tasse per risanare i bilanci in rosso della sanità, da pazienti subiscono le inefficienze dei servizi e devono sborsare altri soldi per ricorrere alle prestazioni di altre regioni o per ottenere cure dignitose dal privato”.

 


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