Nel carcere di Cuneo un cellulare nascosto in un tubetto di schiuma da barba



Un telefono cellulare di piccolissime dimensioni ben occultato all’interno di un tubetto di crema da barba. A scoprirlo questa mattina, martedì 11 settembre, gli agenti della polizia penitenziaria del carcere di Cuneo durante la perquisizione ordinaria eseguita a carico di un detenuto di nazionalità romena di 33 anni, presso il magazzino detenuti del carcere.

L’uomo, proveniente da un altro istituto per assegnazione, è in carcere per associazione finalizzata ai furti e detenzione di armi.

A dare la notizia è l’Osapp (Organizzazione sindacale autonoma Polizia penitenziaria) per voce del segretario generale Leo Beneduci.

“Malgrado il fatto che le comunicazioni telefoniche tra detenuti e soggetti esterni al carcere – dichiara – oltre ai normali divieti costituiscono assai spesso veicolo di gravi illeciti penali solo grazie al costante impegno degli appartenenti alla Polizia Penitenziaria ed alla esperienza professionale degli stessi si riesce a prevenire l’uso in carcere di cellulari di dimensioni talmente ridotte da renderne pressoché impossibile il rinvenimento.

Purtroppo – conclude Beneduci – a parte il costante misconoscimento dei meriti degli appartenenti alla Polizia Penitenziaria, né da parte delle Autorità dell’Amministrazione Penitenziaria né da parte delle Autorità politiche del Dicastero della Giustizia si è ad oggi immaginata l’installazione in carcere e per le zone detentive di dissuasori telefonici che impediscano i pericolosi scambi di comunicazioni tra i detenuti e i soggetti esterni al carcere”.

Ultima modifica: 11 settembre 2018

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