Quantcast
Il grido dei buchi neri ai GiovedìScienza

Il grido dei buchi neri ai GiovedìScienza

2 marzo 2017 | ,

Talk show in occasione della Conferenza inaugurale del Centro Arnold-Regge che si tiene a Torino dal 27 febbraio al 2 marzo, in collaborazione con le Università di Torino e del Piemonte Orientale con Eugenio Coccia, Pietro Fré, Leonardo Castellani e Alessandro Nagar – conduce l’incontro Piero Bianucci.

L’Europa sta affiancandosi agli Stati Uniti nell’osservazione delle onde gravitazionali. L’antenna italo-europea VIRGO, situata vicino a Pisa, è ora 10 volte più sensibile rispetto a prima e comparabile con le due antenne LIGO americane. Le tre antenne insieme aprono una nuova finestra da cui osservare l’universo che si aggiunge alle onde elettromagnetiche e alle particelle dei raggi cosmici. Fenomeni di estrema violenza, come la fusione tra buchi neri o il cannibalismo stellare da parte di nuclei galattici attivi occupati da un buco nero supermassiccio increspano lo spazio-tempo: le onde gravitazionali sono appunto queste increspature, e ci portano informazioni preziose sui fenomeni che le hanno generate.

.

Tutto ciò a poco più di cento anni dalla pubblicazione della relatività generale di Einstein e dopo alcuni decenni di studi teorici che hanno chiarito la natura dei buchi neri. Per una fortunata coincidenza nasce in questi giorni a Torino il Centro Arnold-Regge, due fisici matematici che hanno dato importanti contributi a questo affascinante campo della ricerca, dal tentativo di rappresentare in termini quantistici lo spazio-tempo di Einstein a quello di prevedere il comportamento dei buchi neri.

 .
Con lo Speciale del 2 marzo ”Il grido dei buchi neri. Onde gravitazionali e nuova fisica, il contributo del Centro Arnold-Regge” GiovedìScienza invita quattro scienziati del settore a raccontare il futuro di questa avventura dell’intelligenza. Appuntamento, in collaborazione con le Università di Torino e del Piemonte Orientale alle 17:45, al Teatro Colosseo (in via Madama Cristina 71, Torino).
.
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
.
Programma completo e diretta streaming su: www.giovediscienza.it
Ai GiovedìScienza cavalcheremo una cometa

Ai GiovedìScienza cavalcheremo una cometa

4 marzo 2016 |
Sono le comete, oggetti fossili rimasti all’incirca com’erano 4,5 miliardi di anni fa, e per questo importantissimi oggetti di studio.
.
Il 10 marzo – per l’undicesima conferenza della trentesima stagione – GiovedìScienza invita il pubblico a incontrare due protagoniste di queste affascinanti ricerche: Amalia Ercoli Finzi del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Aerospaziali del Politecnico di Milano, e Maria Antonietta Perino, dell’International Space University (M.I.T. Boston) e Thales Alenia Space di Torino.
Per questo appuntamento – dal titolo “Cavalcando una cometa. Per capire com’è nato il sistema solare” – GiovedìScienza fa tappa nuovamente al Politecnico di Torino, nell’Aula Magna “G. Agnelli” di corso Duca degli Abruzzi 24, sempre alle 17:45.
 .
GiovedìScienza 10 marzo – ore 17:45
Politecnico di Torino, Aula Magna “G. Agnelli”
CAVALCANDO UNA COMETA
Per capire com’è nato il Sistema solare
.
Amalia Ercoli Finzi – Dipartimento di Scienze e Tecnologie Aerospaziali del Politecnico di Milano
Maria Antonietta Perino – International Space University (M.I.T. Boston) e Thales Alenia Space (Torino) in collaborazione con Thales Alenia Space
.
 
Prof.ssa Ercoli Finzi

Le professoresse Ercoli Finzi e Perino racconteranno un’avventura iniziata nel 2014, quando per la prima volta una navicella spaziale è entrata in orbita intorno a una cometa e l’ha inseguita fino al passaggio vicino al Sole e durante il ritorno verso spazi remoti e gelidi.Per la prima volta un laboratorio automatico è sceso sul nucleo di una cometa e per qualche giorno ha trasmesso dati. “Rosetta” è la sonda che sta orbitando ancora intorno alla cometa Churyumov-Gerasimenko, “Philae” il laboratorio che si è posato sul suo nucleo.

.

Nell’agosto 2015 la cometa è transitata nel punto più vicino al Sole sviluppando coda e chioma. Ora se ne allontana mentre “Rosetta” continua a spiarne il comportamento. È un grande successo nell’esplorazione del Sistema solare, che continuerà con nuove sonde dirette a Marte, al satellite Europa in orbita intorno a Giove, e con una nuova missione verso Mercurio.

Il calendario completo e la diretta streaming su: www.giovediscienza.it

Asteroide 2012 DA14: un corpo da 130.000 tonnellate sfiorerà oggi la Terra

15 febbraio 2013 |

Si chiama proprio SCALA TORINO il metodo di classificazione internazionale [QUI UNA INFOGRAFICA] del pericolo di impatto associato agli oggetti come quello che sfiorerà oggi la Terra. Ma possiamo stare tranquilli: l’asteroide 2012 DA14, che alle ore 20,43 di questa sera passerà a un soffio dal nostro pianeta è classificato ZERO sulla scala Torino: ovvero nessun pericolo di impatto.

Immagine NASA

Tutti pronti, dunque, per il  passaggio ravvicinato dell’asteroide 2012 DA14, un corpo celeste del tipo NEAR EARTH di circa 45 metri di diametro e una massa stimata di circa 130.000 tonnellate, che si avvicinerà alla Terra  proprio oggi,  15 febbraio 2013 (alle ore 20,43 ora italiana il massimo avvicinamento al pianeta).

Si tratta di un asteroide da record, in quanto, da quando iniziarono le indagini regolari su questi corpi, non era mai successo che un oggetto di queste dimensioni si avvicinasse così tanto al nostro pianeta.

C’E’ PERICOLO CHE L’ASTEROIDE COLPISCA LA TERRA?

Non c’è pericolo che la Terra venga colpita durante questo incontro, nonostante la sua distanza minima di avvicinamento sia stimata di appena 27.000 Km.   Per essere più precisi 27.650 chilometri dalla superficie terrestre, un decimo della distanza Terra- Luna (situata a 380.000 chilometri dal nostro pianeta).

Il passaggio avverrà molto al di fuori dell’atmosfera terrestre ma all’interno della fascia di satelliti in orbita geostazionaria, che si trova a 35.800 chilometri dalla Terra.

La sua permanenza nel sistema Terra-Luna è stata calcolata essere di circa 33 ore. La sua orbita lo porta alle 4 (ora italiana) del 15 febbraio, all’interno del sistema Terra –Luna che lascerà il 16 febbraio alle 13 ora italiana.

COSA ACCADREBBE SE L’ASTEROIDE COLPISSE LA TERRA?

L’asteroide 2012 DA14 non impatterà con la Terra, ma se un altro asteroide di dimensioni simili dovesse colpire la Terra rilascerebbe circa 2,5 megatoni di energia nell’atmosfera con effetti devastanti a livello regionale.
La sua scala Palermo  ha un valore di ?3.19  per il periodo tra il 2026 e il 2069 mentre sulla scala Torino è classificato con un valore 0 (nessun rischio).   – Che cosa potrebbe accadere se 2012 DA14 colpisse la Terra?
Possiamo confrontare la forza di impatto dell’asteroide con quanto è accaduto nel 1908 a Tunguska, in Siberia, dove si pensa sia caduto un asteroide del diametro di 30-40 metri (un po’ più piccolo di DA14). L’oggetto ha causato un’esplosione a un’altezza di 5–10 chilometri dalla superficie terrestre e ha abbattuto 1.200 chilometri quadrati di foresta. Un oggetto delle dimensioni di 2012 DA14, se fosse di ferro potrebbe anche creare un cratere paragonabile al Meteor Crater del diametro di 1,5 chilometri vicino a Flagstaff, in Arizona.

Data la piccola dimensione dell’asteroide, la sua presenza venne scoperta solo di recente dall’Osservatorio astronomico di Maiorca in Spagna il 23 febbraio 2012.

E’ POSSIBILE VEDERE L’ASTEROIDE A OCCHIO NUDO?Anche nel suo punto di massimo avvicinamento, il giorno 15 febbraio, l’asteroide non sarà visibile ad occhio nudo. La sua magnitudine sarà allora di 7.4 e per vederlo sarà necessario dotarsi di un binocolo o un piccolo telescopio di almeno 60 mm di diametro. Tuttavia sarà possibile vedere l’asteroide attraverso il web, grazie a servizi come  virtualtelescope  che consentono di seguirne l’avvicinamento in diretta.Nell’immagine, i luoghi migliori sulla Terra per vedere l’asteroide.

La seguente visualizzazione mostra la traiettoria dell’asteroide, calcolata dal servizio JPL HORIZONS.

Pur se di piccole dimensioni, questi corpi celesti (situati per lo più in una fascia orbitale tra la Terra e Marte) potrebbero avere un effetto devastante se dovessero colpire il nostro Pianeta.
Potete provare a calcorare gli esiti di un impatto asteroidale con uno strumento interattivo messo a punto dal Purdue Imparial College di Londra:  www.purdue.edu/impactearth
L’impatto di un asteroide come questo di appena 50 metri di diametro produrrebbe infatti  un’energia equivalente a 2,4 megatoni. Per confronto, la bomba atomica di Hiroshima liberò un’energia di 16 chilotoni (cioè 150 volte inferiore).


Link: 

NASA lista dei potenziali impatti http://neo.jpl.nasa.gov/risk/ (in inglese)
NASA Programma NEO http://neo.jpl.nasa.gov/index.html (in inglese)

GiovediScienza con Giovanni Bignami a Torino

16 gennaio 2013 | ,

GIOVEDI’ 17 GENNAIO 2013 ALLE ORE 17,45
Teatro Colosseo Via Madama Cristina 71 – Torino- Ingresso Libero

Dopo la pausa natalizia riparte la XXVII Edizione di GiovedìScienza, che al Teatro Colosseo da oltre un ventennio propone “la scienza in diretta”, i convegni scientifici molto amati dai torinesi, tutta proiettata al futuro con un ospite eccezionale.

C’È TANTO ANCORA DA SCOPRIRE, Visita ai laboratori scientifici dell’anno 2062 con Giovanni Bignami, Presidente INAF, Istituto Nazionale di Astrofisica

Il ventesimo secolo è stato quello della scoperta della relatività e dell’energia atomica, della struttura a doppia elica del DNA, della conquista della Luna, dell’esplorazione dello spazio, di Internet e della capillare diffusione dell’informatica. Abbiamo anche compreso che siamo figli delle stelle perché gli elementi chimici di cui siamo fatti sono stati sintetizzati e nelle stelle e nelle esplosioni delle supernove.

Chi l’avrebbe mai detto prima? Ma allora che ci resta da scoprire? Secondo l’astrofisico Giovanni Bignami nei prossimi anni ci saranno scoperte sensazionali che cambieranno la nostra visione del mondo, dello spazio e della nostra stessa vita.

Forse riusciremo a comprendere come funziona il nostro cervello e che cos’è quel 96% di materia che noi chiamiamo oscura appunto perché non ne sappiamo nulla, e su cui sapremo forse qualcosa in più nel 2062 al passaggio della cometa di Halley, che ci svelerà anche l’esistenza di altre forme di vita nell’universo. Insomma le sfide aperte sono tante, e di molte non solo non conosciamo le risposte, ma neanche le domande.

Bignami ci guiderà lungo un percorso sul confine sottile e affascinante tra scienza e immaginazione, un itinerario che, dal centro della Terra allo spazio, ci dimostrerà che l’uomo è solo all’inizio dell’esplorazione del mondo, del cosmo e di se stesso. Ricordiamo che l’evento, per chi non potesse recarsi al Teatro Colosseo, è trasmesso anche in diretta streaming e disponibile dopo qualche giorno sul canale YouTube GiovedìScienza.

Per il calendario completo della manifestazione: www.giovediscienza.it

È morto Neil Armstrong: il primo uomo ad avere messo piede sulla Luna

25 agosto 2012 | ,
Muore all’età di 82 anni Neil Armstrong, il primo uomo che, il 20 luglio del 1969, mise piede sulla Luna dopo aver condotto la missione di allunaggio dell’Apollo11.
Nella pagina a sinistra la copia del New York Times che segna la data storica di una impresa che sembrava impossibile.
Le sue parole entrate nell’immaginario collettivo furono “That’s one small step for a man, a giant leap for mankind(trad. “Un piccolo passo per un uomo, un grande balzo per l’umanità”)
Armstrong, il 7 di agosto,  due giorni appena dopo aver compiuto 82 anni, aveva subito un intervento chirurgico di quadruplo bypass coronarico.
Neil Armstrong nasce il 5 agosto 1930 in Ohio, dai genitori Stephen Koenig Armstrong e Viola Louise Engel, una famiglia di origine tedesca.
Iniziò la sua avventura come pilota jet per la marina militare americana nella guerra di Corea.
Dopo essersi laureato in ingegneria alla Purdue University, diventa pilota civile e per la NASA inizia a testate aerei come l’X-15.
La sua avventura come candidato astronauta inizia nel 1962. Dapprima come comandante della missione Gemini 8, che nel 1966 per prima provò l’aggancio di due oggetti orbitanti, poi interrotta a causa di un guasto nei propulsori.
Fu comandante di riserva  nella missione Apollo 8 (in orbita lunare) e il 6 maggio 1968 vide la morte in faccia durante una esercitazione con il simulatore volante LLRV (Lunar Landing Research Vehicle).
Finalmente nel 1969 Armstrong prese il comando della  Apollo 11 che comprendeva una fase di avvicinamento e di allunaggio. con il modulo Eagle.
Il 21 luglio di quell’anno diventa il primo uomo a poggiare piede sulla Luna.
Una curiosità per quell’epoca: la voce di Armstrong veniva trasmessa alla base con un primo rudimentale microfono wireless, una nuova invenzione, il prototipo di quelli che utilizziamo  oggi nei moderni cellulari.
Di seguito un inedito filmato a colori girato in 16mm con  Neil Armstrong sulla Luna: si può notare il viso di Neil attraverso il visore dallo schermo con lamina d’oro, usata per proteggerlo dalle radiazioni solari (Project Apollo Image Archive).

 

Si ringrazia Marco Grappeggia per il contributo

 

26° appuntamento dei blogger di 10 paesi al più grande Carnevale Scientifico del mondo

30 dicembre 2011 | ,

 

Per chi ama la scienza è Carnevale tutto l’anno! Con questo spirito presentiamo (26° mese consecutivo) il Carnevale della Fisica, ospitato questa volta dal blog di Claudia Terzaghi   Mass Media e Design e il cui tema portante è FISICA E CINEMA (raccontare la fisica con il cinema).
L’evento è, di fatto, il più grande evento scientifico del mondo organizzato in questo modo tramite la partecipazione dei blogger di 10 paesi (qui la mappa).
Claudia Terzaghi è una giovane Interior Designer, con la passione per il cinema. Per questo ha voluto trasmettere il suo know how parlando di una delle più celebri serie di fantascienza TV del XX secolo: Spazio 1999, facendo osservare la cura con cui gli scenografi di questa produzione italo-inglese metteva nella scelta degli oggetti di design e di arredo.
Ecco tutti gli articoli presentati questo mese: 

Il prossimo appuntamento con il Carnevale della Fisica si terrà sul blog GruppoLocale.
Per partecipare al Carnevale o per ospitare una delle prossime edizioni consultate il sito http://carnevaledellafisica.ning.com oppure scrivete a [email protected]

Ora solare: stanotte un’ora in più di sonno

29 ottobre 2011 |



Alle tre di notte fra sabato 29 e domenica 30 ottobre torna l’ora solare. Bisognerá dunque spostare le lancette degli orologi un’ora indietro, scandendo così la fine del periodo dell’ora legale 2011. Il cambio, domani, ci fará dormire un’ora in più, mentre si dovrá aspettare fino a marzo 2012 per ritornare all’ora legale.
Lo scopo dell’ora legale è quello di consentire un risparmio energetico grazie al minore utilizzo dell’illuminazione elettrica. [vedi Vantaggi e svantaggi su Wikipedia]
Tra i primi a teorizzarla fu Benjamin Franklin, in una proposta pubblicata sul quotidiano francese Journal de Paris. Idea che non  ebbe molto successo,  ma fu  ripresa solo nel 1907 dal costruttore inglese William Willet. Nel 1916 la Camera dei Comuni diede dunque  il via libera al British Summer Time, che implicava lo spostamento delle lancette un’ora in avanti durante l’estate.
In Italia l’ora legale scattò per la prima volta nel 1916, dal 3 giugno al 30 settembre. Sospesa nel 1920,  ritornò nel 1940 e negli anni del periodo bellico, e vi rimase fino al 1948, anno in cui venne nuovamente abolita. L’adozione definitiva risale al 1966, in concomitanza con la crisi energetica.

ORA LEGALE E RITMI CIRCADIANI. NON E’ JETLAG 

Esitono diversi studi che mettono in relazione il cambiamento dell’ora con i ritmi del sonno e eventuali risvolti patologici. Chi parla di Jet Lag, però, fa confusione tra due fenomeni diversi.

Come afferma il prof. Derk-Jan Dijk dell’università di Surrey [1], nel Jet Lag il nostro metabolismo tende rapidamente a trovare un equilibrio con l’andamento astronomico della nuova località, mentre con le variazioni d’ora legale e solare l’ambiente non muta, e dunque l’organismo è costretto forzatamente a cambiare il proprio ritmo. Il corpo umano non riceve dall’esterno segnali che qualcosa è cambiato, mentre deve forzatamente cambiare certi comportamenti abitudinari.
L’orologio biologico (che ci dice quando è ora di svegliarsi o di andare a dormire) è controllato almeno da tre variabili:  

  • l ritmo della melatonina (un ormone prodotto durante la notte che regola anche i rirmi del sonno-veglia;
  • il ritmo del cortisolo (un ormone correlato anche alla pressione sanguigna, più elevata al mattino e minore la sera;
  • la temperatura corporeache scende ai livelli minimi circa 4 ore dopo che ci si è addormentati.
Con l’alterazione del ritmo del sono si altera la produzione di tali ormoni.
Per chi volesse approfondire, esiste uno studio recente [2] sull’alterazione dei ritmi circadiani  finanziato dalla Commissione europea e pubblicato sulla rivista Current Biology che è stato condotto su un campione di 40.000 abitanti dell’ Europa centrale, estratto da un database di 21.600 interviste.


Riferimenti

[1] Cromie, William J. (1999-07-15).
The Harvard University Gazette. Retrieved 2008-02-19.
[2] Till Roenneberg, C. Jairaj Kumar, Martha Merrow
Current Biology17(2) pp. R44 – R45

Carnevale della Fisica #22

30 agosto 2011 | , , , , , , ,
Non so voi, ma io impiego diversi giorni a riprendermi dopo un periodo di vacanza. Comunque ce l’ho fatta, e alla fine la 22a edizione del carnevale di Agosto 2011 vede la luce. Il tema di questo mese è “La fisica va in vacanza”, e non mi aspettavo  di ricevere  così tanti e ricchi contributi, visto il periodo vacanziero. Vi anticipo anche che con il Carnevale questo mese ci sarà un premio alla migliore fotografia che mi avrete inviato. E… sarete voi a votare la migliore che vincerà il libro “Manuale di sopravvivenza energetica“, dell’autore Andrea Mameli, fisico e giornalista scientifico.

Il video che meglio rappresenta la mia idea di Estate e tempo libero è Imitation of Life(trad. Lo specchio della vita”) dei R.E.M., un autentico gioiello di regia e di montaggio del regista Garth Jennings, lo stesso di “Guida galattica per autostoppisti” un film che vi consiglio.

Siamo a Los Angeles, durante  una festa di compleanno di una deliziosa bimba nippo-americana che sta per spegnere sei candeline in una scenografia a metà strada tra un fiabesco giardino giapponese  e  un classico pool-party statunitense. Colori, abiti,  pose acconciature rievocano una atmosfera anni ’60, in perfetto stile vintage.  Mentre Michael Stipe improvvisa un balletto a bordo vasca, il bassista Mike Mills si diverte a versare champagne in una precaria piramide di bicchieri, che poi puntualmente finisce in frantumi. E il chitarrista Peter Burk, in posa statica, suona un piccolo banjo in compagnia di una scimmietta.

“Leggenda vuole – scrive Massimo Manuel – che il chitarrista dei R.E.M. odi girare i videoclip delle loro canzoni e che quando ha saputo come sarebbe stato girato questo video ha tirato un sospiro di sollievo” Il perché è presto detto”. Con la tecnica della Pan-Scan, per realizzare  l’intero clip di 4 minuti “sono bastati appena 30 secondi di girato durante i quali tutti i personaggi fanno qualcosa mentre cantano un pezzo di canzone; il resto è fatto dallo zoom digitale che spia i personaggi e i 30 secondi di girato avviati in loop. Guardando il video più di una volta ci si rende conto dell’enorme lavoro che c’è stato dietro la realizzazione: l’orchestrazione di ogni gesto, ogni singolo movimento, ogni azione delle decine di personaggi sparsi nella ripresa che sembra facciano sempre la stessa cosa e in realtà stanno vivendo ognuno la loro piccola storia. Che sia questa l’imitation of life che ha voluto rappresentare il regista?”.

In questo video c’è più fisica che in un laboratorio del CERN. Ma mi piace pensare che sia anche una grande metafora della vita. E tutto in appena 30 secondi.

Cominciamo!

Vi chiederete: cosa c’entri Dante con la fisica?  Erasmo Modica ce lo dimostra con una lezione sulla riflessione della luce, passando per la matematica e la letteratura. E così capiremo chefatti non fummo a viver come bruti”…

La fisica attraverso il sesso o il sesso attraverso la fisica? Un bel dilemma per Emiliano Ricci, il fisico che insieme a Monica Marelli lo spiega in modo garbato e intelligente nel libro Sex & the Physics.
Nell’intervista estiva (a Principina a Mare, in provincia di Grosseto) con Emiliano Ricci ci viene svelato il backstage del libro a 4 mani. L’intervista è di Massimilla Manetti Ricci sul blog Il Serpente di Galeno.

Annarita Ruberto ci delizia con L’esperimento più bello della Fisica: si tratta di un sito dedicato all’esperimento di interferenza dell’elettrone singolo.
E poi ci avverte che è stata  Osservata La Struttura Fine Di Una Tempesta Solare
Per finire con una riflessione sulla Fisica del 900: suggestioni in arte, letteratura e poesia

Gianluigi Filippelli ci propone i seguenti ottimi contributi.
Accerchiando il bosone di Higgs: dopo un esame veloce sui dati diffusi dai principali esperimenti che operano intorno agli acceleratori Tevatron e LHC, una breve descrizione del meccanismo alla base dell’introduzione del bosone nel modello standard.

Il gelato del giovane Mpemba e i superpoteri dell’acqua: l’effetto Mpemba, noto però già ad Aristotele e riscoperto nel 1963 dal giovane studente tanzaniano che gli ha dato il nome, prevede che in particolari condizioni l’acqua calda si congeli prima di quella fredda. Partendo da questo strano effetto, ecco un racconto su superraffreddamento e superriscaldamento dell’acqua usando come base i lavori del fisico e insegnante di scuola superiore Concetto Gianino.
Maestra Rosalba ci spiega come  spesso coi bambini si canta il mare pensando al dolce cullare delle sue onde. Anche le onde hanno un’origine e una spiegazione fisica. L’apparente movimento dell’acqua, il  moto ondulatorio, si spiegano solo in parte con l’azione del vento. E conoscere significa anche sapersi proteggere, entrare nel giusto rapporto con le forze della natura. Sua è L’onda del mare.

Cristina Sperlari del blog “Il piccolo Friedrich” pubblica “In vacanza…con Archimede!“.
Un racconto di alcune esperienze fatte durante le  vacanze  con un riferimento esplicito alla fisica e alla didattica delle scienze per i bambini della scuola primaria (come è nello stile del suo blog).
Esperienze di fisica acquatica: i bagni, le immersioni, i giri in barca, …e sulle leggi fisiche che le governano.

L’articolo si conclude con dubbi e domande volutamente aperti, per dimostrare come anche una semplice e quotidiana esperienza possa nascondere nelle sue mille sfaccettature argomenti di fisica  molto diversi tra loro e complessi…insomma, la fisica ci circonda e ci perseguita! Anche in vacanza!

Leopoldo Benacchio sul suo ironico blog Scienz’altro, ci propone Higgs forse è stanato ma Susy è sparita.
Chi sarà questa Susy? leggete e lo capirete!
Nelle notti estive  Chi dorme non piglia pesci ma fa la foto! . E non immaginerete quello che si può ammirare nelle ore piccole all’aperto in una bella notte stellata estiva.
Da bambini disegnavamo il Sole con occhi e bocca. Ma chi ci ha detto che non è vero? Anche il Sole, infatti, ha una faccia: e questa estate abbiamo capito Perché il Sole ride!

Gabriele Giordano è il nostro più giovane partecipante al Carnevale. In una  breve uscita in barca ha trovato tanta fisica (e curiosità scientifiche) da raccontare. Recentemente a Gabriele ha avuto in regalo  un telescopio: queste sono le sue belle astrofotografie.

Irene non è una donna, ma uno dei fenomeni più distruttivi del pianeta: un uragano. Come viene assegnato il nome a un uragano? Contrariamente alle credenze popolari, gli uragani non hanno solo nomi femminili. Leggete qui e qui.
Paolo Pascucci ci parla del fenomeno che sta tenendo con il fiato sospeso gli americani (e New York) in questa estate del 2011. Crea un uragano: gioco interattivo su come si forma un uragano, con l’avallo, tiene a precisare Paolo,  dei Noaa.

Uragano Irene: mappa, animazione e filmato dallo spazio. con una buona mappa sul tragitto dell’uragano
una buona animazione e, soprattutto, una ripresa dall’alto dalla Stazione Spaziale Internazionale.

Durante i mesi estivi aumentano gli incidenti dovuti alle immersioni subacquee. Ma anche chi sale in alta quota non è esente da pericoli. Tutta “colpa” del biossido di carbonio. Meglio conosciuto come anidride carbonica. Ce ne parla  Palmiro Poltronieri in anidride carbonica disciolta nel sangue 

L’argomento dei fenomeni di pressione è molto gettonato questo mese, e dell’argomento scrive
Leonardo Petrillo,  che invia un contributo (concernente la trattazione di alcune situazioni, fenomeni, interrogativi (come il fatto che sussista la diminuzione della pressione), inerenti la fisica, che possiamo riscontrare in montagna, insieme ad alcune divagazioni sulla meccanica classica).  La fisica in montagna e non solo.


Popinga è il miglior connubio che si possa avere tra arte, letteratura e scienza. In  L’arte moderna e le realtà invisibili dimostra  come i primi decenni del ‘900 segnarono un forte legame tra le scoperte delle scienze fisico–matematiche e i movimenti letterari ed artistici d’avanguardia. Tra queste scoperte, che rivoluzionarono i tradizionali paradigmi con i quali si interpretava la realtà, vi furono i raggi–X (1895), la radioattività (1896, 1898), l’elettrone (1897) e la relatività (1905), che si andarono ad aggiungere alle onde elettromagnetiche e, in campo matematico, alle geometrie non euclidee e a quelle a n–dimensioni:  “Un mondo invisibile di forme ed energie proprio al di là del potere della percezione umana”  che costituì il paesaggio culturale senza il quale difficilmente si sarebbe espresso creativamente il modernismo.

Roberto Flaibani è il “tredicesimo cavaliere”: e per una curiosa coincidenza anche il tredicesimo autore di questo carnevale.

Il suo lungo cammino verso le stelle ci parla della progettazione del viaggio degno di una saga come quella di Star Trek, una missione tra le più impegnative del genere umano  dopo quella di Colombo alla scoperta delle Americhe e degli Apollo con il viaggio sulla Luna: lo studio e il progetto di una astronave per un viaggio interstellare.
Su Gravità Zero Walter Caputo ci accompagna in alcune riflessioni letterarie nate quando ha scoperto di avere un cugino scrittore.  Inattesi spunti scientifici in un testo di narrativa.
I commenti non si sono fatti attendere: dimostrazione di come la letteratura solletichi tutti i palati, come una pietanza cucinata con tutti gli ingredienti giusti.

Terminiamo qui, ringraziando tutti i partecipanti, con l’edizione in lingua spagnola, nata insieme a quella italiana grazie al blog Gravedad Cero, che porta a 10 i paesi nel mondo dove viene pubblicato il Carnevale della Fisica. Questo mese di Agosto 2011 l’edizione in lingua spagnola è ospitata dal blog di David Castro: Biounalm.

Il prossimo appuntamento con il Carnevale della Fisica viene ospitato da Annarita Ruberto su Scientificando.

Il tema scelto è “L’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo“. Un tema che mi rimanda nostalgicamente a due favolosi pionieri della divulgazione scientifica. No! Non erano scienziati ma designer: sono i coniugi Eames, e le loro realizzazioni sono alcune delle icone più belle del XX secolo. Ma il loro capolavoro divulgativo rimane Potenze di 10, un viaggio nell’infinitamente grande e nell’infinitamente piccolo alla scoperta della fisica.

Un video talmente popolare che perfino i Simpson lo adottarono in uno dei loro sketch.

E un invito, questo,  a partecipare tutti numerosi al prossimo Carnival e a proporre le vostre riflessioni.

Potete inviare i vostri contributi direttamente ad Annarita entro il 27 settembre 2011 ed eventualmente scrivere a [email protected] se vorrete ospitare una delle prossime edizioni del Carnevale.

Arrivederci al 30 settembre su Scientificando!

Il viaggio su Marte di un “curioso” che porta Torino sul pianeta rosso

Il viaggio su Marte di un “curioso” che porta Torino sul pianeta rosso

5 luglio 2011 | ,

Il Codice del volo di Leonardo volerà su Marte, con Curiosity, il robot della Nasa.  Il manoscritto, custodito alla Biblioteca Reale di Torino, rappresenta l’inizio della storia del volo.

Se vi siete commosssi guardando al cinema Wall-e, il lungometraggio d’animazione realizzato da Pixar Animation Studios in coproduzione con Walt Disney, verrete addirittura affascinati e trasportati da questa nuova missione della NASA che partirà nell’autunno del 2011.

Ma in più con un pezzo di Torino:  lo scienziato Charles Elachi, direttore del Jet Propulsory Laboratory (Jpl) di Pasadena, ha infatti annunciato nell’aula magna del Politecnico dove ha tenuto il primo seminario del ciclo “Space Robotics,  new technologies and frontiers”, che il 26 novembre 2011 il rover partirà verso il pianeta rosso e al suo interno un microchip con la copia scannerizzata del “Codice del volo” e dell’autoritratto di Leonardo (sempre custodito nella Biblioteca Reale di Torino).

Curiosity, questo il nome del rover, scenderà sul pianeta Marte nei primi mesi del 2012. E ci accompagnerà per i seguenti due anni (questo  è il suo periodo di vita previsto).

Ingrandite lo schermo e accendete l’audio e godetevi le immagini di questa eccezionale animazione: sarà come vivere con anticipo la missione di Curiosity  che,  dotato di 6 ruote, avrà le dimensioni di una vettura grande come una 500.
Uno dei suoi vantaggi sarà la distanza che riuscirà a coprire, grazie anche alla sua alimentazione nucleare, che al contrario dei pannelli solari dei suoi predecessori, non rallenterà la sua efficienza.

 

Per approfindire:

 

Il Sole a Torino: un workshop tra scienza e arte

Il Sole a Torino: un workshop tra scienza e arte

23 giugno 2011 | ,

Cosa potrebbe succedere se unissimo le competenze di un gruppo affiatato di esperti, tra cui un’astrofisico, un ingegnere ambientale, un eco-designer e due artisti, in un workshop basato sulla vita della nostra stella più vicina: il Sole? Un incontro aperto a un pubblico di ogni età per trarre da questa fonte inesauribile di energia il meglio per la nostra vita e la nostra salute psico-fisica, con un occhio di riguardo all’arte.

E’ quanto saremo invitati a pregustare Sabato 2 luglio il PAV (Parco Area Vivente di Torino), che per l’occasione ospiterà  Il sole di Torino, un workshop teorico e pratico condotto dall’artista Ettore Favini.

Il Sole a Torino


Ecco il programma della giornata:

10.00 – 13.00 / tavola rotonda:

  • – Milena Micono, astrofisica: il sole e le sue caratteristiche, un inquadramento scientifico
  • – Carlo Micono, ingegnere ambientale: l’uso del sole nelle applicazioni energetiche
  • – Ludovico Allasio, eco-designer: uso del sole per distillare l’acqua e per alimentare cucine
  • – Nikola Uzunovsky, artista: il progetto My sunshine (intervento via skype)
  • – Ettore Favini, artista: progetto I quarantotto soli

È prevista inoltre la proiezione di un video dell’artista Michelangelo Consani ispirato al tema delle cucine solari.

13.00 -14.00 / Pranzo condiviso

14.00 – 17.00 / laboratorio con attività di osservazione e sperimentazione dei fenomeni più comuni legati alla circolarità del sole adatti a un pubblico di tutte le età

Il percorso cognitivo attivato dal workshop si svilupperà in una serie di laboratori espressivi al PAV nei mesi seguenti, specialmente nel periodo estivo caratterizzato dalla massima intensità del sole.

Il sole di Torino darà il via al progetto artistico I quarantotto soli, una ricognizione annuale attorno alla stella “madre”, condotta da Ettore Favini anche con il supporto scientifico di un’equipe di specialisti: tracciando un calendario naturale di “avvistamenti”, il progetto si concluderà con una mostra personale e una pubblicazione nel 2012.

Nell’ambito del progetto I quarantotto soli, al PAV è stata posata, sabato 28 maggio, una postazione fotografica nel parco, a partire dalla quale – a intervalli di tempo regolari e stabiliti – verrà presa un’immagine dell’astro che scandisce il ritmo delle nostre giornate.

La sequenza di fotografie renderà visibile il percorso del sole nell’arco di un anno.

 

Il PAV è condotto in partnership con la Città di Torino, la Fondazione Torino Musei e AMIAT

Solstizio: proprio sicuri di entrare nell’Estate?

Solstizio: proprio sicuri di entrare nell’Estate?

21 giugno 2011 | ,

La parola solstizio viene dal latino “Solis statio”: fermata, arresto del Sole.
In parole povere: Bogia nen!

 

solstizio d'estateL’evento si verificherà alle ore 17,16 UTC, ovvero le 19,16 in Italia, di Martedì 21 Giugno: è l’inizio dell’Estate.

A quell’ora infatti il  Sole raggiungerà, nel suo moto apparente lungo l’eclittica, il massimo punto di declinazione  (la distanza angolare tra un punto della sfera celeste e l’equatore). Per dirla in parole più semplici, raggiungerà il punto più alto apparente nel cielo e il  giorno raggiungerà la sua massima durata.

MA SIAMO DAVVERO SICURI CHE STIAMO ENTRANDO NELL’ESTATE?

Astronomicamente è proprio il contrario. Dal 24 Giugno il Sole inizia infatti a superare il punto del solstizio. Dunque tra pochi giorni comincerà a percorrere archi sempre più decrescenti, anche se  impercettibilmente, sull’orizzonte.

Dunque mentre crediamo che cominci l’estate, in realtà l’altezza dell’arco del sole comincia a calare e a dirigersi verso le giornate autunnali.

LA BUFALA DI STONEHENGE

In questo periodo, come sempre ogni anno,  giornali e TV ci sfrangono a più non posso dei miti pagani legati alle pietre di Stonehenge, il monumento megalitico situato nel sud dell’Inghilterra che è meta di pellegrinaggi di vario genere.

E c’è chi cerca nell’allineamento delle pietre interventi soprannaturali o extraterrestri o conoscenze straordinarie dimenticate.
I fatti, però, smentiscono la precisione magica degli allineamenti che vengono “scoperti” oggi guardando la disposizione delle pietre, per una ragione molto semplice: le pietre di Stonehenge non sono più al loro posto originale (leggi qui).

LE COSE SI COMPLICANO

Il tempo con cui viene calcolato il Solstizio si chiama tempo coordinato universale (UTC):   quello di Londra per intenderci (meridiano di Greenwich).

Siccome siamo ad Est rispetto a Londra, ricadiamo nel tempo dell’Europa Centrale: +1 ora.

A questo bisogna aggiungere anche un’altra ora: l’ora legale estiva. Al nostro orologio saranno quindi le ore 19,16.

Rispetto all’orario dello scorso anno il solstizio avviene 5 ore, 48 minuti e 46 secondi dopo.  Una differenza che si accumula ogni anno.  Solo se l’anno solare avesse esattamente 365 giorni  avremmo un solstizio sempre alla stessa ora. Ma si dà il caso che la durata dell’anno sia di alcune ore più lunga.

Il nostro calendario non coincide, dunque, esattamente con l’anno terrestre. E’ per questo che vennero introdotti gli  anni bisestili.

Se non introducessimo 1 giorno (29 febbraio) ogni 4 anni  avremmo, nel giro di poco tempo, l’inizio dell’estate  in pieno inverno (a ottobre, novembre e dopo diversi anni a dicembre).

Il 2012 sarà bisestile. L’aggiunta di questo giorno ogni 4 permette di “portare indietro l’orologio” del nostro calendario, riallineandolo  col tempo del nostro pianeta.

L’anno prossimo avremo dunque il solstizio il 20 giugno.

L’intelligentone che introdusse gli anni bisestili (uno ogni quattro) fu, tanto per cambiare, un greco: Sosigene di Alessandria.

Pare che Giulio Cesare si sia rivolto a lui per l’elaborazione del calendario giuliano. E infatti il calendario viene chiamato Giuliano (in onore di Giulio Cesare).

Come sempre sono i politici che beneficiano delle scoperte altrui!

Il calendario Giuliano “sopravvisse” fino al 1582 fino a che Papa Gregorio XIII non introdusse la bolla papale Inter gravissimas e lo trasformò nel calendario che porta il suo nome, Gregoriano, che è quello ancora in vigore oggi.

La commissione di esperti che eseguì i calcoli per il nuovo calendario era  presieduta dal matematico bavarese Cristoforo Clavio. Ai lavori diedero un contributo decisivo il medico calabrese Luigi Lilio e il matematico perugino Ignazio Danti.

10 GIORNI CHE SCOMPARVERO DAI LIBRI DI STORIA

Una delle conseguenze maggiori fu la perdita di 10 giorni: si stabilì che il giorno successivo al 4 ottobre 1582 fosse il 15 ottobre. Con complicazioni inenarrabili per gli studenti dei paesi protestanti! Essi, infatti, introdussero il nuovo calendario molto più tardi negli anni: e nei libri di storia ancor oggi spesso vengono riportate entrambe le date chiamandole con il nome OldStyle e  New Style date.

Il povero Sir Isaac Netwon, ad esempio, ne fece le spese: non è raro infatti trovare la sua biografia con data di nascita il giorno di Natale del 25 dicembre del 1642 (ODT) mentre per il NSD egli nacque il 4 gennaio 1643!

AL PLANETARIO DI TORINO

A Torino, il solstizio d’estate si festeggia invece sognando di diventare astronauti.

Con la serata al Planetario insieme a Maria Antonietta Perino di Thales Alenia Space al Planetario.

Le serate al Parco Astronomico Infini.TO

Le serate al Parco Astronomico Infini.TO

18 giugno 2011 | ,

Presso il Parco Astronomico Infini.TO proseguono le conferenze aperte al pubblico al Planetario di via osservatorio 8, Pino Torinese (TO)

18 GIUGNO 2011
E OGNI TERZO VENERDì DEL MESE serata osservativa alla scoperta degli astri più belli sulle orme di Galileo Galilei. Lo staff di Infini.To vi guiderà mese per mese all’osservazione dei corpi celesti più affascinanti: Luna, pianeti, nebulose e galassie.

Prenotazione obbligatoria: a partire dal 1° giorno del mese in cui si desidera effettuare la serata osservativa (non si effettuano prenotazioni per i mesi successivi).
In caso di cattivo tempo la visione della volta celeste verrà riproposta all’interno della cupola del planetario.

 

La serie “I SEGRETI DEL CIELO” svela invece i misteri dell’Universo grazie alla presenta dei grandi esperti ospiti dell’osservatorio.

 

21 GIUGNO 2011 – ORE 19
L’uomo nello spazio: vita a bordo
Relatore: Maria Antonietta Perino – Thales Alenia Space
In pochi decenni l’uomo ha acquisito la capacità di utilizzare lo spazio attorno alla Terra e di esplorare l’Universo con sonde automatiche che si spingono sempre più lontano contribuendo ad aumentare la nostra comprensione del cosmo. Con la costruzione e l’utilizzo della Stazione Spaziale, si è sviluppata la capacità di realizzare grosse infrastrutture in orbita intorno alla Terra e di vivere e lavorare nello spazio per lunghi periodi di tempo. L’esplorazione – sia robotica che con l’uomo – della Luna e di Marte è la naturale evoluzione delle capacità acquisite in orbita attorno alla terra.

 

26 GIUGNO 2011 – ORE 18.30
Panspermia: la vita è arrivata dallo spazio
Relatore: Mario Di Martino – Osservatorio Astronomico di Torino
Ultimo appuntamento dedicato a uno dei più affascinanti campi di ricerca che vede coinvolta non solo l’astronomia, ma anche la biologia. Una ricerca volta a rispondere a uno dei più grandi quesiti dell’uomo: esistono altri pianeti simili alla nostra Terra, ma soprattutto esiste la possibilità di trovare nell’Universo le cosiddette “fasce di abitabilità”?

Prenotazione consigliata.

 

 

CARAMELLE DI SCIENZA è infine l’appuntamento che tutti i sabato e domenica (ore 15 e 16) presenta ai bambini da 3 a 7 anni giochi scientifici divertenti e coinvolgenti.
Hai mai fatto canestro su un altro pianeta? Hai mai giocato con il Sistema Solare? Quali sono le forme degli oggetti celesti? Giochi scientifici che permettono ai bambini dai 7 ai 10 anni di scoprire l’Universo divertendosi. Attraverso il Gioco Simbolico il bambino tratterà un oggetto come se fosse qualcosa di diverso. Semplici forme potranno allora diventare un razzo, un pianeta o una stella.

Per informazioni e prenotazioni: Parco Astronomico, tel. 011 8118640
dal martedì al venerdì 10-17; sabato e domenica 10-19
[email protected]www.planetarioditorino.it

 

Visita anche il sito  www.settimanedellascienza.it

 

Eclissi totale di Luna: in diretta dall’osservatorio di Pino Torinese

Eclissi totale di Luna: in diretta dall’osservatorio di Pino Torinese

15 giugno 2011 | ,

Foto montaggio eclissi di Luna

Questa sera l’Italia diventerà, anche per l’osservatore più distratto, un enorme teatro all’aperto. Confidando nell’assenza di  nuvole, lo spettacolo che va in scena dalle 21 alle 23 è l’eclissi totale di Luna, una delle più lunghe osservate negli ultimi anni: quasi due ore di osservazione.

Qui una simulazione dell’osservatorio G.D.Cassini di Perinaldo  (video).

Consigliamo di attendere almeno le 22.00 per ammirare il culmine dell’eclissi: sarà il momento più coinvolgente, in cui vedremo la Luna “tingersi” di rosso.

Le eclissi di Luna si hanno quando Sole, Luna e Terra sono allineati tra loro e il nostro satellite si interpone tra il Sole e noi.

Nonostante siano fenomeni abbastanza frequenti (se ne verificano almeno uno all’anno), le eclissi totali sono eventi astronomici relativamente rari da osservare dal nostro Paese e per questo risulta il più spettacolare dell’anno.

QUANTO DIVENTA ROSSA LA LUNA?

E’ l’atmosfera del nostro pianeta, che diffonde nello spazio i raggi del Sole, a conferire il colore rosso alla Luna durante le esclissi totali.
Questa volta il colore rosso della Luna potrebbe però non essere tutta colpa e solo dell’eclissi. Per due motivi.
Il primo è che la Luna questa sera sarà bassa sull’orizzone. Come il Sole all’alba o al tramonto anche la Luna diventa rossa quando è in queste condizioni, ma questo non ha  assolutamente nessuna relazione  con l’eclissi. Il secondo motivo è dovuto alla presenza di tre vulcani in eruzione (in Islanda, in Sud America e in Etiopia). Le polveri che vengono sollevate  potrebbero aumentare la rifrazione degli strati più alti dell’atmosfera e fare apparire la Luna più rossa di quello che è normalmente in questi casi.

COME SI OSSERVA L’ECLISSI?

Meglio andare in un luogo lontano dalle luci della città: in aperta campagna o in montagna. Per osservare la Luna in eclissi non servono strumenti particolari, a occhio nudo si può ammirare tranquillamente  il fenomeno. Ma se si ha la possibilità di dotarsi di un  semplice binocolo lo spettacolo è assicurato.

Se non potete allontanarvi da casa, una ottima possibilità è quella offerta dal Planetario di Pino Torinese, con il progetto Astronomia in Rete, che vi permette di vedere  in diretta streaming video l’eclissi sul sito astro.csp.it.

Grazie agli apparati installati da CSP in collaborazione con l’Osservatorio Astronomico di Luserna San Giovanni, e alla rete sperimentale a banda larga HPWNet, infatti, l’intera eclissi totale può essere seguita online all’indirizzo http://astro.csp.it, o, per i fortunati che si sono assicurati un posto, a InfiniTO, il Planetario di Torino, dove lo stesso filmato verrà proiettato e commentato in diretta da personale esperto.
In caso di condizioni meteorologiche avverse il fenomeno è nuovamente previsto il 10 dicembre, quando l’eclissi si verificherà nuovamente in Italia (anche se parziale).
Astronomia in rete, il Living Lab di CSP realizzato con il sostegno di Regione Piemonte, è stato pensato per sperimentare le potenzialità della rete a banda larga, favorendo la divulgazione scientifica in ambito astronomico.
Gli Osservatori Astronomici di Luserna San Giovanni, Alpette e l’istituto Nazionale di Astrofisica di Pino Torinese sono infatti in rete tra loro per lo scambio di immagini astronomiche e la promozione di eventi di osservazione del cielo, anche nelle scuole.

 

Per approfondire:

http://astro.csp.it/content/aspettando-leclisse
http://astro.csp.it/content/eclisse-di-luna-il-15-giugno

Riviste: Orione, Stelle, Coelum

Il sito UAI: Unione Astrofili Italiani

Pulsar: La web TV  dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica)