Keep calm e passeggia per Torino, intervista con Daniela Schembri Volpe



Gli itinerari culturali, storici, artistici, sociali (aggiungete un po’ il tema che più vi aggrada) per visitare Torino sono innumerevoli e un numero non indifferente ce ne presenta Daniela Schembri Volpe nel suo Keep calm e passeggia per Torino, che fa parte dell’omonima serie edita da Newton Compton Editori.

L’autrice divide il volumone rosso in spazi urbani, all’interno dei quali individua una serie di passeggiate, 33 in totale. Le zone vanno da quella centrale, alla zona dei fiumi e della collina, al Quadrilatero. Ma poi ci si sposta anche in San Salvario, a Borgo Dora, Cit Turin, Lingotto, e perfino in zone solitamente poco battute come Barriera di Milano (che invece di tesori ne nasconde parecchi).

Per quanto riguarda i temi delle passeggiate si va dai più tradizionali (Magia bianca, magia nera, liberty, caffè storici, cinema, Risorgimento… ok, li conoscete benissimo) ad altri decisamente meno battuti (come la passeggiata tra le farmacie storiche o quella tra i luoghi dell’arte moderna, o ancora la passeggiata tra “le altezze” di Torino) fino a comprendere novità che fino a qualche anno fa non era possibile inserire nelle guide: penso allo splendido tour tra i murales di Millo in Barriera di Milano.

Schembri Volpe racconta i suoi itinerari con passione, approfondisce, non fa mai mancare i riferimenti storici e qualche consiglio su dove mangiare al termine di ciascuna delle passeggiate. Inevitabilmente si stratta di percorsi non esaustivi, non raccontano tutta Torino non raccontano completamente i singoli percorsi. Sono però ottimi consigli, un bel modo per conoscere la città sia per il turista, sia per il torinese che difficilmente è a conoscenza dell’insieme degli itinerari proposti.

Daniela Schembri Volpe ha risposto alle nostre domande

Questa è la tua seconda guida su Torino per Newton Compton. Da cosa nasce il bisogno di raccontare la città organizzandola in percorsi tematici?

Più che per una mia necessità di narrare Torino ho voluto scrivere al “servizio” della comunità torinese che ama la cultura e la propria città, ma soprattutto ama scoprire luoghi o monumenti di Torino sconosciuti oppure, come dire, “trasparenti”, cioè luoghi ai quali spesso si passa davanti senza metterne a fuoco le potenzialità culturali e storiche. Qualche esempio? Quanti sanno che il Duomo dedicato a San Giovanni è uno dei due unici edifici rinascimentali in tutta Torino? Che ha sulla parete di destra, pur essendo un edificio religioso, una misteriosa meridiana riportante i segni zodiacali? Che il Duomo ha accanto una torre romanica di circa 40 metri, dal tetto barocco, visitabile e da cui ammirare uno splendido panorama? Oppure quanti passando da corso Tassoni sono a conoscenza che dal muro prospiciente la chiesa di Sant’Alfonso si snoda il fantastico percorso delle opere di street art che compongono il MAU (Museo di Arte Urbana)?

Come hai scelto le passeggiate da inserire nel libro?

Le ho scelte secondo una mia personale “wunderkammer” delle passeggiate. Ho inserito nel testo quello che mi ha meravigliato e incuriosito di più passeggiando per Torino, visitando e curiosando. Non a caso nel 2016 il «New York Times» ha inserito Torino tra le 52 mete da visitare nell’intero globo.

Qual è il percorso tematico che più ti affascina tra gli oltre 30 che hai raccontato?

Sicuramente Torino vista dall’alto, in cui non mi soffermo alle altitudini naturali, come il monte dei Cappuccini o il colle della Maddalena, o al simbolo della città, la nostra coccolata Mole Antonelliana. Organizzo, infatti, un percorso che si sviluppa per altezze crescenti “visitabili”, anche se accenno alla torre Littoria: da una delle torri di Palazzo Madama (30 mt) alla torre del Duomo (40 mt); dal campanile di Santa Zita (83 mt), una notevole opera di ingegneria, architettura, astronomia, musicologia, che pochissimi conoscono, visitabile su appuntamento, al Turin eye, il nostro torinese pallone frenato che arriva ad una altezza di 150 metri dal quale la visibilità dello skyline sabaudo è assicurata! Per chi vuole prenotare un aperitivo c’è anche il 35esimo piano del grattacielo Intesa-SanPaolo!

Sei sempre alla ricerca di nuovi percorsi che raccontano Torino o ritieni di aver esaurito con questo volume il racconto della città?

Torino, dopo aver ospitato i ventesimi giochi olimpici invernali, ha intuito di avere una grande vocazione per il turismo ed è necessario che ogni energia, pubblica e privata, lavori appunto in sinergia al fine di potenziare l’immagine turistica della città che poggia, credetemi, su innumerevoli potenziali percorsi. Che ne dite, tanto per citarne qualcuno, della fantascienza del Mufant, ai luoghi degli avvistamenti UFO? O dell’originale percorso cult del Dario Argento tour, tra i “set” cinematografici cittadini che il regista utilizzò per girare i suoi film?

Passeggiate a parte qual è il tuo rapporto con Torino?

Il mio rapporto con Torino è quello che si ha con un grande amico, pieno di entusiasmo, che ti domanda in continuazione di uscire, che ti propone eventi, presentazioni di libri, reading, manifestazioni di ogni genere e tipo, vernissage, inaugurazioni, film festival; inviti tutti interessanti ma ai quali, ahimè il tempo è tiranno, non è possibile sempre presenziare e godere della loro bellezza. E allora Keep Calm… penso, e pianifico la settimana in modo di poter godere il più possibile di quanto offre la nostra meravigliosa città! Stè bin a Turin!

Ultima modifica: 21 marzo 2018

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