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Dagli alberi un contributo per combattere lo smog a Torino

Le alberate urbane possono contribuire alla riduzione dello smog urbano? “Sicuramente sì. Gli alberi in generale contribuiscono alla riduzione dello smog urbano. Le polveri sottili, ad esempio, si depositano sulle foglie degli alberi e vengono lavate via poi dalla pioggia. E il verde urbano di Torino è costituito per la maggior parte da alberate lungo le strade”. È quanto spiega a Quotidiano Piemontese Angelo Porta, Consigliere nazionale di Legambiente e Presidente del Circolo Legambiente Valtriversa in provincia di Asti, nel giorno in cui l’associazione ambientalista celebra la terza Giornata Europea delle Alberate e ha scelto Torino come sede del convegno sul tema che si svolge oggi dalle ore 9 presso l’Opera Barolo, in via delle Orfane 7.

I lunghi filari di grandi alberi che accompagnano le strade, in città come nelle campagne, svolgono funzioni importanti, non solo legate all’inquinamento atmosferico. Ci regalano ombra, riducono i livelli sonori, regolano la temperatura, producono ossigeno. Hanno un ruolo fondamentale nella conservazione della biodiversità e nel sostenere i terreni franosi. Portano una nota di eleganza nel paesaggio, costituendo un’architettura vivente caratterizzata dalla successione dei tronchi e dalle volte create dalle fronde. Trasformano le vie e le strade in itinerari che mutano nel corso della giornata grazie ai giochi di luce e nel corso delle stagioni.

Le alberate sono il risultato di un’antica tradizione italiana ed europea legata all’arte dei giardini; rappresentano quindi un patrimonio culturale che ci accomuna, con caratteristiche proprie di ogni nazione, ogni regione, ogni alberata. In città gli alloggi lungo le alberate hanno un valore di mercato maggiore, nelle campagne possono rappresentare un’attrattiva turistica. Vantaggi riconosciuti in molte nazioni, e in Italia in molte città, dove gli alberi vengono protetti, impedendo gli abbattimenti o imponendo compensazioni sotto forma di reimpianti. Ma non è ovunque così. Purtroppo il patrimonio europeo e italiano delle alberate è continuamente eroso, con decine di migliaia di alberi abbattuti ogni anno, a fronte di nuove piantagioni largamente insufficienti per compensare le perdite. In particolare nel nostro Paese il quadro normativo del Codice della Strada è assolutamente inadeguato alla difesa di questo bene comune e le amministrazioni locali vedono a volte nelle alberate solo un immotivato e oneroso capitolo di spesa.

“Non solo rischiamo di perdere in pochi anni un patrimonio culturale che tutto il mondo ci invidia” – spiega ancora Angelo Portai, da molti anni impegnato nella difesa delle alberate – “stiamo anche eliminando sistematicamente gli alberi che sostengono le strade e le difendono dalle frane; è necessario che tutte le città si dotino del Regolamento del Verde e che vengano approvate modifiche al Codice della Strada per salvaguardare le alberate esistenti e piantarne di nuove, a partire dalle strade secondarie, dalle piste ciclabili e dai parcheggi”

Molte realtà locali si adoperano per conservare il patrimonio arboreo che i nostri padri ci hanno consegnato: per far conoscere le migliori azioni di tutela e promozione delle alberate in Italia, Legambiente ha organizzato nel 2017 un concorso nazionale a cui potevano partecipare amministrazioni locali, associazioni, enti, comitati, professionisti e anche singoli cittadini.

Legambiente intende con questa iniziativa premiare le azioni locali che contribuiscono alla salvaguardia delle alberate sia stradali che lungo le vie d’acqua, sia in città che in aperta campagna, comprendendo quelle che portano a conservare le alberate (manutenzione, restauro, piantamenti, studi, ricerche, etc), che portano benefici economici (ad esempio legati al turismo); le azioni legate alla comunicazione, eventi, raccolte fondi; le azioni per aumentare la consapevolezza dei professionisti e dei cittadini; le azioni di protezione. E in occasione del convegno di Torino ci sarà la presentazione e premiazione del primo Concorso Nazionale per la migliore azione di tutela di una alberata.

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