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Accoglienza migranti. Ad Asti non ci saranno ulteriori assegnazioni
(ph. Piam Onlus)

Dopo la richiesta della Prefettura di autorizzare in città l’accoglienza di 25 persone, il Sindaco di Asti, Maurizio Rasero e l’assessore ai Servizi sociali Mariangela Cotto, con una lettera spiegano che la Città di Asti è riconosciuta sede Sprar, Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, il servizio del Ministero dell’Interno che in Italia gestisce i progetti di accoglienza, di assistenza e di integrazione dei richiedenti asilo, e in quanto tale accoglie 44 persone. A queste si aggiungano i 369 dei Centri accoglienza straordinaria (Cas), strutture individuate dalle prefetture, in convenzione con cooperative e associazioni, secondo bandi di gara e sentito l’ente locale nel cui territorio la struttura è situata.
“Tale già consistente presenza, prosegue la lettera, se incrementata degli ulteriori 25 arriverebbe a un totale di 438 posti, in una città che continua ad essere colpita in modo rilevante dagli effetti della crisi nazionale e internazionale”.
I numeri attuali sono già molto al di sopra del rapporto del 2,5 migranti/1000 abitanti previsto dagli accordi siglati tra Anci e Viminale, e l’Amministrazione comunale fa inoltre riferimento nella sua richiesta alla cosiddetta “clausola di salvaguardia” che “rende esenti i Comuni che appartengano alla Rete Sprar, o che abbiano già formalmente manifestato la volontà di aderirvi, dalla attivazione di ulteriori forme di accoglienza” (circolare Ministero Interno 11/10/2016).
La lettera quindi nell’auspicare “il coinvolgimento di quei comuni privi di centri di accoglienza, nonché la sempre maggiore disponibilità al costruttivo confronto” chiede di escludere il Comune di Asti da ulteriori assegnazioni.

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