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Emergenza smog. Bike Pride: ‘I cittadini sperimentino la bici almeno per gli spostamenti brevi’

“L’ARPA chiarisce in modo trasparente che nei grandi centri urbani come Torino i picchi di PM10 e PM2.5 sono causati dai trasporti su strada (a Torino circa l’80%) e non dal riscaldamento: si smetta quindi di fare propaganda anti scientifica. Secondo l’OMS inoltre, in Italia, quasi 90.000 decessi sono riconducibili a problemi legati all’inquinamento dell’aria. Un dato tragico. La salute è e deve rimanere una priorità assoluta. Non è una battaglia ideologica contro l’auto, ma una presa di coscienza costruita sui dati. L’Amministrazione inviti quindi i cittadini a lasciare a casa l’auto e sperimentare mezzi alternativi e investa su questi. Noi non possiamo che invitare chi può a usare la bicicletta, almeno per gli spostamenti brevi”. Questa la posizione di Bike Pride Fiab Torino che, in “contrasto con l’Amministrazione comunale”, invita cittadini ad uscire di casa e usare i mezzi alternativi, bici e piedi inclusi, e non di “chiudere le finestre in attesa della pioggia”.

“Noi – commenta Fabio Zanchetta, presidente dell’associazione Bike Pride Fiab Torino – pensiamo che in un momento di emergenza sanitaria come quello che stiamo vivendo sia doveroso invitare i cittadini a sperimentare nuove modalità di trasporto e cambiare mentalità”.

“È poi statisticamente ed empiricamente provato che sotto i 5 km, la bicicletta è il mezzo più efficiente per muoversi in città: quanti degli automobilisti che pensa di “non avere alternative” percorre più di 5 km? E quanti di chi percorre più di 5 km non ha realmente un’alternativa con il trasporto pubblico locale o con il treno per raggiungere il luogo di lavoro o di studio?” Sono le domande che pone l’associazione Bike Pride. E a supporto aggiunge che “esistono numerosi studi scientifici (Pope – 1991, Ostro – 1996, Verhoeff – 1996, Michaels – 2000, Schwartz – 2000) che dimostrano che chi va in bici- anche nei percorsi urbani – respira meno inquinanti di chi sta in auto”.

“Trasporto pubblico, bike e car sharing, car pooling e ovviamente la bicicletta: le alternative all’uso dell’auto privata non mancano, ma serve la volontà politica di ridurre le auto dalle nostre strade a vantaggio della salute di tutti i cittadini. Questa è l’informazione che dovrebbe dare l’Amministrazione ai suoi cittadini: raccontare il problema e spiegare le possibili alternative” concludono i cicloattivisti.

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