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Antonio Fago: “Vi spiego perché custodire il pianeta è un dovere di tutti”
Padiglione Lombardia, Expo

La sostenibilità, oltre a essere un elemento centrale di Expo 2015, ha un valore trasversale a partire dal tema “Custodire il Pianeta, Nutrire l'Umanità”, un evento organizzato venerdì scorso dalla Fondazione Sorella Natura presso il padiglione Lombardia e che si proietta nella prospettiva di un futuro sostenibile del pianeta e della società.

Venerdì scorso si è tenuto a Expo un evento su iniziativa della Regione Lombardia dall’assessore regionale all’Istruzione, Valentina Aprea, l’incontro e dedicato al temaLa custodia del creato, un impegno di tutti. Custodire il pianeta, nutrire l’umanità. Ospiti tra gli altri anche i docenti torinesi del nuovo corso di Interior Design Ecosostenibile. Nello specifico, la Fondazione Sorella Natura, da sempre impegnata alla salvaguardia dell’ambiente,  ha presentato due associazioni: l’associazione internazionale volontari “Amici del Creato”, e l’associazione Guardie Ecologiche Volontarie “Amiche del Creato”.

L’incontro si è tenuto insieme alla Vice Presidente della Commissione Industria, Ricerca Energia del Parlamento Europeo, Patrizia Toia, si confrontano su questa eredità di Expo il presidente della Fondazione Sorella Natura, Roberto Leoni, il direttore di Avvenire, Marco Taquinio, la presidente del Comitato Femminile di Sorella Natura, Maria Pia Garavaglia. Tra le associazioni coinvolte, l’associazione Labgrade, Ciriaf/Università di Perugia, la Confederazione Italiana Agricoltori, la Fondazione Trecate Ambiente domani, l’Associazione Internazionale Volontari, l’Osservatorio Geo-Iefe/Univesità Bocconi, l’istituto Sdsnmed (Solutions Mediterranean Sustainable Development), l’Università di Siena.

Abbiamo intervistato Antonio Fago, vicepresidente della Fondazione Sorella Natura.

COSA SONO LE GUARDIE ECOLOGICHE AMICI DEL CREATO?
Sono persone di ogni età che fanno parte della Associazione Internazionale Volontari Amici del Creato e che dedicano parte del loro tempo e della loro competenza per sorvegliare e controllare che non si verifico danni o reati all’ambiente, vigilando in maniera rigorosa anche con strumenti tecnologicamente adeguati per la realizzazione di un monitoraggio ambientale che tenga sotto controllo in maniera costante e continuativa l’ambiente. Per fare questo, la Fondazione organizza corsi di formazione, di aggiornamento anche normativo perché le “guardie” avranno la possibilità anche di applicare sanzioni qualora rivelassero delle anomalie.

DOVE NASCE QUESTA INIZIATIVA?
Da un pensiero che è sempre stato il cardine della nostra Fondazione che nasce nel 1991 come associazione con sede in Assisi,  ed opera da anni per lo sviluppo della cultura e dell’educazione ambientale, ispirandosi al messaggio di San Francesco d’Assisi. La fondazione è già divisa in Delegazioni: nazionali, regionali, di settore e internazionali e  annovera ai vertici della propria struttura esponenti di spicco della vita religiosa, culturale, sociale, politica, economica e scientifica. Si voleva dare così una veste “istituzionale” a una figura, quella delle cosiddette “guardie ecologiche” che già esisteva operativamente e che doveva in qualche modo inquadrarsi anche giuridicamente. 

COME SI DIVENTA GUARDA ECOLOGICA VOLONTARIA?
Intanto condividendo gli obiettivi statutari della nostra fondazione, e poi partecipando agli eventi, ai corsi formativi e facendo direttamente domanda alla nostra segreteria di presidenza.

CHI PUÒ DIVENTARE GUARDIA ECOLOGICA?
Qualunque cittadino maggiorenne che condivida i nostri valori, la salvaguardia del nostro ambiente e la custodia del creato, secondo quegli stessi valori espressi da Papa Francesco nella sua ultima enciclica sull’ambiente ‘Laudato si‘.

Tutto ciò all’interno di un contesto internazionale in cui giovani e meno giovani di diversa provenienza culturale rifletteranno e discuteranno strategie per stimolare il senso civico ed un comportamento eco-sostenibile nei cittadini europei condividendo problematiche e strategie proprie della loro nazione di provenienza, ponendo le basi per un’Europa più sana e vivibile ed impegnandosi attivamente in prima persona per l’affermazione di principi condivisi. 

È un impegno cui le istituzioni, i comuni e cittadini non potranno sottrarsi, perché il Pianeta Terra e l’ambiente è un patrimonio dell’umanità.

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