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approfondimento

A Torino la cultura si ribella


Da anni ormai si prova a convincere le istituzioni che con la cultura si mangia eccome, che la cultura tutta (ed il cinema in particolare) possono essere per Torino e per il Piemonte volano di crescita e grossa fonte di introiti.

Perchè questo accada c’è però bisogno di investimenti, di agevolazioni, di azioni mirate (sia economiche che politiche).

Per provare a svegliare le istituzioni locali 100 Autori Piemonte, Comitato Emergenza Cultura e Lavoratori e Lavoratrici del Cinema di Torino hanno organizzato per sabato prossimo 7 luglio, una manifestazione evento nel cuore di Torino.

Qui di seguito il comunicato.

La cultura si ribella (a Torino)
In tempi di crisi i tagli dovrebbero concentrarsi sugli sprechi e non sui settori che producono lavoro, ricchezza e sviluppo.

Negli ultimi 3 anni, le risorse regionali destinate alla cultura si sono ridotte dallo 0,9% allo 0,3% del budget complessivo di spesa. La media europea è del 3%!

Gli amministratori locali dicono di voler far crescere la città puntando sulla cultura. Ma non lo fanno, destinando ad essa risorse inadeguate.
Torino è da sempre la capitale della ricerca culturale in Italia e proprio per questo può immaginare un futuro diverso da quello di città industriale in declino. Questa identità è una risorsa preziosa che genera ritorni economici 6 volte superiori agli investimenti ed una ricchezza sociale per tutta la comunità. Va perciò difesa e non annientata da una politica miope che sostiene soltanto la cultura legata ai grandi eventi ed i grandi enti a guida politica e clientelare.

Una politica di questo genere sta azzerando tutte le piccole e medie imprese e le associazioni che operano al di fuori di quelle logiche, mettendo a rischio 37.000 lavoratori del settore tra artisti, tecnici e operatori culturali.

Non siamo più disposti a subire passivamente queste scelte! Chiediamo di essere coinvolti e consultati sulle strategie che le istituzioni intendono mettere in campo per la destinazione dei fondi pubblici alla cultura e allo spettacolo.

Non vogliamo assistenza, vogliamo riconoscimento e risorse per crescere e per continuare a diffondere l’immagine della città e del territorio attraverso film, concerti, libri, mostre, spettacoli.

Perché la cultura è un settore strategico per l’economia della città e della regione, un patrimonio di tutti su cui investire e non un costo da tagliare.

Basta briciole! La cultura vale molto di più.


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3 luglio 2012 - Autore: Gabriele Farina
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