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Accordo tra Difesa e Torino: strutture militari inutilizzate saranno usate a fini istituzionali

Un accordo di collaborazione tra il Ministero della Difesa, l’Agenzia del Demanio, il Politecnico e l’Amministrazione Comunale sarà siglato al più presto. Consentirà di condividere ricerche ed esperienze con l’obiettivo di programmare interventi finalizzati alla riqualificazione dei comprensori attualmente in uso alle forze armate e il diverso utilizzo di quelle infrastrutture del Ministero della Difesa non più utili ai fini istituzionali. Una ricchezza sotto forma di edifici, anche sotto il profilo delle architetture storiche, che nel capoluogo piemontese presenta ampie zone di potenziale valorizzazione a beneficio della collettività.

La decisione è stata avallata questa mattina dalla Giunta comunale su proposta del vicesindaco. Il patto di cooperazione tra istituzioni consentirà di sperimentare in modo nuovo, a carattere multidisciplinare e sotto il profilo ingegneristico e della sostenibilità energetica, lo sviluppo di metodologie utili alla riqualificazione del patrimonio immobiliare pubblico con la realizzazione di soluzioni tecnologiche innovative. Non appena il protocollo sarà firmato si metterà all’opera un apposito gruppo di lavoro con la presenza di esperti delle quattro istituzioni.

Il documento per la collaborazione interistituzionale esaminato oggi dall’esecutivo di Palazzo Civico, per la razionalizzazione di compendi pubblici. non è una novità. Lo scorso 22 novembre nella sala Congregazioni del Municipio, è stato sottoscritto tra l’Agenzia del Demanio, il Ministero della Difesa, il Mibact e il Comune un accordo che consentirà nei prossimi anni di ospitare in una porzione della caserma Amione, tra i corsi Francia, Lecce, la via Brione e piazza Rivoli, fino a duemila funzionari, consentendo alla struttura in uso all’esercito di aprirsi alla collettività con una cittadella della Pubblica Amministrazione in cui verranno raggruppati sportelli pubblici attualmente dislocati in immobili in affitto passivo, permettendo un risparmio complessivo, a regime, di oltre 10 milioni di euro l’anno.

Allo stesso tempo, le funzioni terziarie legate alle forze armate saranno trasferite nella caserma Dabormida, con la realizzazione, nello stesso sito in corso Unione Sovietica, 100, del nuovo Museo di Artiglieria che, in sinergia con il Museo Pietro Micca, andrà ad arricchire il patrimonio museale. Queste nuove allocazioni saranno accompagnate anche da un generale riordino e da una razionalizzazione delle residue parti delle caserme che rimarranno in uso all’esercito, per le quali non si esclude al momento una parziale fruibilità dei cospicui spazi aperti.

Un accordo, quello vergato due mesi e mezzo fa, che si tradurrà attraverso un investimento di oltre 50 milioni di euro da parte dell’Agenzia del Demanio, in una riqualificazione urbana, considerando con il recupero complessivo di edifici pubblici esistenti, l’insediamento di servizi a supporto delle nuove funzioni pubbliche e la riattivazione, tramite rigenerazione del tessuto urbano, di due quadranti semicentrali della città (Amione e Da Bormida).

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