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Antonio Fago: “Abbiamo un solo pianeta: lo dice anche Obama”

“Niente minaccia di più il nostro futuro e quello delle generazioni future del cambiamento climatico”.  Sono queste le parole con cui il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha presentato il “Clean power plan”: una prima serie di normative federali che ridurranno gradualmente  le emissioni inquinanti dagli impianti energetici. Così ha parlato oggi dalla Casa Bianca, Obama spiegando che entro il 2030 gli Usa verranno ridotte del 32% le  emissioni di Co2 rispetto al 2005.

Presentando il piano sull’energia pulita, il presidente americano Barack Obama ha citato l’Enciclica di papa Francesco, un testo che pone rilievo su come “combattere il cambiamento climatico sia un obbligo morale”.

Chiediamo ad Antonio Fago, da anni sindacalista Italsider, in un area tuttora grandi problemi di inquinamento ambientale, come accoglie la decisione di Barack Obama-
“L’annuncio del presidente arriva nel giorno in cui  uno studio del World Glacier Monitoring Service dimostra come i ghiacciai del pianeta si siano ridotti a livelli mai misurati negli ultimi 120 anni, con una accelerazione dello scioglimento nella prima decade di questo secolo”.

“I negoziati ONU, finora risultati un fallimento, rinviano di fatto all’incontro prossimo a Parigi, che diventa quindi un appuntamento senza appello”.

“195 Paesi parteciperanno così alla Convenzione quadro sui cambiamenti climatici (Unfcc) e si sono impegnati a trovare una intesa a cui dovranno aderire anche i Paesi in via di sviluppo, esclusi dal protocollo di Kyoto, oltre agli Usa”
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Anni fa io ero tra i primi a dire che aree come l’Italsider dovevano scomparire. Perché non portano nessun beneficio alla città e neppure alla nazione perché i materiali oggi arrivano dall’estero e sono molto più convenienti di quelli che produciamo all’interno. Chiudendo la fabbrica gli attuali lavoratori non solo potrebbero lavorare per trent’anni nello smantellare e bonificare lo stabilimento, ma una volta che abbiamo il turnover, e i giovani sostituiranno coloro che andranno in pensione, ci sarà la possibilità di creare nuovo lavoro. Dove? Nell’industria manifatturiera. Taranto poi è ricca di risorse nell’agricoltura, nel mare, nel turismo, nella tradizione.
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Eppure basterebbe un po’ di buon senso: l’Italia  possiede un patrimonio turistico di altissimo valore. Le bellezze paesaggistiche delle nostre coste, l’enorme patrimonio legato ai nostri beni culturali, le caratteristiche uniche dei nostri prodotti locali sono le premesse per una seria e perseguibile politica di sviluppo turistico finora asfittica e inconcludente per mancanza di idee e di programmazione.
Il nostro bene maggiore è il Mediterraneo: il turismo è già una delle più importanti imprese, ma non è così in tutte le parti d’Italia  Solo se si forniranno strumenti e infrastrutture che permettano la crescita di iniziative imprenditoriali che potenzino i porti turistici, gli aeroporti, la grande viabilità, compito questo che certo non spetta ai comuni e che richiedere grandi investimenti. Ma guardi, che sono investimenti che poi ritornano sul bene della collettività.

Una riduzione delle morti premature. Ed energia pulita che salverà molte vite.

“Abbiamo un solo pianeta. Obama ha fatto notare che lo scorso mese la Nasa ha pubblicato una foto della terra dallo spazio. La morfologia del pianeta è cambiata rispetto all’ultima immagine, ma una cosa non è cambiata: il nostro Paese è sempre il più bello di tutti, enorme ma anche fragile, appartiene a noi e anche ai nostri bambini. È la nostra casa e non c’è piano B”