Le penali per la mancata realizzazione del progetto Tav Torino – Lione: fake news o realtà ?



Da quando si è iniziato a discutere di una possibile fine del progetto TAV in Valle Susa si parla delle possibile penali dovute alla cessazione del progetto. Il Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino e il commissario Paolo Foietta hanno sostenuto che “si dovrebbero pagare 2 miliardi di penale, tanto quanto costa costruire il tunnel di base”.
Secondo la consigliera regionale de M5S Francesca Frediani si tratta di fake news della lobby Sì Tav:
“Per quanto riguarda gli appalti già attribuiti non sussiste alcun diritto a richiedere penali, l’articolo 2, comma 232 lettera c legge 191 del 2009 (Finanziaria 2010) parla chiaro. La norma stabilisce che il contraente o l’affidatario dei lavori deve assumere l’impegno di rinunciare a qualunque pretesa risarcitoria eventualmente sorta in relazione alle opere individuate con i decreti del presidente del Consiglio nonché a qualunque pretesa, anche futura, connessa al mancato o ritardato finanziamento dell’intera opera o di lotti successivi. Inesistenti anche le penali nei confronti dell’Unione europea e della Francia. Basti citare il caso del Portogallo proprio con riferimento al corridoio mediterraneo: nel 2012 cancellò la propria tratta ad alta velocità da Lisbona a Madrid e né Bruxelles, né la Spagna richiesero indennizzi. In particolare, dalla lettura del precedente finanziamento Ue del 2008 si comprende che in casi giustificati “il beneficiario può in qualsiasi momento rinunciare a tutto o a parte del contributo informando la commissione per iscritto e con almeno 60 giorni di anticipo senza versare alcuna indennità”.

Ultima modifica: 9 agosto 2018

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