Lo Stadio Filadelfia viene costruito nel 1926 per felice intuito del Presidente del Torino, Enrico Marone Cinzano, su progetto di Miro Gamba. Il 17 ottobre 1926 si inaugurava l’impianto alla presenza di Umberto II di Savoia e della Principessa Maria Adelaide e, alla partita svolta contro la Fortitudo Roma e vinta dal Torino per 4 a 0, assistettero 15 mila spettatori. Nel 1928, con l’aggiunta delle due curve, la capacità di ricezione salì a 30 mila spettatori. Lo stadio ospitò le partite casalinghe del Torino sino al campionato 1962/63 e contribuì a creare la leggenda del Grande Torino, imbattuto per sei anni e vincendo sei dei suoi sette scudetti.

Lo stadio venne creato dal conte Enrico Marone di Cinzano, a quei tempi presidente granata. Enrico Marone creò la Società Civile Campo Torino, con quote versate a fondo perduto, e con il solo obiettivo di acquistare l’area e costruirvi uno stadio con annesso campo di allenamento. Il 24 marzo 1926 viene fatta richiesta di concessione edilizia presso il comune e, dopo l’accettazione, i lavori vengono affidati all’ingegnere Miro Gamba, docente del Politecnico di Torino; i lavori di costruzione vennero seguiti dal commendator Riccardo Filippa. Il terreno su cui sorse era, in quel periodo, in periferia, e venne scelto per il basso costo dell’area.

I lavori occuparono 5 mesi di lavoro, e poco meno di due milioni e mezzo di lire. L’inaugurazione dell’impianto avvenne il 17 ottobre 1926 e, per l’occasione, si svolse una partita amichevole tra il Torino e la Fortitudo Roma, alla presenza del principe ereditario Umberto II, della principessa Maria Adelaide e di un pubblico di 15.000 spettatori. Il campo venne benedetto prima dell’incontro dall’arcivescovo di Torino, Monsignor Gamba. La partita finì con la vittoria del Torino per 4-0.

Originariamente lo stadio copriva un’area di 38.000 m² cintati da un muro; era formato da due sole tribune, con una capienza che raggiungeva le 15.000 unità (1300 in tribuna centrale, 9500 sulle gradinate, 4000 nel parterre). Sotto la tribuna si trovava il parterre, disposto su 13 file. Lo Stadio Filadelfia aveva delle gradinate in cemento, e una tribuna in legno e ghisa costruita in stile Liberty. Le poltroncine della tribuna erano in legno, e tutte numerate. Il muro che circondava la struttura era alto 2,5 metri.

Dal campionato 1963/64 i granata si trasferirono allo Stadio Comunale usando il Filadelfia solo per le sedute di allenamento, sino al 1989 quando, per la cattiva manutenzione, lo stadio cadde in un grave stato di degrado. Dopo innumerevoli traversie il 27 settembre 1994 ne venne dichiarata la completa inagibilità a causa dei numerosi crolli, con la conseguenza che il 18 luglio 1997 iniziarono i lavori di demolizione.

Dopo diverse iniziative senza successo, nell’anno 2006 inizia il nuovo capitolo della storia del Filadelfia. Per iniziativa dei tifosi e con la disponibilità dell’allora Assessore allo Sport della Città, Renato Montabone, viene convocato un Tavolo di lavoro per creare le basi per una struttura dedicata alla ricostruzione del Filadelfia che, anche grazie all’azione dell’Assessore Giuseppe Sbriglio, successore di Montabone, si concretizzerà il 28 marzo 2011, con la costituzione della Fondazione Stadio Filadelfia. Alla costituzione partecipa il Comune di Torino, la Regione Piemonte, il Torino F.C. e sette associazioni di tifosi (i rappresentanti della curva Maratona e della curva Primavera, l’Associazione Memoria Storica Granata, il Circolo Soci del Torino, l’Associazione ex Calciatori Granata, gli Angeli del Filadelfia ed il Comitato Dignità Granata).

Nel 2013 viene approvato il piano di fattibilità del nuovo stadio, sulla base della disponibilità finanziaria di 8 milioni di euro assicurata da Città, Regione Piemonte e Fondazione Mamma Cairo e nel 2014 la Fondazione affida a SCR Piemonte l’incarico di stazione appaltante per il seguimento dell’intero processo costruttivo. Viene indetta una gara di appalto per la ricostruzione dello Stadio Filadelfia che il 2 giugno 2015 è aggiudicata al team d’imprese guidato dall’astigiana C.S. Costruzioni.

Il 17 ottobre 2015 il Presidente della Fondazione, Cesare Salvadori, succeduto a Luigi Chiabrera, procede alla posa della prima pietra del nuovo Stadio Filadelfia, insieme agli Assessori Stefano Gallo e Giovanni Maria Ferraris, Urbano Cairo e Paolo Pulici, con la benedizione di don Riccardo Robella, data la recente scomparsa del Presidente Onorario della Fondazione, don Aldo Rabino.