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Il World tour dei Green Day infiamma Torino – fotogallery

“Avevo dieci anni quando mia mamma mi regalò la prima chitarra”, un attimo di pausa poi “Grazie Mamma”, queste le parole di Billie Joe Armstrong, da sempre leader dei Green Day, poco prima di eseguire “Christie Road”, dopo la sfuriata iniziale. Possiamo riassumere così un successo ormai trentennale, decine di milioni di dischi venduti, a partire dal loro storico album Dookie, grande successo mondiale. Ieri sera Torino ed il Pala Alpitour sono state protagoniste della prima del Revolution Road World Tour, oltre due ore di concerto a tutta velocità, senza un attimo di pausa.

Da poco battezzata alla Rock’n’Roll Hall Of Fame, la band continua a mietere successi, forti di un pubblico di affezionati, che ieri sera, ha riempito il palazzetto, oltre 13.000 i biglietti venduti.
Che la serata sarebbe stata divertente lo si è capito subito, con il coniglietto rosa, che entra per primo e balla e sfotte il pubblico sulle irresistibili note di Blitzkrieg Bop dei Ramones, giusto omaggio ad una delle band che più hanno ispirato Billie e compagni.

Si parte secchi con “Know my enemy” e poi con “Bang Bang”, primo singolo tratto dal nuovo album Revolution Radio, tra fumi e botti, con Billie che fa salire sul palco un fan impazzito a cantare con lui. Non sono più ragazzini, Billie è del 1972, ma l’energia è rimasta intatta. Il dialogo con il pubblico è continuo, “We have freedom in Torino!”, fa capire subito che aria tira per il pubblico e per il quartetto californiano. Arrivano pezzi storici come “Boulevard of Broken Dreams”, con quell’invocazione“Siamo ancora vivi”, poi “Youngblood” e “Welcome to Paradise”, classicone diretto dagli anni 90, periodo d’oro della band.

“Jaded”, “Christie Road”, suonata la buio da Billie, seduto solo con la sua chitarra, che poi mostra fiero, come ringraziamento alla mamma, precedono alcuni brani storici della band come con “Hitchin’ a ride”, “Are we the Waiting,” e “St. Jimmy”, per poi culminare nel doppio “Basket Case” e “She”. E’ l’apoteosi, ma nessuno si aspetta quello che deve succedere, con il sassofonista Jason Freese sul palco a coadiuvare la band, che culmina in un omaggio a George Michael, sulle note di Careless Whisper, prima di un folle medley con“Shout/Always look on the bright side of life/Satisfaction/Hey Jude”, per un coro finale di tutto il pubblico con Billie stramazzato per terra.

Siamo quasi alle due ore, ma arrivano ancora tre colpi, tra fuoco e fiamme come “When I come Around”, “Forever Now”, la tiratissima “American Idiot”, con le luci led sullo sfondo a simulare la stars&stripes, per finire con la grandiosa “Jesus Of Suburbia”. Ma il vero finale è tutto e solo per lui, Billie, chitarra acustica, a voler fare pace con tutti, bellissime “Ordinary World”, pezzo del nuovo album e soprattutto l’immancabile ballad “Good Riddance”, cantata da tutto il pubblico in coro. Spettacolo puro, divertimento per oltre due ore senza sosta, un grande inizio per la tourneè, che per una sera, nonostante qualche disagio dovuto al tempo, ha infiammato Torino. La Revolution Radio è passata per prima da noi, ora lo possiamo dire.

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