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Piemonte al Microscopio

Archivi di giugno 2011

Oggi è tempo di carnevale: della fisica!

IL TEMPO: è questo il tema del Carnevale della Fisica XX edizione, l’appuntamento che tutti i 30 del mese rende possibile la partecipazione di  decine di blogger italiani e stranieri su temi legati alla scienza.

I carnevali scientifici sono una vera istituzione nel mondo anglosassone e, da alcuni anni, anche in Italia.

Astronomia, Astrofisica, fisica delle particelle, fisica dei materiali, fino ad argomenti più fantasioni del tipo “come costruire una macchina del tempo”.

Ma è tempo anche per parlare di musica, pittura impressionista e altre espressioni della creativià e della fantasia umana: è sufficiente che il filo conduttore sia: la fisica.

Avventuriamoci dunque e leggiamo il blog di Giovanni Boaga, che ha saputo così magistralmente tessere la tela di questo superbo carnevale estivo.

L’edizione in spagnolo è sul blog Resitencia Numantina

Il sito di riferimento in lingua italiana è nato proprio a Torinowww.carnevaledellafisica.ning.com. Quello gemello in lingua spagnola a Barcellona www.carnavaldelafisica.ning.com.

Chi desiderasse partecipare alla prossima edizione che si terrà il 30 di luglio può scrivere a redazione@gravita-zero.org.


Hedy Lamarr: la scienziata più bella del grande schermo

 

Può, la donna più bella del mondo del cinema,  diventare anche una importante scienziata?

Hedy Lamarr, nome d’arte di Hedwig Eva Maria Kiesler (Vienna, 9 novembre 1913 – Altamonte Springs, 19 gennaio 2000), è stata un’attrice e scienziata austriaca naturalizzata statunitense. Non una attrice qualsiasi: secondo alcuni la più bella donna del cinema di tutti i tempi!
Entrò a fare parte del mondo  dello spettacolo a fine anni venti poco più che adolescente.  Hedy rinunciò così ai corsi di laurea in ingegneria che aveva intrapreso e dove era ritenuta un’allieva dall’intelligenza eccezionale.

La sua figura è così rappresentativa da essere stata scelta in Italia per il sito della associazione Donne e Scienza (www.donnescienza.it), una associazione che da voce a donne che si sono distinte nella ricerca scientifica (qui l’intervista con la Presidente in occasione dell’ultimo convegno a Torino).

Quando usiamo il nostro iPhone, o un telefono cellulare qualsiasi, lo dobbiamo a lei: la scoperta fondamentale di Lamarr fu una nuova tecnica crittografica di trasmissione dei dati via etere: nel  1962 la sua tecnica verrà adottata dagli Stati Uniti come sistema di comunicazione a bordo di tutte le navi impegnate nel blocco di Cuba.
La sua invenzione oggi trova applicazione non solo nella crittografia o in scopi militari, ma anche nella telefonia mobile e nei sistemi informatici wireless. Da allora sono stati registrati oltre 1.200 brevetti riguardanti la tecnologia spread spectrum, da lei ideata.

Per raccontare ciò che questa donna ha lasciato nel corso della sua brillante carriera, Giovedì 7 luglio 2011, ore 18.00 presso il Museo Nazionale del Cinema in via Montebello a Torino verrà presentato il libro di EDOARDO SEGANTINI “HEDY LAMARR, LA DONNA GATTO. Le sette vite di una diva scienziata”.

Intervengono con l’autore

  • Alberto BARBERA direttore del Museo Nazionale del Cinema
  • Alessandra COMAZZI giornalista e critico televisivo della Stampa
  • Peppino ORTOLEVA professore di Storia dei media, Università di Torino

Giovedì 7 luglio 2011, ore 18.00
Presentazione del libro di EDOARDO SEGANTINI
HEDY LAMARR, LA DONNA GATTO
Le sette vite di una diva scienziata
Mole Antonelliana, Museo Nazionale del Cinema
via Montebello, 20 – Torino

 


La Lega Nord e la fisica del tiro alla fune

La mancanza di cultura scientifica è fonte di guai più o meno gravi nella vita di un paese.

In questo caso (un tiro alla fune tra contendenti leghisti terminato con la rottura della corda e 30 contusi) non era necessaria la laurea in fisica per capire che ogni fune ha un carico massimo, il suo punto di massima trazione, ovvero una sollecitazione massima che la stessa può sopportare.
Sarebbe stato  sufficiente chiedere a un marinaio con la quinta elementare ma con esperienza.

Secondo la Federazione Italia Giochi e sport tradizionali esiste infatti un diametro specifico per organizzare una disputa di tiro alla fune: la corda di canapa deve avere un diametro di 10 cm.

Se esiste questa regola non è solo per un fattore estetico: ci sono le forze “visibili” che sono le forze muscolari applicate alla fune, ma anche molte altre forze (la forza elastica, le forze applicate dai contendenti al terreno e dal terreno ai piedi, le forze di gravità, ecc.). Ogni forza agisce lungo una data direzione. E la somma risultante delle forze è quella da calcolare per conoscere il massimo sforzo sopportabile dall’attrezzo.
Dal video (vedi) è evidente che la corda non aveva un diametro superiore ai 5-6 cm.

Dalla seguente angolazione (video) si vede addirittura una persona anziana che prende parte alla disputa. Ci auguriamo senza conseguenze.

Gli organizzatori avrebbero potuto chiedere a un esperto, a una delle federazioni italiane che organizzano i giochi. Oppure fare una semplice ricerca su Internet (bastavano pochi minuti).
E soprattutto a non improvvisare: perché l’incolumità dei propri cittadini è importante al di là di ogni bandiera.
Le origini di questo gioco, c’è da dire,  sono antichissime risalenti al 2500 avanti Cristo.
E addirittura è stato sport olimpico dal 1900 al 1920.

 

Una curiosità storica: noi, in Piemonte, la canapa per realizzare corde per imbarcazioni, la conosciamo bene. Tanto che a Carmagnola esiste anche un ecomuseo della canapa a testimonianza di un prodotto che veniva esportato dal Piemonte per essere utilizzato nelle marine di tutto il mondo.

 

Per approfondire:


Cesare Lombroso. Gli scienziati e la nuova Italia


E’ stato pubblicato a cura del Prof. Silvano Montaldo il volume frutto del convegno Cesare Lombroso, gli scienziati e la nuova Italia, svoltosi nel novembre 2009 e organizzato dall’Accademia delle Scienze di Torino in occasione del centenario della scomparsa di Lombroso stesso della riapertura del museo di Antropologia criminale da lui ideato.

Le sue idee sulla criminalità e il sistema penale, e più in generale il suo approccio innovativo e dissacrante, ma non scevro di pregiudizi e luoghi comuni, ad alcune delle grandi questioni del mondo contemporaneo, ebbero una circolazione internazionale, suscitarono dibatti, ispirarono un’ampia gamma di autori in campi diversi.

Talvolta le sue teorie vennero fraintese e manipolate, talvolta furono messe in pratica.

Questo volume offre le voci di studiosi di diversi paesi e di differenti discipline che nei loro percorsi di ricerca si sono occupati dell’opera lombrosiana, componendole ad unità anche attraverso il confronto con le idee e le esperienze di altri scienziati vissuti in un’epoca, quella del Positivismo, in cui la scienza avanzò la pretesa di riorganizzare la società attraverso una visione laica e materialistica della vita.

Silvano Montaldo insegna Storia contemporanea nell’Università di Torino ed è direttore del Museo di Antropologia criminale “Cesare Lombroso”.

 

S. MONTALDO (a cura di)
Cesare Lombroso
Gli scienziati e la nuova Italia
Collana “Percorsi” pp. 296, € 24
978-88-15-15008-0
anno di pubblicazione 2011
in libreria dal 23/06/2011

 


Estate al museo regionale di scienze naturali

Ecco le  iniziative previste dal Museo regionale di scienze naturali di Torino  in questi primi giorni d’Estate. L’anniversario dell’Unità d’Italia, quest’anno,  diventa un’occasione in più per rivisitare la storia in una prospettiva scientifica.

Alberto La Marmora geografo e scienziato. Quattro fratelli generali per l’Italia Unita
In occasione del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia e del Raduno Nazionale dei Bersaglieri a Torino (14-19 giugno 2011), il MRSN presenta “Alberto La Marmora geografo e scienziato. Quattro fratelli generali per l’Italia Unita”, mostra che racconta la storia dei quattro fratelli La Marmora.


Eroica

Eroi Noti e Ignoti. Dal Risorgimento, il Futuro. Una mostra personale di Daniele Fissore. Cinquanta opere pittoriche ispirate ai personaggi che hanno fatto l’Unità d’Italia. Ritratti che interpretano e rivisitano, in chiave contemporanea, i monumenti scultorei dedicati ai protagonisti del Risorgimento.


Il bagliore del sale

Immagini dalle saline marine europee. Immagini dalle saline marine europee”, mostra fotografica di Franca Chiono. Sessanta immagini inedite scattate, nell’arco di dieci anni di indagine, nelle coltivazioni saline marine di quasi tutta l’area mediterranea d’Europa.

Il MUSEO – COME ARRIVARE E ORARI
Museo Regionale di Scienze Naturali – Via Giolitti 36, 10123 Torino


Money Bag: anche se non ci credo… non si sa mai

Una catena di sant’Antonio è un sistema per propagare un messaggio inducendo il destinatario a produrne molteplici copie da spedire, a propria volta, a nuovi destinatari.

Promettono un veloce arricchimento e l’uso della superstizione per minacciare il destinatario con sfortuna, malocchio o anche violenza fisica o morte se “rompe la catena” e rifiuta di aderire alle condizioni poste dalla lettera.

È un fenomeno propagatosi anche su Internet attraverso le e-mail, malgrado diffondere questo tipo di messaggi sia una esplicita violazione della netiquette.

 

Nei prossimi giorni potrebbe arrivarvi una email come questa:

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Oggetto: Fw: MONEY BAG
Anche se non ci credo…..non si sa mai.

Quest’anno Luglio avrà 5 venerdì, 5 sabati e 5 domeniche.

Questo succede una volta ogni 823 anni. Questi anni sono conosciuti come Money bag’ (l’ho cercato in Internet ed è vero)

Passalo a 8 persone e i soldi compariranno in 4 giorni, è una cosa basata sul Feng Shuei cinese.

Chi lo fermerà non riceverà niente.

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Non ci vuole molto a capire che si tratta di una bufala: una catena di San Antonio.

Si verifica facilmente che l’evento descritto capita più frequentemente di 823 anni.

E ‘successo nel mese di luglio nel 2005, nel 1994, nel 1988, nel 1983 … e accadrà ancora nel 2016 e nel  2022. E continuando possiamo trovare numerose altre occorrenze in cui questa successione di 5 venerdì, 5 sabati e  5 domeniche si è verificata o si verificherà.

Inoltre tutto questo non c’entra proprio nulla con il Feng Shui, una antica arte di edificare e di arredare.

Oltre a infastidire colui a chi la mandi, la diffusione di simili messaggi provocano dei veri e propri danni economici e per giunta sono illegali.

La commissione attività  produttive alla Camera sancisce infatti  l’illegalità delle Catene di S.Antonio, dei giochi piramidali e delle vendite piramidali.

Un anno di carcere è la pena prevista sia per chi organizza il gioco, sia per chi fa proselitismo alla ricerca di altre vittime.

Parte la “denuncia libera”. E’ sufficiente la segnalazione all’Autorità, non è necessaria la querela di parte.

http://www.camera.it/_dat … pati/pdf/14PDL0074860.pdf

Per segnalazioni alla Polizia postale

http://www.poliziadistato.it/articolo/985/

Se volete sapere di più sulle bufale che vengono diffuse attraverso la rete tramite catene di sant’Antonio, consiglio il sito web sempre aggiornato di Paolo Attivissimo, un vero pioniere nello smascherare le truffe.

http://attivissimo.blogspot.com/p/indice-delle-indagini-antibufala.html

 

 


Il Sole a Torino: un workshop tra scienza e arte

Cosa potrebbe succedere se unissimo le competenze di un gruppo affiatato di esperti, tra cui un’astrofisico, un ingegnere ambientale, un eco-designer e due artisti, in un workshop basato sulla vita della nostra stella più vicina: il Sole? Un incontro aperto a un pubblico di ogni età per trarre da questa fonte inesauribile di energia il meglio per la nostra vita e la nostra salute psico-fisica, con un occhio di riguardo all’arte.

E’ quanto saremo invitati a pregustare Sabato 2 luglio il PAV (Parco Area Vivente di Torino), che per l’occasione ospiterà  Il sole di Torino, un workshop teorico e pratico condotto dall’artista Ettore Favini.

Il Sole a Torino


Ecco il programma della giornata:

10.00 – 13.00 / tavola rotonda:

  • - Milena Micono, astrofisica: il sole e le sue caratteristiche, un inquadramento scientifico
  • - Carlo Micono, ingegnere ambientale: l’uso del sole nelle applicazioni energetiche
  • - Ludovico Allasio, eco-designer: uso del sole per distillare l’acqua e per alimentare cucine
  • - Nikola Uzunovsky, artista: il progetto My sunshine (intervento via skype)
  • - Ettore Favini, artista: progetto I quarantotto soli

È prevista inoltre la proiezione di un video dell’artista Michelangelo Consani ispirato al tema delle cucine solari.

13.00 -14.00 / Pranzo condiviso

14.00 – 17.00 / laboratorio con attività di osservazione e sperimentazione dei fenomeni più comuni legati alla circolarità del sole adatti a un pubblico di tutte le età

Il percorso cognitivo attivato dal workshop si svilupperà in una serie di laboratori espressivi al PAV nei mesi seguenti, specialmente nel periodo estivo caratterizzato dalla massima intensità del sole.

Il sole di Torino darà il via al progetto artistico I quarantotto soli, una ricognizione annuale attorno alla stella “madre”, condotta da Ettore Favini anche con il supporto scientifico di un’equipe di specialisti: tracciando un calendario naturale di “avvistamenti”, il progetto si concluderà con una mostra personale e una pubblicazione nel 2012.

Nell’ambito del progetto I quarantotto soli, al PAV è stata posata, sabato 28 maggio, una postazione fotografica nel parco, a partire dalla quale – a intervalli di tempo regolari e stabiliti – verrà presa un’immagine dell’astro che scandisce il ritmo delle nostre giornate.

La sequenza di fotografie renderà visibile il percorso del sole nell’arco di un anno.

 

Il PAV è condotto in partnership con la Città di Torino, la Fondazione Torino Musei e AMIAT


Esame di maturità 2011: online le soluzioni

Tra peluche, spille, collanine, vestiti, santini e braccialetti… sembra che da una recente indagine realizzata in collaborazione con Swg tra circa 800 maturandi, alla domanda “Quanto sei scaramantico?” il 64% abbia risposto di essere scaramantico o di fare uso di un amuleto portafortuna.

GUARDA IL VIDEO DI STUDENTI.IT

 

LE SOLUZIONI SONO GIA’ ONLINE DALLE  8,22

Ore 8 inizia la diretta per la seconda prova della maturità: alle ore 8.22 erano già disponibili le prove (e le soluzioni) inviate dagli sudenti via Facebook e via sms

 

Un esempio?

SCIENTIFICO TRADIZIONALE: QUESITO 7.
X elev 2011 + 2011 x + 12 = 0
derivata prima = 2011 x evel 2010 + 2011
e’ sempre crescente
f(-1)= -1 – 2011 + 12 < 0
f(0)= + 12 > 0

Per il teorema di weistrass esiste un punto p tra -1 e 0 che annulla la funzione

Leggi qui tutte le prove e le soluzioni dell’esame di maturità 2011

 


Ad Albert-László Barabási il premio Lagrange-Fondazione CRT

“Oggi siamo ossessionati da Facebook, da MySpace, da Twitter e trascorriamo il tempo a divorare voracemente i pensieri, i commenti e le immagini dei nostri amici.

Provate a immaginare una nuova generazione di social network che non gioca con il passato, ma ti permette di sbirciare nel nostro futuro.

Dimenticate il concetto di “a cosa stai pensando?” e concentratevi sugli eventi che devono ancora accadere. Se credete che Twitter e Facebook creino dipendenza, pensate a cosa potrebbe portare la possibilità di prevedere il futuro”.

Sono le parole di Albert László Barabàsi, che tra pochi giorni riceverà a Torino il prestigioso Premio Lagrange – Fondazione CRT 2011 per un valore  50.000 €.

Fisico ungherese (di origine romena e con passaporto statunitense), direttore del Centro di Ricerca per le Reti Complesse alla Northeastern University di Boston è autore di alcuni tra i saggi più brillanti e gli studi più innovativi nel campo della scienza dei sistemi complessi, riceverà di persona il prestigioso riconoscimento giovedì 30 giugnoalle ore 18, durante la cerimonia di consegna organizzata al Teatro Vittoria di via Antonio Gramsci 4, a Torino.

Nato il 30 marzo 1967 nel villaggio di Cârţa, ai confini orientali della Transilvania, Barabàsi è stato negli anni ’90 un enfant prodige della ricerca internazionale, ottenendo a trentadue anni la cattedra di scienze intitolata a Emil T. Hofman presso la University of Notre Dame, in Indiana. Nel 2007 si è trasferito alla Northeastern University, dove oggi è alla guida del Centro di Ricerca per le Reti Complesse. Collabora con il Dipartimento di Medicina della Scuola di Medicina di Harvard ed è membro del Centro di Biologia dei Sistemi Tumorali presso il Dana Farber Cancer Institute.

Famoso per il suo approccio innovativo e trasversale, nel quale lo studio della fisica si sposa liberamente con altri settori della ricerca scientifica e umanistica – dalla biologia molecolare, all’informatica, al comportamento umano – Barabàsi ha più volte sorpreso il mondo accademico con i suoi studi. A partire dalle prime ricerche del 1999 sul World Wide Web, che lo portarono a concludere che Internet non era un network “connesso casualmente” e a formulare la teoria delle reti a invarianza di scala, per arrivare fino ai recenti studi sulla mobilità umana e sulla possibilità di prevedere rotte e spostamenti grazie alle tracce lasciate da telefonini e altri devicetecnologici. Non a caso, il suo carnet vanta numerosi riconoscimenti, spesso legati a differenti discipline: dal FEBS Anniversary Prize for Systems Biology, ricevuto nel 2005 dalla Federazione delle Società Biochimiche Europee (Barabàsi scoprì che le reti a invarianza di scala si applicano anche ai sistemi metabolici e cellulari), al NEC Computers and Communication Award del 2008, per i meriti ottenuti nel campo della scienza informatica e dei computer.

All’attività di ricerca, Barabàsi accompagna quella di divulgatore. Sia attraverso pubblicazioni su riviste specializzate, che in libreria. Due suoi saggi – tradotti entrambi in Italia da Einaudi – sono annoverati tra i testi chiave nell’analisi delle reti complesse in ottica moderna. In Link. La scienza delle reti (2004), lo scienziato ha diffuso al grande pubblico le teorie più recenti e i principi dello studio del sistema dei network; nel più recente Lampi. La trama nascosta che guida la nostra vita (2011) ha invece proposto una teoria rivoluzionaria, secondo cui – proprio grazie all’ingresso del mondo nell’era delle reti complesse – non solo i fenomeni naturali ma anche i comportamenti degli esseri umani sono ormai rintracciabili e prevedibili. E non si sviluppano regolarmente, bensì concentrandosi in veri e propri lampi di iperattività.

Con ricerche rivoluzionarie, che evidenziano le motivazioni profonde alla base dei principi organizzativi comuni e delle complesse caratteristiche delle reti, recita la motivazione del Premio Lagrange – Fondazione CRT, Albert László Barabàsi ha fornito i concetti necessari per comprendere le strutture di rete osservate in un ampio spettro di modelli e di domini che vanno dai sistemi dell’informazione al microscopico mondo della biologia molecolare, aprendo intere nuove aree all’applicazione della scienza dei sistemi complessi”.

Aperta dagli interventi di Giovanni Ferrero (Fondazione CRT) e Ralph Dum (EU Future Emerging Technologies), la cerimonia di consegna del Premio di giovedì 30 giugno si svilupperà in una conversazione tra Barabàsi e Alessandro Vespignani, direttore scientifico della Fondazione ISI – Istituto per l’Interscambio Scientifico di Torino e del Centro di Ricerca per le Reti e i Sistemi Complesse dell’ Indiana University negli Stati Uniti. L’incontro sarà coordinato da Vittorio Bo, fondatore della casa editrice Codice Edizioni e direttore del Festival della Scienza di Genova. In chiusura, gli interventi di Angelo Miglietta (Fondazione CRT) e Mario Rasetti (Fondazione ISI).

In mattinata, alle ore 11, Albert László Barabàsi parteciperà a una conferenza stampa presso la sede della Fondazione CRT in via XX Settembre 31 a Torino.

Il Premio Lagrange – Fondazione CRT, intitolato allo scienziato e matematico Joseph-Louis Lagrange, nasce a Torino nel 2007, su iniziativa della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino e con il coordinamento della Fondazione ISI – Istituto per l’Interscambio Scientifico, ed è il più importante riconoscimento internazionale nell’ambito dello studio dei sistemi complessi (settore in cui Torino svolge da anni un ruolo di avanguardia a livello globale). Nelle precedenti edizioni, il Premio – che consiste in una borsa per la ricerca di 50 mila euro – è stato assegnato al matematico russo Yakov Grigorievich Sinai e all’economista britannico William Brian Arthur (2008), al fisico italiano Giorgio Parisi (2009) e al bioingegnere statunitense James J. Collins (2010).

 

Per approfondire

Su www.barabasilab.com, tutti gli studi, le ricerce e le pubblicazioni, con centinaia di esempi e immagini raccolte dallo scienziato ungherese.

In “La dinamica dei sistemi complessi e il World Wide Web” illustra le dinamiche della Rete e come gli studi di Barabasi siano stati decisivi alla sua comprensione.

La fisica del Web” approfondisce gli aspetti legati all’emergenza dei sistemi complessi.

In “Primi su Google con Lady Gaga” l’autore di questo articolo spiega in maniera un po’ ironica come funzionano i processi alla base delle reti a invarianza di scala.+

La fisica e la matematica del Web“, di Peppe Liberti.

Nel magico potere dei linkalcune applicazioni degli studi di Barabasi al World Wide Web.

In “The Emergence of the creative Enterprise” ci si domanda se siano le invenzioni geniali di pochi singoli illuminati a fare progredire la scienza o l’intelligenza collettiva di molti individui che lavorano in gruppo.

 

 


Solstizio: proprio sicuri di entrare nell’Estate?

La parola solstizio viene dal latino “Solis statio”: fermata, arresto del Sole.
In parole povere: Bogia nen!

 

solstizio d'estateL’evento si verificherà alle ore 17,16 UTC, ovvero le 19,16 in Italia, di Martedì 21 Giugno: è l’inizio dell’Estate.

A quell’ora infatti il  Sole raggiungerà, nel suo moto apparente lungo l’eclittica, il massimo punto di declinazione  (la distanza angolare tra un punto della sfera celeste e l’equatore). Per dirla in parole più semplici, raggiungerà il punto più alto apparente nel cielo e il  giorno raggiungerà la sua massima durata.

MA SIAMO DAVVERO SICURI CHE STIAMO ENTRANDO NELL’ESTATE?

Astronomicamente è proprio il contrario. Dal 24 Giugno il Sole inizia infatti a superare il punto del solstizio. Dunque tra pochi giorni comincerà a percorrere archi sempre più decrescenti, anche se  impercettibilmente, sull’orizzonte.

Dunque mentre crediamo che cominci l’estate, in realtà l’altezza dell’arco del sole comincia a calare e a dirigersi verso le giornate autunnali.

LA BUFALA DI STONEHENGE

In questo periodo, come sempre ogni anno,  giornali e TV ci sfrangono a più non posso dei miti pagani legati alle pietre di Stonehenge, il monumento megalitico situato nel sud dell’Inghilterra che è meta di pellegrinaggi di vario genere.

E c’è chi cerca nell’allineamento delle pietre interventi soprannaturali o extraterrestri o conoscenze straordinarie dimenticate.
I fatti, però, smentiscono la precisione magica degli allineamenti che vengono “scoperti” oggi guardando la disposizione delle pietre, per una ragione molto semplice: le pietre di Stonehenge non sono più al loro posto originale (leggi qui).

LE COSE SI COMPLICANO

Il tempo con cui viene calcolato il Solstizio si chiama tempo coordinato universale (UTC):   quello di Londra per intenderci (meridiano di Greenwich).

Siccome siamo ad Est rispetto a Londra, ricadiamo nel tempo dell’Europa Centrale: +1 ora.

A questo bisogna aggiungere anche un’altra ora: l’ora legale estiva. Al nostro orologio saranno quindi le ore 19,16.

Rispetto all’orario dello scorso anno il solstizio avviene 5 ore, 48 minuti e 46 secondi dopo.  Una differenza che si accumula ogni anno.  Solo se l’anno solare avesse esattamente 365 giorni  avremmo un solstizio sempre alla stessa ora. Ma si dà il caso che la durata dell’anno sia di alcune ore più lunga.

Il nostro calendario non coincide, dunque, esattamente con l’anno terrestre. E’ per questo che vennero introdotti gli  anni bisestili.

Se non introducessimo 1 giorno (29 febbraio) ogni 4 anni  avremmo, nel giro di poco tempo, l’inizio dell’estate  in pieno inverno (a ottobre, novembre e dopo diversi anni a dicembre).

Il 2012 sarà bisestile. L’aggiunta di questo giorno ogni 4 permette di “portare indietro l’orologio” del nostro calendario, riallineandolo  col tempo del nostro pianeta.

L’anno prossimo avremo dunque il solstizio il 20 giugno.

L’intelligentone che introdusse gli anni bisestili (uno ogni quattro) fu, tanto per cambiare, un greco: Sosigene di Alessandria.

Pare che Giulio Cesare si sia rivolto a lui per l’elaborazione del calendario giuliano. E infatti il calendario viene chiamato Giuliano (in onore di Giulio Cesare).

Come sempre sono i politici che beneficiano delle scoperte altrui!

Il calendario Giuliano “sopravvisse” fino al 1582 fino a che Papa Gregorio XIII non introdusse la bolla papale Inter gravissimas e lo trasformò nel calendario che porta il suo nome, Gregoriano, che è quello ancora in vigore oggi.

La commissione di esperti che eseguì i calcoli per il nuovo calendario era  presieduta dal matematico bavarese Cristoforo Clavio. Ai lavori diedero un contributo decisivo il medico calabrese Luigi Lilio e il matematico perugino Ignazio Danti.

10 GIORNI CHE SCOMPARVERO DAI LIBRI DI STORIA

Una delle conseguenze maggiori fu la perdita di 10 giorni: si stabilì che il giorno successivo al 4 ottobre 1582 fosse il 15 ottobre. Con complicazioni inenarrabili per gli studenti dei paesi protestanti! Essi, infatti, introdussero il nuovo calendario molto più tardi negli anni: e nei libri di storia ancor oggi spesso vengono riportate entrambe le date chiamandole con il nome OldStyle e  New Style date.

Il povero Sir Isaac Netwon, ad esempio, ne fece le spese: non è raro infatti trovare la sua biografia con data di nascita il giorno di Natale del 25 dicembre del 1642 (ODT) mentre per il NSD egli nacque il 4 gennaio 1643!

AL PLANETARIO DI TORINO

A Torino, il solstizio d’estate si festeggia invece sognando di diventare astronauti.

Con la serata al Planetario insieme a Maria Antonietta Perino di Thales Alenia Space al Planetario.


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