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Raccolta differenziata in Piemonte: bene Novara e provincia, male Torino e l’alessandrino

Approvati quest’oggi dalla Giunta regionale i dati sulla produzione dei rifiuti urbani e di raccolta differenziata relativi al 2016. Il provvedimento si inserisce tra le funzioni di programmazione, di indirizzo e di coordinamento in materia di rifiuti, i cui dati, elaborati e validati per essere approvati annualmente sin dal 2001, forniscono oggi il più valido strumento di analisi utile all’attuazione della nuova legge in materia di gestione dei rifiuti urbani, approvata poche settimane fa, e al raggiungimento degli obiettivi prefissati nel Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti urbani.

Secondo quanto previsto dalla normativa nazionale col d.lgs. n. 152/2006 e dalle disposizioni regionali in materia, i dati relativi alla produzione annua dei rifiuti, allo smaltimento e al recupero dei rifiuti differenziati e indifferenziati, articolati a livello comunale, di consorzio e provinciale, sono fondamentali al fine di monitorare gli obiettivi di raccolta differenziata che, come detto, sono definiti nel Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti urbani.

I dati raccolti sono dettagliati per ogni singolo comune e aggregati per ognuno dei 21 Consorzi oggi operativi in Piemonte. Gli ultimi dati aggregati sono quelli riferiti ai territori di area vasta provinciale, sintetizzati nell’ultimo dato regionale che fotografa una raccolta differenziata al 55,2%, una produzione totale di rifiuti pari a 458,5 kg/anno per abitante, e 205,3 kg/anno per abitante di rifiuti indifferenziati destinati al recupero energetico e, in minima parte, allo smaltimento.

La delibera conferma inoltre l’obiettivo minimo del 65% di raccolta differenziata per ogni singolo comune al fine di evitare le sanzioni previste.

La lettura aggregata dei dati presenta una situazione in gran parte similare a quella del 2015, dove il novarese la fa da capofila virtuoso in termine di raggiungimento degli obiettivi per il 2020 di raccolta differenziata (limite fissato al 65%), di produzione totale di rifiuti espressa in kg-anno per abitante (limite fissato al 455 kg/anno/ab.), e di rifiuti indirizzati allo smaltimento e al recupero, questi ultimi sempre espressi in kg-anno per abitante (limite fissato al 159 kg/anno/ab.). La situazione risulta diversa per quanto riguarda il bacino della città di Torino e l’alessandrino, con percentuali di raccolta differenziata e di produzione di rifiuti per abitante ancora lontane dai limiti previsti.

“Con questi dati abbiamo il terreno su cui si andrà ad applicare la nuova legge regionale 1/2018 in materia di gestione dei rifiuti urbani – afferma l’assessore all’Ambiente della Regione Piemonte, Alberto Valmaggia – Sono certo che i nuovi strumenti normativi, che orientano il sistema verso la tariffazione puntuale sulla produzione dei rifiuti, con incentivi a chi opera meglio e in conformità ai principi del Piano regionale Rifiuti, con sanzioni ai comuni che, al contrario, registrano dati ancora troppo lontani dai limiti accoglibili, e, in ultimo, con i fondi triennali messi a bando dalla Regione proprio per incentivare la crescita della raccolta differenziata (al momento 9milioni circa, ma che sono destinati ad aumentare), possano orientare le realtà ad oggi meno virtuose verso gli obiettivi che si siamo dati”.

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