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Le preferenze politiche sarebbero meno influenzate dai partiti di quanto lo siano dalle esperienze infantili. O almeno così lascerebbe pensare una delle ricerche a dire il vero un po' stereotipate che in questo periodo rinfrescano questo a dire il vero desueto tema che un tempo, in clima sessantottino, era rivolto alla cosiddetta "personalità autoritaria" In questo articolo viene spiegato che i ricercatori avrebbero dedotto come un bambino che abbia sperimentato importanti spaventi o un'educazione autoritaria in famiglia entro i primi 6 anni, arrivato a 18 si troverebbe maggiormente propenso ad una mentalità conservatrice (da noi forse potremmo dire di destra o meglio ancora leghista) e quindi anche gerarchica ed incline all'autoritarismo. Al contrario, quello cresciuto in una famiglia egualitaria svilupperebbe all'età del voto una propensione ad atteggiamenti liberal (potremmo dire di sinistra o progressisti). Difficile poi dire se siano più autoritari finiani o bossiani piuttosto che grillini e dipietrini. Che volete farci, i ricercatori di oggi assomigliano un po' alla società in cui viviamo: semplicistici, stereotipati, manichei e acritici.

Le preferenze politiche sarebbero meno influenzate dai partiti di quanto lo siano dalle esperienze infantili. O almeno così lascerebbe pensare una delle ricerche a dire il vero un po’ stereotipate che in questo periodo rinfrescano questo a dire il vero desueto tema che un tempo, in clima sessantottino, era rivolto alla cosiddetta “personalità autoritaria”

In questo articolo viene spiegato che i ricercatori avrebbero dedotto come un bambino che abbia sperimentato importanti spaventi o un’educazione autoritaria in famiglia entro i primi 6 anni, arrivato a 18 si troverebbe maggiormente propenso ad una mentalità conservatrice (da noi forse potremmo dire di destra o meglio ancora leghista) e quindi anche gerarchica ed incline all’autoritarismo.

Al contrario, quello cresciuto in una famiglia egualitaria svilupperebbe all’età del voto una propensione ad atteggiamenti liberal (potremmo dire di sinistra o progressisti).

Difficile poi dire se siano più autoritari finiani o bossiani piuttosto che grillini e dipietrini. Che volete farci, i ricercatori di oggi assomigliano un po’ alla società in cui viviamo: semplicistici, stereotipati, manichei e acritici.

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