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Rick Wakeman incanta al Teatro Colosseo con “Piano Portraits”

Basta vederlo entrare sul palco, senza fronzoli, barba e lunghi capelli bianchi, per sentire da subito il potere taumaturgico del rock e l’aleggiare della grande musica. Un abito a giacca lunga, elegante in lamè colorati, ma rigorosamente in scarpe da ginnastica, Rick Wakeman, storico personaggio del rock fin dagli anni 70, in band come gli Yes e con collaborazioni con i più grandi della storia del rock, David Bowie, per citarne uno, con cui ha composto e suonato alcune delle sue più belle canzoni, è da sempre considerato uno degli eroi delle tastiere e della musica Prog, assieme a Keith Emerson, scomparso recentemente.
Non ha mai nascosto il suo amore per la Tastiera e per quel genere di musica, che ha più volte difeso apertamente, bastino le sue collaborazioni con il già citato David Bowie, dove nell’album “Hunky dory”, suona in brani come “Life on Mars?” e “Changes”, e con i Black Sabbath nell’album “Sabbath Bloody Sabbath”.

Ma ieri sera ha deliziato il pubblico con la sua parte più poetica, portando in scena uno spettaccolo basato su “Piano Portraits”, la rivisitazione in chiave “solo piano” di alcuni dei suoi pezzi preferiti della musica rock, ma anche di quella squisitamente classica.

Se da una parte è stato un virtuoso ed uno sperimentatore della tastiera della musica progressive, dall’altra ha sempre coltivato i suoi studi classici, che ne fanno un grande pianista, dalla liriche e dalle melodie struggenti. Infatti ha saputo fondere quelli che sono suoi pezzi preferiti o quelli che in qualche modo hanno segnato la sua vita di musicista, apparentemente distanti,ecco perché accanto a grandi suoi classici come il “”Cathrine of Aragon” ,“”King Arthur” e “Merlin the magician”, c’è spazio per una commovente interpretazione di “Space Oddity” e “Life on Mars?” di Bowie ed una fusione delle beatlesiane “Help” e “Eleanor Rigby”, in un crescendo sonoro ed emozionale davvero fantastico.

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Oltre 100 dischi incisi migliaia di album venduti, ma capace di emozionare ed emozionarsi sempre, anche nel silenzio quasi surreale del Teatro Colosseo, per una volta, (quasi) senza smartphone in mano. Un’ora e mezza di pura magia, sospesi tra la nostalgia e la voglia di non arrendersi mai al tempo che passa.
Organizzava Hiroshima Mon Amour, una piacevole ed intensa serata al Teatro Colosseo, ma la musica a Torino non si ferma. Se HMA porta in tabellone il 4 ed il 5 “One dimensional man” e la sera dopo gli “Statuto”, a Torino la settimana si fa calda e non solo per il derby, infatti il 6 Maggio ci sarà Patti Smith, all’Auditorium Rai, per l’apertura del Salone del Libro, ed il 7 all’Auditorium del Lingotto i Dream Theater, attesissimi dai fan nella loro cornice teatrale. Foto e Report sono di Paolo Pavan/QP.

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