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Ad Albert-László Barabási il premio Lagrange-Fondazione CRT

“Oggi siamo ossessionati da Facebook, da MySpace, da Twitter e trascorriamo il tempo a divorare voracemente i pensieri, i commenti e le immagini dei nostri amici.

Provate a immaginare una nuova generazione di social network che non gioca con il passato, ma ti permette di sbirciare nel nostro futuro.

Dimenticate il concetto di “a cosa stai pensando?” e concentratevi sugli eventi che devono ancora accadere. Se credete che Twitter e Facebook creino dipendenza, pensate a cosa potrebbe portare la possibilità di prevedere il futuro”.

Sono le parole di Albert László Barabàsi, che tra pochi giorni riceverà a Torino il prestigioso Premio Lagrange – Fondazione CRT 2011 per un valore  50.000 €.

Fisico ungherese (di origine romena e con passaporto statunitense), direttore del Centro di Ricerca per le Reti Complesse alla Northeastern University di Boston è autore di alcuni tra i saggi più brillanti e gli studi più innovativi nel campo della scienza dei sistemi complessi, riceverà di persona il prestigioso riconoscimento giovedì 30 giugnoalle ore 18, durante la cerimonia di consegna organizzata al Teatro Vittoria di via Antonio Gramsci 4, a Torino.

Nato il 30 marzo 1967 nel villaggio di Câr?a, ai confini orientali della Transilvania, Barabàsi è stato negli anni ’90 un enfant prodige della ricerca internazionale, ottenendo a trentadue anni la cattedra di scienze intitolata a Emil T. Hofman presso la University of Notre Dame, in Indiana. Nel 2007 si è trasferito alla Northeastern University, dove oggi è alla guida del Centro di Ricerca per le Reti Complesse. Collabora con il Dipartimento di Medicina della Scuola di Medicina di Harvard ed è membro del Centro di Biologia dei Sistemi Tumorali presso il Dana Farber Cancer Institute.

Famoso per il suo approccio innovativo e trasversale, nel quale lo studio della fisica si sposa liberamente con altri settori della ricerca scientifica e umanistica – dalla biologia molecolare, all’informatica, al comportamento umano – Barabàsi ha più volte sorpreso il mondo accademico con i suoi studi. A partire dalle prime ricerche del 1999 sul World Wide Web, che lo portarono a concludere che Internet non era un network “connesso casualmente” e a formulare la teoria delle reti a invarianza di scala, per arrivare fino ai recenti studi sulla mobilità umana e sulla possibilità di prevedere rotte e spostamenti grazie alle tracce lasciate da telefonini e altri devicetecnologici. Non a caso, il suo carnet vanta numerosi riconoscimenti, spesso legati a differenti discipline: dal FEBS Anniversary Prize for Systems Biology, ricevuto nel 2005 dalla Federazione delle Società Biochimiche Europee (Barabàsi scoprì che le reti a invarianza di scala si applicano anche ai sistemi metabolici e cellulari), al NEC Computers and Communication Award del 2008, per i meriti ottenuti nel campo della scienza informatica e dei computer.

All’attività di ricerca, Barabàsi accompagna quella di divulgatore. Sia attraverso pubblicazioni su riviste specializzate, che in libreria. Due suoi saggi – tradotti entrambi in Italia da Einaudi – sono annoverati tra i testi chiave nell’analisi delle reti complesse in ottica moderna. In Link. La scienza delle reti (2004), lo scienziato ha diffuso al grande pubblico le teorie più recenti e i principi dello studio del sistema dei network; nel più recente Lampi. La trama nascosta che guida la nostra vita (2011) ha invece proposto una teoria rivoluzionaria, secondo cui – proprio grazie all’ingresso del mondo nell’era delle reti complesse – non solo i fenomeni naturali ma anche i comportamenti degli esseri umani sono ormai rintracciabili e prevedibili. E non si sviluppano regolarmente, bensì concentrandosi in veri e propri lampi di iperattività.

Con ricerche rivoluzionarie, che evidenziano le motivazioni profonde alla base dei principi organizzativi comuni e delle complesse caratteristiche delle reti, recita la motivazione del Premio Lagrange – Fondazione CRT, Albert László Barabàsi ha fornito i concetti necessari per comprendere le strutture di rete osservate in un ampio spettro di modelli e di domini che vanno dai sistemi dell’informazione al microscopico mondo della biologia molecolare, aprendo intere nuove aree all’applicazione della scienza dei sistemi complessi”.

Aperta dagli interventi di Giovanni Ferrero (Fondazione CRT) e Ralph Dum (EU Future Emerging Technologies), la cerimonia di consegna del Premio di giovedì 30 giugno si svilupperà in una conversazione tra Barabàsi e Alessandro Vespignani, direttore scientifico della Fondazione ISI – Istituto per l’Interscambio Scientifico di Torino e del Centro di Ricerca per le Reti e i Sistemi Complesse dell’ Indiana University negli Stati Uniti. L’incontro sarà coordinato da Vittorio Bo, fondatore della casa editrice Codice Edizioni e direttore del Festival della Scienza di Genova. In chiusura, gli interventi di Angelo Miglietta (Fondazione CRT) e Mario Rasetti (Fondazione ISI).

In mattinata, alle ore 11, Albert László Barabàsi parteciperà a una conferenza stampa presso la sede della Fondazione CRT in via XX Settembre 31 a Torino.

Il Premio Lagrange – Fondazione CRT, intitolato allo scienziato e matematico Joseph-Louis Lagrange, nasce a Torino nel 2007, su iniziativa della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino e con il coordinamento della Fondazione ISI – Istituto per l’Interscambio Scientifico, ed è il più importante riconoscimento internazionale nell’ambito dello studio dei sistemi complessi (settore in cui Torino svolge da anni un ruolo di avanguardia a livello globale). Nelle precedenti edizioni, il Premio – che consiste in una borsa per la ricerca di 50 mila euro – è stato assegnato al matematico russo Yakov Grigorievich Sinai e all’economista britannico William Brian Arthur (2008), al fisico italiano Giorgio Parisi (2009) e al bioingegnere statunitense James J. Collins (2010).

 

Per approfondire

Su www.barabasilab.com, tutti gli studi, le ricerce e le pubblicazioni, con centinaia di esempi e immagini raccolte dallo scienziato ungherese.

Google e l’Effetto San Matteo L’articolo originale è del 2009, pubblicato su una testata di settore e riguarda studi  condotti sulle reti a invarianza di scala, un ramo della fisica statistica …

Il Web vi spiega perché 147 imprese controllano il mondoIn un articolo dal titolo “la rete societaria che controlla il mondo” viene illustrato lo studio di un gruppo di ricercatori che dimostra come 147 imprese siano in grado di controllare il 40 per cento di tutto il potere finanziario del mondo.

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