Tra aprile e maggio l’astronauta Maurizio Cheli scalerà l’Everest



“Era il 1996, quando sorvolando il pianeta a bordo dello Space Shuttle Columbia fotografai l’Everest. Da allora ho sempre desiderato raggiungere quella vetta”. A parlare è l’astronauta Maurizio Cheli, nato a Zocca in provincia di Modena ma che abita a Torino, che, tra aprile e maggio cercherà di scalare l’Everest, il monte più alto del pianeta.

“Guardare quel pezzo di mondo – spiega Cheli – dalla prospettiva inversa rispetto a quella che mi vedeva in quel momento con la mia macchina fotografica a pochi centimetri dal vuoto dello spazio. Ora posso finalmente farlo”.

“Questa montagna ha sempre esercitato un fascino unico sugli alpinisti e non solo: chiunque almeno una volta nella vita ha sognato anche solo per un istante di poter toccare la sua vetta.
Scalare l’Everest è un’impresa alpinistica di grande rilievo e importanza, nonostante il numero non esiguo di persone che ad oggi hanno raggiunto “Il tetto del mondo”.

“Partecipare ad una spedizione su questa montagna – continua – rimane però sempre un’avventura unica e non per tutti. Per affrontare la salita bisogna avere una grande esperienza alpinistica e una preparazione fisica eccellente. A tutto questo va abbinata molta umiltà e un grande rispetto per la montagna e per le sue popolazioni”.

Cheli infatti dallo scorso dicembre ha iniziato l’allenamento sull’Aconcagua (Ande Argentine).

“La sfida della montagna – ha spiegato Cheli ad askanews  – è più personale dello Spazio o di pilotare caccia sofisticati perché ti mette a contatto direttamente con la Natura e anche in balia delle condizioni meteorologiche che la Natura ti propone giorno dopo giorno. Diciamo che sarà un qualcosa che mi immagino di vivere con tutte i miei sensi e le sensazioni che cercherò di assaporare nel miglior modo possibile”.

Ultima modifica: 21 marzo 2018

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