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Festival 2017 Teatro & Scienza: “Il Sole e le altre stelle”

Festival 2017 Teatro & Scienza: “Il Sole e le altre stelle”

15 settembre 2017 |

Prende le mosse da un riferimento dantesco, “il sole e l’altre stelle” (qui il pieghevole – PDF), l’argomento del Festival 2017 di “Teatro e scienza” che quest’anno si occupa di Astronomia e Astrofisica: due scienze che da sempre hanno il potere di affascinare l’uomo, ponendolo di fronte alla vastità dell’infinito e ai suoi misteri.

La Direzione Artistica è sempre affidata all’ex-matematica, ora drammaturga, Maria Rosa Menzio, impegnata nella diffusione della scienza con varie modalità espressive.

L’edizione 2017 sarà la decima, si svolgerà a Torino e sarà così strutturata:

– Una grande mostra d’arte su 28 astronome da 4500 anni fa a oggi;
– 16 spettacoli sull’Astronomia con artisti italiani e stranieri;
– 16 seminari di approfondimento.

Come di consueto, “Teatro e Scienza” si propone di portare al pubblico emozione, meraviglia e lo stupore che i nostri avi sentivano davanti al cielo stellato.

Verranno presentati 4 spettacoli su Astronomi, 3 spettacoli ricavati da trattati scientifici, 2 spettacoli da testi classici, 2 spettacoli per ragazzi, 2 sull’ambiente, 1 anatomia di oggetto scientifico (telescopio), 2 spettacoli “tangenti” l’Astronomia.

Questa scienza, nel Festival 2017, sarà declinata in gran parte al femminile, facendo conoscere agli spettatori le vicende di Mileva Maric, prima moglie di Einstein, Valentina Tereskova, prima donna astronauta, o quelle di studiose le cui vicende hanno rivoluzionato il cammino dell’Astronomia (Emilie du Chatelet, Annie Jump Cannon, Margaret Burbidge, Carolina Lucretia Herschel, Cecilia Payne Gaposchkin, Jocelyn Bell Burnell).

In apertura, sarà allestita presso il Palazzo della Regione Piemonte la grande mostra d’arte sulle “SIGNORE DEL CIELO”, 28 grandi astronome dai tempi dell’antica Babilonia ai giorni nostri, interpretate da pittori e scultori contemporanei. La mostra presenterà dipinti, bassorilievi e sculture che illustrano le scoperte di queste scienziate, talvolta le ritraggono; inoltre saranno esposte le tavole dei cieli disegnate dalle stesse Astronome.

Come scrive il Presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, si tratta di <Un progetto che getta un “ponte” tra due culture, Scientifica ed Umanistica, ovvero tra razionalità ed emotività, per creare quella “Terza Cultura” di cui i promotori del Festival Teatro e Scienza si sentono ambasciatori e cantastorie. Dopo gli spettacoli, cattedratici ed esperti del settore saranno protagonisti di seminari nei quali verranno date tante risposte alle domande del pubblico, che mi auguro sarànumeroso come nelle scorse nove edizioni, attratto dalla scienza raccontata con recitazione, musica dal vivo, danza, e cinema>.

Sentiremo parole di scienza tratte dai testi originali di grandi scienziati come Galileo, Einstein, Omar al Khayyam. Parleremo anche di Padre Giovanni Boccardi, proprio nell’Osservatorio di  Pino Torinese che egli stesso fondo nei primi anni del ‘900. E poi Shakespeare e i suoi versi sulle stelle; tre spettacoli per ragazzi, commedie sull’ambiente e sulla scoperta delle onde gravitazionali.

Il punto di forza del Festival “Teatro e Scienza” è l’interdisciplinarietà degli spettacoli: scienza condita con recitazione, musica dal vivo, danza, cinema e lo story-telling per gli spettacoli presi da trattati, in modo da rendere la meraviglia della scienza, proprio come si fa imparando una lingua nuova.

Si percorrerà un cammino tra dimore storiche e architetture recenti, testimoniando così l’importanza di Torino e del suo territorio metropolitano come contenitore culturale di “Teatro e Scienza” e quindi della terza cultura.

Tutti gli spettacoli sono gratuiti    

www.teatroscienza.it

Ecco il programma completo degli spettacoli:

26 Settembre 2017 h 18 – Torino, Palazzo Regione: “ALTRA META’ DELLA RELATIVITA’” Compagnia LaRibalta (Novara)

4 Ottobre 2017 h 15 – Coazze (TO), Palafeste: “BRILLASTELLA” (nonni e bambini) Compagnia IlNaufragarM’èDolce   (Roma)

5 Ottobre 2017 h 11 – Pecetto (To) Chiesa Batù: “I RACCONTI del PICCOLO PRINCIPE” (ragazzi) Compagnia Liberipensatori Paul Valer

11 Ottobre 2017 h 17 – Torino, Cavallerizza Reale: “VA TUTTO BENE” Compagnia Causa (PORTOGALLO)

14 Ottobre 2017 h 21 – Pino Torinese, INFINI*TO – Planetario: “CAJKA 7050” Compagnia Mo-Wan (Livorno)

17 Ottobre 2017 h 21 – Torino, Teatro Vittoria: “IL POMARIO MAGICO” Produzione “Teatro e Scienza”

19 Ottobre 2017 h 11 – Beinasco, Chiesa S.ta Croce: “CAVOLI CHE STORIA!”  (ragazzi) Compagnia Liberipensatori Paul Valery

24 Ottobre 2017 h 21 – Torino, Aula Magna Chimica: “IL MULINO” Compagnia Compagni di Viaggio

27 Ottobre 2017 h 16 – Pino Torinese, Osservatorio: “PADRE BOCCARDI” Produzione “Teatro e Scienza”

4 Novembre  2017 h 21 – Pino Torinese, INFINI*TO – Planetario: “Questo tetto maestoso di fuochi dorati” Comp. “Il Mulino di Amleto”

7 Novembre 2017 h 19 – POLITECNICO TO: “UN TELESCOPIO TUTTO PER SE’” Compagnia Pacta dei Teatri (Milano)

9 Novembre 2017 h 21 – Torino, Teatro Vittoria: “SIDEREUS NUNCIUS” Produzione “Teatro e Scienza”

15 Novembre 2017 h 19 – POLITECNICO TO: “IL CINGUETTIO DI EINSTEIN” Compagnia Arditodesio/Jet Propulsion Theatre (Trento)

16 novembre 2017 h 17 – Torino, Palazzo Campana: “OMAR” Produzione “Teatro e Scienza”

27 Novembre 2017 h 17 – Torino, Villa Tesoriera: “FAIT MAIN” Compagnia Theatre Diagonale di Lille (FRANCIA)

30 Novembre 2017 h 21 – Aula Magna Fisica: “ANATOMIA DI UN TELESCOPIO” di e con Vittorio Marchis e percussioni.

Per il perseguimento dello storico obiettivo di “Teatro e Scienza” ogni spettacolo sarà seguito da un seminario: 8 tenuti da cattedratici, 3 da esperti dell’INAF, 1 da un esperto dell’INFN, 1 da un’ingegnera aerospaziale, 3 da divulgatori scientifici.

Molti spettacoli rimandano uno all’altro, da “Un telescopio tutto per sé” ad “Anatomia di un telescopio”, da “L’altra metà della Relatività” a “Padre Boccardi” (direttore dell’Osservatorio Astronomico di Pino Torinese a inizio ‘900) che alla relatività non credeva, da “Va Tutto Bene” a “Il cinguettio di Einstein”, dal “Sidereus Nuncius”, tratto dagli scritti di Galileo con le sue osservazioni alla Luna e ai satelliti di Giove a “IL MULINO”, che parla della precessione degli equinozi, dove l’uni-verso viene descritto, anche attraverso i miti, in tutta la sua grandiosità, spaziale e temporale (vd. ad esempio, il ciclo di 26.000 anni).

MARTEDì 26 settembre 2016 

Torino, Regione Piemonte, P.za Castello 165, Sala Mostre
ore 18 Spettacolo “L’ALTRA META’ DELA RELATIVITA’”
ore 19,15 Seminario “Chimica Relativistica”

L’ALTRA META’ DELLA RELATIVITA’

Di Sara Urban
Con Tazio Forte (fisarmonica) e Sara Urban (voce)
Regia di Alessia Gennari, Compagnie LattOria e Laribalta (NO)

La storia umana e personale di un grande scienziato, insieme a complesse teorie scientifiche di portata innovativa e all’imprescindibile ruolo assunto all’interno della storia della scienza.

Sentiremo parlare delle idee di Einstein (andare a cavallo di un’onda sonora che viaggia insieme a un’orchestra, superarla, voltarsi e vedere i musicisti muti; oppure andare a cavallo di un raggio di luce con i suonatori, superarli, voltarsi, e vedere che i musicisti non ci sono più, anzi, vedere se stessi bambini). Cosi, con il linguaggio semplice della narrazione teatrale, si parla di alcune fra le complesse questioni scientifiche che interessarono il lavoro di Einstein: dalla natura della luce, alla relatività di spazio e tempo, al legame fra massa ed energia. E non è solo la scienza ad emergere tra i temi affrontati nello spettacolo, ma più ampie questioni storiche: in particolare, la vicenda biografica della scienziata Mileva Marić, compagna di studi e prima moglie di Einstein, fa riflettere sul ruolo della donna all’inizio del XX secolo e sul complesso legame fra istruzione, cultura e femminismo.

MERCOLEDI’ 4 OTTOBRE  

PALAFESTE, COAZZE
Ore 15 SPETTACOLO BRILLASTELLA
Ore 16 Seminario “Guarda in alto!” 

BRILLASTELLA  (per ragazzi)
di Emanuela Bolco, con Emanuela Bolco e Chiara Casarico
Compagnia “Il naufragar m’ è dolce” –  ROMA

Lo spettacolo vuole raccontare in maniera ironica ed interattiva i principi base dell’astronomia. Si tratta del viaggio di una stella che lascerà la sua nube-madre Coccon per conoscere l’universo, incontrando sulla sua strada diversi e bizzarri personaggi, le Costellazioni, la stella supergigante Rossa, le Pleiadi, il re Sole, i mostruosi Buchi Neri…

Lo spettacolo vuole essere corretto dal punto di vista scientifico e desidera lasciare libero spazio alla fantasia dei bambini dando una voce e un corpo a quei puntini luminosi chiamati stelle e a quei disegni sui libri detti pianeti, in modo da renderli più vicini e comprensibili.

Si racconterà, in modo simpatico e divertente, con leggerezza ma non con superficialità, quell’incredibile mondo di cui tutti, sia piccoli che grandi, subiamo il fascino, forse proprio perché possiamo ammirarlo solo a testa in su.

Dalla pietra al mouse: Co-evoluzione di uomini e strumenti

Dalla pietra al mouse: Co-evoluzione di uomini e strumenti

1 giugno 2017 |

Il Comune di Cavour, in collaborazione con il progetto Experimenta e il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, presenterà dal 6 giugno al 30 luglio, presso L’abbazia di Santa Maria di Cavour, la mostra antropologica intitolata “Dalla pietra al mouse”, esperienze di archeologia sperimentale per tutti, realizzata da International Survival Association e Experimenta.

L’evento si inserisce in un progetto di alternanza scuola-lavoro che vede coinvolti i comuni di: Cavour, Pinerolo e Saluzzo, le associazioni “Anno Mille”, I.S.A. , “Collegamenti”, e UNITRE Cavour. Fanno parte del progetto anche gli istituti: LiceoG.B. Bodoni di Saluzzo – Itituto Soleri Bertoni di Saluzzo – IIS M. Buniva di Pinerolo – Liceo scientifico “Maria Curie” di Pinerolo – Liceo G. F Porporato di Pinerolo.
La mostra, attraverso un percorso sull’evoluzione della tecnologia, porrà in evidenza quegli strumenti che, protesi elaborate dagli esseri umani per vivere e sopravvivere, hanno segnato un taglio netto tra la preistoria e la storia, scandendo il passaggio dalla sopravvivenza alla produzione di utensili via via sempre più sofisticati, dalla pietra al legno, arrivando fino al mouse e alle innumerevoli innovazioni digitali, di cui continuiamo a servirci nella vita di tutti i giorni.
Mostra: Dalla pietra al mouse – Co-evoluzione di uomini e strumenti

Periodo: 6 giugno – 30 luglio2017

Inaugurazione: martedì 6 giugno ore 18

Sede: Abbazia S. Maria di Cavour, Museo Archeologico di Caburrum – Via Saluzzo, 72 – Cavour (TO)

Orari: dal martedì al venerdì su prenotazione per i gruppi, sabato e domenica dalle 15 alle 18 per tutti. Ingresso libero

www.mrsntorino.it/cms/calendario/Eventi/1362-dalla-pietra-al-mouse

A Torino si aprono le “Settimane della Scienza”

A Torino si aprono le “Settimane della Scienza”

12 maggio 2017 |
Dopo gli incontri ormai trentennali dei GiovedìScienza, parte questo ms un  fitto calendario di attività diffuse su tutto il territorio piemontese tornano a maggio e giugno con Le Settimane della Scienza, alle quali partecipa anche Gravità Zero in qualità di Media Partner. Qui il programma completo
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settimane della scienza
Per l’edizione 2017 più di 40 enti tra Istituti, Musei e organizzazioni che si occupano di ricerca e diffusione della cultura scientifica (e non solo) concorrono  con le proprie proposte a costruire, un fitto palinsesto che per 2 mesi coinvolgerà il pubblico di tutte le età, a Torino e in Piemonte: mostre, conferenze, workshop, porte aperte, dibattiti, laboratori, visite guidate e spettacoli teatrali ai maggiori centri di ricerca del territorio. Per info e prenotazioni: Tel 011 8394913 [email protected]
SABATO 13 E DOMENICA 14 MAGGIO SPAZIO MRF CORSO SETTEMBRINI 164 TORINO – ORARI: SABATO 10/24 – DOMENICA 10/20 INGRESSO LIBERO –  QUI IL PROGRAMMA
NOVITÀ DI QUESTA NUOVA EDIZIONE: due  proposte che occuperanno per un intero fine settimana lo Spazio MRF di Corso Settembrini, ex area logistica degli stabilimenti Fiat di Mirafiori, un luogo simbolo per la città industriale che torna a vivere con SCIENZA IN FABBRICA e A BIT OF HI(STORY)
Da sempre Torino è una città prevalentemente manifatturiera, attraversata da innovazioni tecnologiche e scientifiche che l’hanno trasformata in un polo di sviluppo del territorio piemontese. In questo contesto l’appuntamento del 13 e 14 maggio sarà un occasione di incontro tra il pubblico, i luoghi che hanno caratterizzato lo sviluppo torinese e le discipline che trasversalmente sono state investite da questi cambiamenti.
Sarà un intenso week end in collaborazione con musei, enti di ricerca e associazioni del territorio che, attraverso la proposta di laboratori, exhibit interattivi, spettacoli teatrali, conferenze coinvolgerà un  pubblico di tutte le età, con una particolare attenzione al pubblico giovanile. Un viaggio alla scoperta delle scienze della vita e delle tematiche ambientali, per capire e apprendere strategie e “buone pratiche” a sostegno della qualità della vita di domani.
Per i più piccoli “Le Mirabolanti avventure del dottor Burger” (sabato 13 alle ore 20.30 e domenica 14 alle ore 10) curiosità stupore e divertimento: ingredienti perfetti per scoprire la scienza! 

Per grandi e piccini sarà presente il CAM di Edu Iren che racconterà in modo giocoso la raccolta differenziata, tutti potranno cimentarsi con il  mega cruciverba ambientale o giocare  a “Io mi rifiuto! L’incastro che fa la differenza!” imparando con l’aiuto dei ragazzi del Centro Scienza e di Edu Iren a riconoscere i vari tipi di rifiuti e a conferirli in modo corretto.
Accanto al CAM verranno esposti alcuni mezzi di raccolta e spazzamento messi a disposizione da Amiat.
Sabato 13 e domenica 14 dalle ore 15 alle ore 19 sarà presente del personale Amiat che spiegherà ai presenti il funzionamento e l’utilizzo dei mezzi esposti e per i più curiosi sarà possibile accedere all’interno dei mezzi.
Domenica 14 ore 18 lo spettacolo teatrale “Cellule fate scienza” di e con Mariella Fabbris, al pianoforte Ilaria Schettini, video Mimmo Dicosta. Tutti gli appuntamenti su www.settimanedellascienza.it
Per la seconda edizione di A Bit of History, organizzata dal MuPIn Museo Piemontese dell’Informatica,  una esposizione con Il meglio delle collezioni di computer storici da tutta Italia, oltre 70 espositori privati e non. Dedicato alle ragazze under 15 l’hackathon, una gara tra sviluppatori (domenica 14 dalle 9 alle 18) organizzato da IBM che mette in palio 3 giorni di full immersion in IBM.
Nello spazio conferenze più di venticinque relatori di fama nazionale e internazionale affronteranno tematiche legate al mondo dell’informatica e alle nuove tecnologie. Per citare alcuni ospiti: sabato 13 Giorgio Metta, Gastone Ciuti, Vito Fernicola, modera Patrizio Roversi (ore 18), Sydney Padua (ore 21) domenica 14 Paolo Attivissimo (ore 14),  Alessandro Apreda “Doc Manahattan (ore 15.30). Tutto il programma completo su www.abitofhistory.it

L’evento rientra nella programmazione de Le Settimane della Scienza che sono ideate e organizzate da Associazione CentroScienza Onlus,con il sostegno della Compagnia di San Paolo, il contributo di: Regione Piemonte, Iren e Smat. Con il patrocinio della Città di Torino e della Città Metropolitana di Torino. L’iniziativa si svolge nell’ambito del Sistema Scienza Piemonte. In collaborazione con oltre 40 enti e istituzioni del territorio piemontese.


Collaborazioni:
a cura dell’Associazione CentroScienza Onlus in collaborazione con:
Museo Nazionale del Cinema di Torino, MAcA – Museo A come Ambiente, MRSN – Museo Regionale di Scienze Naturali, Xkè? Il Laboratorio della Curiosità, Iren, MuPIn Museo Piemontese dell’Informatica, Osservatorio Astrofisico di Torino, Associazione Subalpina Mathesis, Associazione ToScience, Ecomuseo Alessandro Cruto, Festival dell’Innovazione e della Scienza di Settimo. Dipartimenti dell’Università di Torino: Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi NICO, Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche, Ospedale San Luigi Gonzaga, Dipartimento di Biotecnologie Molecolari e Scienze per la Salute, Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi DBIOS, Scuola Universitaria Interfacoltà in Scienze Motorie, Dipartimento di Informatica, Dipartimento di Matematica “Giuseppe Peano”, ASTUT – Archivio Scientifico e Tecnologico dell’Università di Torino, MBC- Molecular Biotechnology Center.

Dalla valvola allo smartphone 
a cura di MuPIn Museo Piemontese d’Informatica in collaborazione con:
Opere Scelte, Esocop, Fondazione Natale Cappellaro, Tecnologicamente Amici-Laboratorio Museo Ivrea, Museo dell’Informatica Funzionante, Museo interattivo Archeologia Informatica, Firenze Vintage Bit, Re.Bit Magazine, Vintage64, RetroAcademy, Bit Story.it, Fondanzione Ultramundum, AllGoRhythm, Dipartimento di Informatica Università di Torino, Istituto Superiore “Mario Boella”, Associazione CentroScienza, Liceo Artistico “Renato Cottini”, IIS “A.Avogadro”, ITIS Pininfarina, Dipartimento di Informatica Università di Torino, Synesthesia Srl.

 Qui il programma delle Settimane della Scienza 2017 
A due imprenditrici di Api Torino il Premio Bogianen 2017

A due imprenditrici di Api Torino il Premio Bogianen 2017

4 maggio 2017 |

Prima dobbiamo spiegare ai “non torinesi” il significato del termine “bogia nen“. Letteralmente “non ti muovere“, è un soprannome popolare che si riferisce ai piemontesi e che rimanda a un temperamento caparbio, capace di affrontare le difficoltà con fermezza e determinazione. L’espressione viene però spesso confusa con una traduzione letterale che rimanderebbe invece a una presunta passività troppo succube e prudente. Non è così! L’espressione ebbe origine dalle gesta dei soldati sabaudi durante la battaglia dell’Assietta, un significativo episodio della Guerra di successione austriaca che ebbe luogo il 19 luglio 1747. In quell’occasione, 4.800 soldati austro-piemontesi si trincerarono dietro muri a secco per fermare l’avanzata di 40.000 francesi. Vista la situazione disperata, lo stato maggiore inviò un messaggio al comandante piemontese, conte Giovanni Battista Cacherano di Bricherasio, con l’autorizzazione a ritirarsi su posizioni più favorevoli. Secondo l’aneddotica dell’epoca, Bricherasio rispose in piemontese con la frase: «Dite a Turin che da sì nojàutri i bogioma nen» (“Dite a Torino che noi da qui non ci muoviamo”). Il risolversi dell’impari battaglia a favore degli austro-piemontesi fece in modo che quella frase diventasse un motto popolare molto diffuso e la parola “bogianen” usata per indicare i piemontesi, con riferimento alla loro testardaggine e risolutezza.

Dunque il Premio Bogianen 2016 è di altissimo valore e  quest’anno verrà assegnato a Giovanna Politano Boschis e Giuseppina Donda Alemani a Torino Incontra, il Centro Congressi della Camera di commercio di Torino, che festeggia quest’anno la ventunesima edizione del premio  Lunedì 8 maggio, alle ore 18.00 (via Nino Costa, 8 Torino), annuale riconoscimento che premia i piemontesi, di nascita o di adozione, che si sono distinti nel corso della propria vita o della propria carriera.

Passione, dedizione al lavoro, rilancio del territorio e del tessuto sociale: sono queste le motivazioni che hanno condotto alla scelta dei premiati. La cerimonia sarà condotta da Bruno Graglia, Presidente di Torino Incontra, alla presenza delle autorità locali.

Si tratta del riconoscimento della maestria e della passione di cui le imprenditrici di APID – API Torino sono validi esempi per tutti. Il Premio Bogianen è infatti l’annuale riconoscimento per i piemontesi, di nascita o di adozione, che si sono distinti nel corso della propria vita o della propria carriera.  Passione, dedizione al lavoro, rilancio del territorio e del tessuto sociale: sono queste le motivazioni che hanno condotto alla scelta dei premiati.

In particolare, la motivazione del riconoscimento per Giovanna Politano Boschis recita: “Per aver compreso l’importanza della formazione aziendale, aver valorizzato la cultura del “fare impresa” al femminile contribuendo allo sviluppo delle pari opportunità e per il suo ruolo di donna imprenditrice nell’azienda di famiglia”.

Mentre Giuseppina Donda Alemani vince il Premio “per aver ‘inventato’ negli anni ’70 la Grande Distribuzione Specializzata nel settore della cancelleria e forniture per ufficio e per averla trasformata, anticipando le mode e i cambiamenti, in una raffinata multi boutique di grandi firme”.

La partecipazione è libera sino ad esaurimento dei posti in sala.

6ª edizione Premio GiovedìScienza per la comunicazione scientifica

6ª edizione Premio GiovedìScienza per la comunicazione scientifica

24 aprile 2017 |

Piemonte, Lazio, Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna, Campania, Toscana, Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Puglia, Trentino Alto-Adige: c’è tutta la ricchezza del patrimonio della ricerca italiana nelle 77 candidature raccolte dal Premio Giovedì Scienza, il riconoscimento per la comunicazione scientifica che – giunto alla sesta edizione – ha esteso per il primo anno la call ai ricercatori under 35 di tutta Italia.

Un comitato di 110 referee ha selezionato in base al merito scientifico la rosa dei dieci finalisti che accedono alla fase conclusiva del Premio, la competizione. I finalisti hanno a disposizione6 minuti e 40 secondi per esporre il loro progetto di ricerca e conquistare due severissime Giurie: quella Tecnica, composta da esperti del panorama scientifico-divulgativo, e quella Popolare, composta da 5 classi delle scuole superiori.

Maggiori informazioni sul sito ufficiale www.giovediscienza.it

Festa della Matematica 2017: il 3 marzo in gara gli studenti di Torino e Provincia 

Festa della Matematica 2017: il 3 marzo in gara gli studenti di Torino e Provincia 

22 febbraio 2017 |

La matematica?  Può diventare persino un gioco. E in parte lo è, se viene appresa in modo semplice, con la capacità di renderla comprensibile. E può anche diventare la base per una gara, una vera e propria competizione tra studenti, con squadre che vogliono cimentarsi, per gioco, con numeri, problemi e rompicapo.

Anche quest’anno si svolge la “Festa della Matematica”, giunta ormai all’edizione numero 14.   E’ una gara a squadre tra le scuole di Torino e provincia, ma aperta anche a istituti scolastici di altre regioni italiane e, soprattutto, al pubblico, per tutto coloro che vorranno cimentarsi nella grande gara dei numeri che ormai è diventata un appuntamento tradizionale per Torino.

La “Festa della Matematica”, è organizzata dall’Associazione “Mathesis”, e realizzata con il supporto della Compagnia di San Paolo, e si svolgerà nella giornata di venerdì 3 Marzo.                                                                                                               Le squadre vincitrici si aggiudicheranno la partecipazione alla fase nazionale delle “Olimpiadi a squadre di matematica”, che si svolgeranno poi a Cesenatico in primavera.

Molti gli istituti scolastici che vi prendono parte: nella scorsa edizione, del 2016, vi hanno partecipato (un record), circa 1.200 studenti di licei e istituti tecnici di Torino, Piemonte e Liguria.

L’evento si inserisce nell’ambito delle “Olimpiadi della Matematica”, la cui partecipazione rappresenta anche l’obiettivo principale delle scuole vincitrici della “Festa” che si svolge all’8 Gallery di Torino, che è aperta a tutte le scuole e a tutti i cittadini interessati.

La giornata del 3 marzo, sarà, come per tradizione, ricca di appuntamenti. Si comincia al mattino: presentazione delle attività (ore 9,30), da parte dei professori Franco Pastrone (Presidente Associazione Subalpina Mathesis, e membro Accedemia delle Scienze), e Giorgio Pudello (Dirigente Scolastico Liceo Cattaneo), e con la partecipazione dell’Assessore Regionale Gianna Pentenero.

Dalle 10 alle 11,30 nel multisala UCI Cinemas, si terrà la conferenza del professor Pastrone, dal titolo “La guerra a Marte. La rivoluzione del 1609. Le orbite di Keplero”.

Si prosegue (ore 11,30), sempre all’UCI Cinemas, con la conferenza “Esperimenti matematici”, a cura del matematico e professore Albrecht Beutelspacher.

In contemporanea, nella corte della ristorazione ci sarà il tradizionale “mercatino delle idee” (realizzato in collaborazione con AIF, Associazione Insegnanti di Fisica), con gli esperimenti e gli exibit a cura degli studenti della scuole.  E poi, nel pomeriggio, a partire dalle ore 14, via alle gare, sia per le scuole che per il pubblico, sulla grande rampa elicoidale del Lingotto, con la full immersion nella vera e propria competizione tra numeri, formule ed equazioni.

Alle ore 17, la premiazione delle prime scuole classificate e la consegna del Premio Perlasco e della Coppa Gatteschi.

Tutte le informazioni si possono trovare sul sito ufficiale della Festa della Matematica

www.festadellamatematica.it , e sulla pagina facebook dell’evento.

Maggiori informazioni, sul sito ufficiale dell’evento   www.festadellamatematica.it

 

Si ringrazia Antonio Lo Campo per le informazioni sull’evento

Come parleremo nel 2050?

Come parleremo nel 2050?

10 gennaio 2017 | ,

Creature vive, che ogni giorno si plasmano e rinnovano con l’evolversi di costume, letteratura, tecnologia e delle relazioni tra popoli. Sono le lingue parlate, protagoniste con la loro vitalità del primo appuntamento del nuovo anno di GiovedìScienza. Vitalità che si misura nella capacità di assorbire parole straniere, magari adattandole, e neologismi introdotti dalle innovazioni tecniche e scientifiche: ingredienti che negli ultimi anni portano a dei cambiamenti più veloci che mai.

Come parleremo quindi nel 2050? Lo scopriremo con il Presidente dell’Accademia della Crusca Claudio Marazzini, professore di Storia della lingua italiana all’Università del Piemonte Orientale, giovedì 12 gennaio alle 17:45 al Teatro Colosseo (a Torino, in via Madama Cristina 71).

La diffusione dei nuovi mezzi di comunicazione e delle applicazioni social di Internet, i grandi flussi migratori che caratterizzeranno questo secolo, i nuovi comportamenti, le tendenze demografiche che vedono il declino numerico degli italiani e l’aumento schiacciante dei cinesi, degli indiani e delle popolazioni arabe, l’affermarsi di un basic english d’uso comune: sono tutti elementi che stanno modificando profondamente la lingua del nostro paese. Il prof. Marazzini spiegherà come l’obiettivo non sia conservare a tutti i costi le parole che ci hanno tramandato secoli di letteratura, ma di interpretare il nuovo corso e orientare in modo culturalmente consapevole la formazione della lingua italiana che si parlerà nei prossimi decenni.

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

Programma completo e diretta streaming su: www.giovediscienza.it

Claudio Marazzini

Claudio Marazzini

Claudio Marazzini – Presidente dell’Accademia della Crusca e professore di Storia della lingua italiana all’Università del Piemonte Orientale.

Nato nel 1949, prima di diventare professore ordinario all’Università del Piemonte Orientale, ha insegnato nelle università di Macerata (1988-1993) e Udine (1994-1997), oltre a tenere corsi di linguistica all’estero (Università di Losanna). Poco dopo aver assunto la presidenza dell’Accademia della Crusca, la più prestigiosa autorità linguistica del nostro paese, è diventato noto al grande pubblico per aver apprezzato la parola “petaloso” coniata da un bambino delle scuole primarie. Autore di libri e saggi di linguistica dedicati a Faldella e a Manzoni, nel tempo libero è un appassionato astrofilo.

A Torino l’ambasciatore della Bielorussia incontrerà le PMI

A Torino l’ambasciatore della Bielorussia incontrerà le PMI

17 novembre 2016 |
L’Ambasciatore della Repubblica di Belarus (Bielorussia) in Italia S.E. Alexsandr Evgenievich Guryanov, sarà questa settimana in visita a Torino; nel corso del suo soggiorno l’Ambasciatore ha chiesto di poter incontrare i vertici di API Torino, l’Associazione delle Piccole e Medie Imprese di Torino e Provincia, e le imprese che dell’Associazione fanno parte.
L’incontro permetterà di approfondire quali opportunità di partnership e di sviluppo commerciale si prefigurano per le nostre imprese verso la Repubblica di Belarus. In termini di scambi commerciali, il 2015 ha visto importazioni di beni e servizi italiani da parte del mercato bielorusso per un valore economico quasi 5 volte superiore alle loro esportazioni.
All’attenzione della Bielorussia sono in particolare i settori: macchinari e attrezzature ad alta tecnologia, food and beverage, sostanze chimiche, medicinali e attrezzature per uso medico.
La visita è programmata venerdì 18 novembre, alle ore 15.00 presso la sede di API Torino.
In vista dell’incontro, è possibile approfondire la situazione della Bielorussia con la Scheda su “Cooperazione economica e commerciale, investimenti”
Le imprese interessate a partecipare all’evento, devono segnalare la loro presenza alla segreteria di Presidenza e Direzione di API Torino (011.4513281/245)
Nel 2015 il valore del commercio di merci con l’Italia ha raggiunto $ 766,7 mln (35,3% del valore registrato nel 2014). Le esportazioni verso l’Italia erano pari a $ 130,1 mln (12,9% del valore registrato nel 2014).
La maggior parte delle importazioni dall’Italia è composta dai macchinari ed attrezzature di alta tecnologia, sostanze chimiche, medicinali e attrezzature per uso medico che la Repubblica di Belarus non produce. In comparazione con l’anno precedente l’importazione di merci italiani è calata del 45,4% e nel 2015 era pari a $ 636,6 mln.
Nel 2015 il valore del commercio di servizi con l’Italia ha raggiunto $ 56,9 mln (85,1% del valore registrato nel gennaio-dicembre 2014). Le esportazioni verso l’Italia erano pari a $34,2 mln o 74,2 % del volume nel 2014. La maggior parte delle esportazioni consisteva in servizi di trasporto ($21,5 mln). Le importazioni di servizi dall’Italia sono aumentate a $22,6 mln (109,1% del valore registrato nel 2014). Il saldo positivo per la Repubblica di Belarus era pari a $7,1 mln.
Nel 2015 nell’economia bielorussa sono pervenuti gli investimenti italiani per un totale di $28,8 mln ($38,6 mln nel 2014), di cui $28,7 mln investimenti diretti (diminuiti del 20,2% rispetto al 2014) e $4,5 mln – investimenti diretti “puliti” (18,4% rispetto al 2014).
L’Italia fa parte dei paesi più presenti nella Repubblica di Belarus per il numero delle società miste e imprese a partecipazione straniera. Secondo i dati del Ministero della Giustizia della Repubblica di Belarus, all’inizio del 2016 nel Registro Statale Unificato delle persone giuridiche e imprenditori individuali risultano iscritte 204 persone giuridiche in attività, costituite con la partecipazione dei soggetti della Repubblica Italiana, di cui 17 sono state iscritte nel 2015.
Vittorino Andreoli ai GiovedìScienza: la gioia di vivere dalla fatica di vivere al ben d’essere

Vittorino Andreoli ai GiovedìScienza: la gioia di vivere dalla fatica di vivere al ben d’essere

16 novembre 2016 |
Un matrimonio che non funziona, un figlio difficile, un abbandono, un lavoro insoddisfacente.
Sono situazioni che fanno male, ma che si possono superare.

“Da psichiatra mi occupo principalmente di matti, ma nel corso degli anni è aumentato il fascino per il comportamento e le relazioni che i cosiddetti normali hanno nella società”.
Riconquistare la nostra gioia di vivere è possibile. Per ottenere questo scopo, si deve sviluppare e applicare una scienza precisa, definita con il neologismo “bendessere”, una disciplina che interessa l’essere umano nella sua totalità e interezza, attraverso corpo mente e relazioni.
GIOVEDÌ 17 NOVEMBRE 2016 h 17.45
LA GIOIA DI VIVERE
Dalla fatica di vivere al ben d’essere

VITTORINO ANDREOLI
psichiatra e scrittore
Teatro Colosseo
Via Madama Cristina, 71 TORINO

INGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI

Potete seguire in diretta l’evento su twitter a partire dalla ore 17.45 con hashtag #GS31

31ª EDIZIONE DI GIOVEDÌSCIENZA 

Ha 31 anni ma non li dimostra, con le sue 700 ore di spettacolo, i 442 incontri, 510 i conferenzieri coinvolti e un pubblico che ha superato il mezzo milione.
Dal 17 novembre al 16 marzo, 13 appuntamenti per scoprire le nuove frontiere della ricerca spaziale, dell’intelligenza artificiale o della terapia genica contro il cancro, ma anche lasciarsi incuriosire e affascinare da matematica, geometria e paleontologia.


SCARICA L’OPUSCOLO DEI GIOVEDÌSCIENZA 

Il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino a EuromineralExpo

Il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino a EuromineralExpo

23 settembre 2016 |

euromineralexpo torino Da numerosi anni è in corso la collaborazione fra il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino e la mostra-mercato mineralogica Euromineralexpo, importante rassegna del settore giunta nel 2016 alla sua 45a edizione. L’“area culturale” presente all’interno del padiglione offre, di volta in volta, a istituzioni scientifiche e ad associazioni culturali significative occasioni di approfondimento su vari temi di scienze naturali, tra cui in particolare la valorizzazione di collezioni o di aree di specifico interesse dal punto di vista mineralogico.

Una selezione di 44 campioni mineralogici fra i più importanti ed estetici della collezione Falco verrà esposta nell’area tematica del 45° EuromineralExpo di Torino che si terrà al PalaAlpitour (Corso Sebastopoli 123, Torino) dal 30 settembre al 2 ottobre 2016.

Il pubblico potrà ammirare cristalli particolarmente appariscenti tra cui alcuni campioni di berillo var. smeraldo e var. acquamarina, varie rodocrositi ed ancora azzurrite, benitoite, elbaite, vanadinite, quarzo, ecc.

Il monossido di Carbonio: un gas pericoloso che dobbiamo imparare a conoscere

Il monossido di Carbonio: un gas pericoloso che dobbiamo imparare a conoscere

11 settembre 2016 |
È di poche ore fa la notizia che a Novara, una fuga di monossido di carbonio proveniente dalle cantine del palazzo ha costretto all’evacuazione 35 famiglie ed al ricovero in ospedale di due persone.
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Che cosa è
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Il monossido di carbonio assume particolare rilevanza tra gli inquinanti prodotti dalla combustione. E’ un gas tossico, incolore, inodore, insapore e non irritante che, senza ventilazione adeguata, può raggiungere concentrazioni elevate. Si produce per combustione incompleta di qualsiasi materiale organico, in presenza di scarso contenuto di ossigeno nell’ambiente. Per le sue caratteristiche può essere inalato in modo subdolo ed impercettibile, fino a raggiungere nell’organismo concentrazioni letali. Il CO presente nell’aria degli ambienti confinati proviene principalmente dal fumo di tabacco e da fonti di combustione non dotate di idonea aspirazione (radiatori portatili a kerosene e a gas, caldaie, scaldabagni, caminetti e stufe a legna o a gas). Il monossido di carbonio può anche prove- nire dall’esterno quando il locale si trova annesso ad un garage o ad un’autofficina o in prossimità di strade con intenso traffico veicolare. Nelle abitazioni, in condizioni normali, i livelli sono com- presi tra 1,5 e 4,5 mg/m3. In presenza di processi di combustione, quali sistemi di riscaldamento e di cottura o di fumo di tabacco, e inadeguata ventilazione, le concentrazioni interne possono supe- rare quelle esterne e raggiungere livelli sino a 60 mg/m3. Durante l’inverno nelle abitazioni posso- no verificarsi concentrazioni superiori a quelle esterne e livelli di inquinamento elevati si riscontra- no più frequentemente in edifici vecchi, specie se abitati da famiglie a basso reddito.
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Effetti sulla salute

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Il monossido di carbonio (CO) inalato si lega con l’emoglobina, una proteina presente a livello dei globuli rossi e deputata al trasporto dell’ossigeno, formando la carbossiemoglobina (COHb). Tale legame è molto più stabile (circa 200-300 volte) di quello formato tra emoglobina ed ossigeno, in questo modo il CO impedisce il normale trasporto dell’ossigeno ai tessuti periferici, determinando effetti tossicologici di diversa entità. Per concentrazioni ambientali di CO inferiori a 5 mg/m3, corri- spondenti a concentrazioni di COHb inferiori al 3%, non si hanno effetti apprezzabili sulla salute, negli individui sani, mentre in pazienti con affezioni cardiache, anche basse concentrazioni possono provocare una crisi anginosa. A concentrazioni maggiori si verificano cefalea, confusione, disorien- tamento, capogiri, visione alterata e nausea. Concentrazioni particolarmente elevate possono cau- sare coma e morte per asfissia. La severità delle manifestazioni cliniche da intossicazione da CO dipende dalla sua concentrazione nell’aria inspirata, dalla durata dell’esposizione e dalle condizioni di salute delle persone coinvolte. Particolarmente suscettibili sono gli anziani, le persone con affe- zioni dell’apparato cardiovascolare e respiratorio, le donne in stato di gravidanza, i neonati ed i bambini in genere. Circa l’80% dei casi di avvelenamento da CO rilevati dai Pronto Soccorso, si veri- fica tra le mura domestiche. In Italia le statistiche ufficiali più recenti riportano 500-600 morti l’an- no, di cui circa i 2/3 per intossicazione volontaria. Tali cifre sicuramente sottostimano la vera entità del fenomeno poichè molti casi di intossicazione, soprattutto quelli accidentali o i casi non mortali, non vengono correttamente diagnosticati e registrati. Molto si è discusso sull’esistenza di un qua- dro di intossicazione cronica da CO. In alcuni soggetti esposti per lungo tempo all’assorbimento di piccole quantità dell’inquinante, è stata descritta una sintomatologia caratterizzata da astenia, ce- falea, vertigini, nevriti, sindromi parkinsoniane ed epilettiche, aritmie, crisi anginose.
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Misure per ridurre l’esposizione
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La corretta informazione della popolazione generale sulla pericolosità del monossido di carbonio rappresenta il punto centrale nella prevenzione degli effetti dannosi causati da questo pericoloso agente tossico, soprattutto nei periodi a maggiore rischio, come durante i mesi invernali.
Gli impianti di riscaldamento devono essere sottoposti ad una regolare manutenzione da parte di personale specializzato.  I motori degli autoveicoli vanno tenuti spenti negli spazi chiusi.  I sistemi di cottura, progettati per l’utilizzo all’aria aperta non devono essere usati all’interno di spazi chiusi.
L’uso di apparecchiature rivelatrici della presenza di CO può essere incoraggiato, ma non deve essere considerato una alternativa ad una appropriata manutenzione degli impianti.
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Normativa
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La progettazione, la installazione, la manutenzione ed il collaudo del sistema di combustione devono rispettare quanto previsto dalle disposizioni legislative e regolamentari vigenti in materia di sicurezza degli impianti ed in particolare il Decreto 22 gennaio 2008, n. 37, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all’interno degli edifici. (GU Serie Generale n.61 del 12-3-2008), come pure le norme tecniche di sicurezza dell’Ente Italiano di Unificazione (UNI) e del Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI). I soggetti abilitati rilasciano al committente idonea dichiarazione della messa in opera, secondo “le regole dell’arte” e di conformità degli impianti alla normativa vigente.
Gaudenzio Cattaneo: un protagonista del 900 novarese

Gaudenzio Cattaneo: un protagonista del 900 novarese

29 agosto 2016 |

Mi è capitato nei giorni scorsi tra le mani un’interessante pubblicazione di Gianfranco Quaglia, noto giornalista del quotidiano “La Stampa”,  dal titolo significativo  “ L’ ingegnere” .  Questo libro mi ha fatto ricordare Gaudenzio  Cattaneo, perché l’ingegnere  del volume  è  proprio lui, e soprattutto, rivedendo la presentazione della sua attività politica, mi ha fatto emergere tratti molto significativi della sua personalità. Parlare di lui, dopo qualche anno dalla sua morte, permette di ricordare il personaggio, in modo particolare il suo pensiero sociale, perché nella sua attività ha sempre avuto davanti lo sviluppo sociale della comunità nella quale ha operato, in particolare in quella novarese e piemontese. Il tempo del resto cancella tutti gli aspetti marginali, per lasciare solo ed esclusivamente i tratti più significativi di un personaggio. Devo dire che, nonostante che il tempo cancelli impietoso gli eventi umani ciò che resta dell’ing. Cattaneo non è poco, né di scarsa importanza.

La sua biografia di amministratore: cenni

Non ritengo opportuno parlare in questa sede del Cattaneo imprenditore molto conosciuto nel suo settore,perché richiederebbe troppo spazio. Desidero parlare qui del Cattaneo amministratore pubblico e desidero mettere in evidenza le linee fondamentali del suo servizio pubblico.  Egli, amministratore profondamente cattolico, vive,  negli anni che vanno dal quaranta al novanta del 900, il suo impegno sociale nelle fila della Democrazia Cristiana, di quella Democrazia Cristiana, che tanto ha dato, e questo è un giudizio condiviso dagli storici, per la ricostruzione dell’ Italia dopo la seconda guerra mondiale.

Molte sono le tracce dell’attività di Gaudenzio Cattaneo a cominciare dal suo incarico di assessore ai lavori pubblici nel 1951 al comune di Novara.Un impegno che  ci permette di scoprire la sua visione urbanistica e territoriale: Novara non deve essere isolata dal contesto, magari bloccata dalla ferrovia, che la attraversa proprio nel centro storico. Per questo è necessario progettare  e costruire sottopassi e cavalcavia. Grazie a questa impostazione oggi la città non è divisa né isolata. L’intuizione di Cattaneo mette in evidenza una sua idea chiave: una comunità urbana deve potersi sviluppare senza particolari limitazioni, che possono derivare da infrastrutture certamente importanti, ma che nello stesso tempo corrono il rischio di creare vincoli  e disagi per gli abitanti.

Cattaneo Ha però altre intuizioni: come sindaco di Stresa (ricopre questo incarico ininterrottamente dal 1956 al 1970) coglie l’importanza del turismo legato alla cultura, in particolare con la cultura musicale. Stresa, durante il suo mandato di sindaco diventa certamente un significativo centro culturale, perché Cattaneo fa di Stresa una località a dimensione non solo europea, ma anche internazionale. Le settimane musicali della città del Lago Maggiore, con l’impulso anche imprenditoriale del suo sindaco, sono da allora giudicate evento d’eccellenza a livello mondiale. Tra l’altro Stresa si attrezza per essere anche una comunità organizzata da un punto di vista delle infrastrutture. Con il nuovo Palazzo dei congressi è in grado infatti di mettere a disposizione delle istituzioni l’ambiente per convegni ad alto livello.

Presidente della provincia di Novara: università ed autostrada Voltri-Sempione

L’attività di Cattaneo come amministratore non si chiude a Stresa. L’ingegnere lascia infatti la carica di sindaco, perché destinato dal suo partito a ricoprire la carica di presidente della Provincia di Novara, quando questa andava da Trecate nella bassa novarese fino alle valli dell’Ossola, con una lunghezza di circa  centotrenta chilometri. Il suo impegno come presidente, che comunque crede nella integrità del territorio provinciale e difende questa integrità contro i sostenitori della divisione nelle attuali due province, è concentrato su due obiettivi: la creazione dell’università a Novara e la realizzazione sul territorio novarese di un tratto dell’autostrada Voltri-Sempione. Raggiunge tutti e due gli obiettivi, anche se per lui questo è un periodo (1970- 1975) delicato per problemi di salute non da poco.

L’università

L’ing. Cattaneo, guardando la realtà novarese, avverte l’esigenza che questo territorio sia dotato di un’università, con almeno due facoltà: ingegneria e medicina. Arriva a questa conclusione, partendo  da un postulato: l’ università ha un particolare valore se è legata al territorio, nella quale viene insediata ed opera. Il presidente della provincia vede due strutture, che possono legarsi all’università, l’ istituto tecnico industriale Omar e  l’ Ospedale Maggiore della Carità. Il primo, che prepara certamente molto bene gli studenti come periti pronti ad entrare nell’ambito delle strutture industriali meccaniche con invidiate competenze, può essere il bacino, dal quale prendere gli allievi per ingegneria. L’altra istituzione, che è in Piemonte ospedale di quadrante, ha bisogno di nuovi laureati in medicina e nello stesso tempo può offrire ampi spazi per le esercitazioni di laboratorio. Di tutto questo suo modo di  vedere le questioni ho un ricordo anche molto personale. Nel luglio del 1972 siamo insieme a Roma per una vertenza al Ministero del Lavoro una serie di valutazioni e condividiamo, che riguarda la Rossari e Varzi, industria tessile presente anche nella zona novarese in grave crisi. Dopo l’incontro di mezzogiorno con il neo titolare del ministero, il sen. Coppo, andiamo a pranzo insieme. In questa circostanza parliamo di università a lungo, condividendo una serie di valutazioni, che rafforzano le sue convinzioni.

Tra l’altro lo incoraggio a perseverare e gli garantisco anche il mio appoggio, perché all’epoca non solo sono assessore al comune di Trecate, ma sono anche vice-segretario provinciale della DC, quindi nello stesso partito, anche se in correnti diverse. Riconoscendo  il valore delle sue idee e delle sue convinzioni, appoggerò da questo momento in tutte le sedi le sue tesi. In questa occasione nasce un rapporto di stima, che durerà tutta la vita.

Cattaneo sa superare tutte le difficoltà e oggi l’università di Novara  in lui ha un padre, che deve essere riconosciuto e ringraziato come tale. E’ opportuno aggiungere qualcosa in più: la tenacia di Cattaneo per l’insediamento universitario a Novara produce effetti anche più ampi. Se esiste infatti l’università del Piemonte Orientale e quindi se esistono le sedi di Alessandria e Vercelli, il merito di favorire questi sviluppi è da collegarsi all’impegno di Cattaneo, che lottando per Novara, produce vantaggi anche alle altre città.

Novara e l’autostrada Voltri Sempione.

La presidenza Cattaneo va ricordata anche per un altro grande risultato, che rappresenta la realizzazione di un suo sogno. Egli parte infatti dalla convinzione che per Novara è garantita una significativa presenza geografica solo se la provincia è coinvolta da una serie di collegamenti internazionali. L’occasione viene per la provincia di Novara nel momento in cui si incomincia a discutere di un asse autostradale idoneo a collegare Voltri, quindi il porto di Genova, con il mare del Nord, quindi il porto di Amburgo in Germania.In questo momento una serie di istituzioni piemontesi e lombarde tentano di modificare le ipotesi di tracciato per recuperare a proprio favore i vantaggi del tracciato. Solo l’ostinata intelligenza di Gaudenzio Cattaneo riesce a garantire un risultato, che assicura alla provincia di Novara e del VCO un percorso autostradale di grande valenza europea. Quando oggi un  novarese percorre questa autostrada  e raggiunge in fretta l’ossola deve rivolgere un pensiero di gratitudine a Cattaneo, che pone con il suo lavoro di presidente della Provincia le premesse per dare ad un altro novarese, Franco Nicolazzi, ministro dei Lavori Pubblici la possibilità di realizzare l’opera con le caratteristiche, quelle volute dal Cattaneo, che oggi presenta.

Considerazione finale

Quanto resta oggi di Gaudenzio Cattaneo, come politico ed amministratore pubblico,  è molto importante. Per lui  parlano le sue opere. E’ infatti per tanti aspetti un fulgido esempio di impegno, basato su una solida preparazione culturale e professionale. Modello dunque da prendere come esempio in un mondo dove preparazione e competenza diventano sempre di più caratteristiche e valori non prioritari.

Franco Peretti
Docente Università Popolare degli Studi di Milano

WREC e PIEC, gli elettrocardiogafi indossabili al Salone del Libro di Torino

WREC e PIEC, gli elettrocardiogafi indossabili al Salone del Libro di Torino

6 maggio 2016 |
Il 15 maggio prossimo potrà essere testato al Salone Internazionale del Libro – presso lo stand del Politecnico di Torino (Bookstock Village – pad.5)
Un orologio da polso (WREC, Wrist Ecg) che, una volta indossato, consente al soggetto di farsi da solo l’ECG semplicemente toccando con la mano destra il dispositivo, per 10 secondi; una “pillola tascabile” (PIEC, Pill Ecg) che accostata al polso può dare lo stesso risultato.
Entrambi i dispositivi si connettono a uno smartphone e all’app Android “ECG Sensor APP”, un sofisticato software che raccoglie ed elabora i dati del dispositivo, li visualizza, li memorizza e li ritrasmette via email al cardiologo che potrà disporre di dati su un’interfaccia grafica semplice e intuitiva.
In sintesi funzionano così: i due dispositivi diagnostici, come uno smartwatch che permette di monitorare aritmie, fibrillazioni atriali e altre problematiche cardiache in tempo reale e a costi contenuti (si stima intorno ai 100-150 euro) a portata di “cittadino”.
Oggi, 22 aprile, nasceva a Torino il Premio Nobel Rita Levi-Montalcini

Oggi, 22 aprile, nasceva a Torino il Premio Nobel Rita Levi-Montalcini

22 aprile 2016 |
Proprio il 22 aprile nasce a Torino anche una bambina, che sarebbe anni dopo diventata una grande scienziata italiana, Rita Levi-Montalcini, insieme alla sorella gemella Paola.
Come tutte le bambine di inizio secolo Rita, Paola e la sorella Anna crescono in un Italia che si sta evolvendo, ma dove essere donna voleva dire avere un ruolo sociale definito di madre, moglie e donna di casa.
rita_paola_levi-montalcini
Ma Rita si ribella a questi cliché imposti dalla società e contro ogni imposizione e anche contro la volontà del padre a vent’anni ottiene il diploma di maturità classica.
La domanda che vi pongo è questa: “oggi quanti di voi sarebbero disposti a lottare contro tutto e tutti per rivendicare ciò in cui credete?”.
La risposta non è semplice ma già da qui si mettono in luce le doti di questa giovane donna con le idee chiare: impegno, tenacia, ottimismo, voglia di imparare e curiosità.

“Dico ai giovani: non pensate a voi stessi, pensate agli altri. Pensate al futuro che vi aspetta, pensate a quello che potete fare e non temete niente. Non temete le difficoltà: io ne ho passate molte, e le ho attraversate senza paura, con totale indifferenza alla mia persona.”

Le parole di Rita Levi-Montalcini rispecchiano la forza di questa donna che dopo la maturità prosegue gli studi iscrivendosi alla scuola di Medicina di Giuseppe Levi, prima suo professore e in seguito amico e collaboratore. E così iniziano i suoi studi sul Sistema Nervoso Centrale, che come lei stessa ha definito “l’universo che è dentro ciascuno di noi. C’è forse un altro tema più interessante? Scoprire il funzionamento della mente!. Il cervello spiega tutto. Bisogna partire da qui. Il nostro modo di comportarci è più emotivo che cognitivo”.
E sicuramente di emozioni deve averne provate tante: nel 1936 ottiene la Laurea in medicina e chirurgia con il massimo dei voti, e a distanza di pochi anni scoprirà il significato dell’esilio in periodo fascista. Nel 1938 Mussolini pubblica “il Manifesto per la difesa della razza”, Rita, di fede ebraica, non rientra negli “accademici Italiani di razza ariana” che meritano un lavoro e un avanzamento di carriera. Si rifugia in Belgio, dove ospite dell’Università di Bruxelles continua le sue ricerche sul sistema nervoso.
Non ha più nulla, ma rientrata a Torino nel 1940, non si perde d’animo e si costruisce in casa un vero e proprio laboratorio. Continua i suoi studi accompagnata dall’amico Levi e non smette mai di lottare per ciò in cui crede: la scienza.
Nel 1941 i bombardamenti della seconda guerra mondiale la costringono ad andar via da Torino. Nel 1943 vivrà in clandestinità a Firenze dove diviene medico presso il quartier generale Anglo-Americano assegnata al campo dei rifugiati di guerra provenienti dal Nord Italia.
È qui che Rita capisce che questo non può essere il suo lavoro: troppo dolore umano e lei come medico non riesce a trovare il giusto distacco emotivo da tutto quel dolore.
Rita Levi-Montalcini ha solo 34 anni. Eppure ha dovuto abbandonare amici, famiglia, lavoro, e ha dovuto combattere contro pregiudizi, ostilità incontrando dolore e cercando di fare ciò in cui aveva sempre creduto: aiutare il prossimo, pensare agli altri prima che a se stessa.
La vita scorre, la seconda guerra mondiale finisce e gli studi di Rita Levi continuano senza sosta.
Nel 1947 Rita riceve un importante incarico dal Dipartimento di Zoologia della Washington University e quello che doveva essere un breve intervallo di studi americani si trasforma in più di 30 anni di attività e incarichi americani.
Ma è nel culmine della sua carriera che nel 1986 ottiene il premio Nobel per la medicina.
Il premio Nobel è un’onorificenza di portata mondiale, attribuita annualmente a persone che si sono distinte nei diversi campi dello scibile, «apportando considerevoli benefici all’umanità», per le loro ricerche, scoperte ed invenzioni, per l’opera letteraria, per l’impegno in favore della pace mondiale.
Viene all’unanimità considerato come l’encomio supremo dell’epoca contemporanea.
Il premio le viene assegnato per un importante scoperta sulla crescita delle cellule nervose del sistema nervoso centrale (fattore NGF).
Nella motivazione del Premio si legge: «La scoperta del NGF all’inizio degli anni cinquanta è un esempio affascinante di come un osservatore acuto possa estrarre ipotesi valide da un apparente caos. In precedenza i neurobiologi non avevano idea di quali processi intervenissero nella corretta innervazione degli organi e tessuti dell’organismo».
Anche in questa occasione Rita si dimostra essere una persona generosa e attenta agli altri; infatti devolve una parte del premio alla comunità ebraica per la costruzione di una nuova sinagoga a Roma.
Ma la generosità non si ferma qui ed è storia dei giorni nostri: nel 1992 ha istituito assieme alla sorella gemella Paola, la Fondazione Levi-Montalcini, rivolta alla formazione ed all’educazione dei giovani, nonché al conferimento di borse di studio a giovani studentesse africane a livello universitario (progetto “Un convitto per le ragazze Tuareg”), con l’obiettivo di creare una classe di giovani donne che svolgano un ruolo di leadership nella vita scientifica e sociale del loro paese, nella convinzione che:
“Solo con l’istruzione è possibile sconfiggere l’ignoranza”.
Alla domande della giornalista Concita de Gregorio dell’ “Unità”perché donne e perché Africa, Rita Levi risponde così:
“Perché guardi che cosa abbiamo fatto in Africa, dagli anni del colonialismo in poi. Guardi come l’abbiamo violentata e usata. Distrutta. Una tragedia spaventosa. Abbiamo preso le loro ricchezze e speculato sulle debolezze che abbiamo contribuito a creare. Abbiamo molto da restituire, molto risarcimento da pagare. In istruzione, certo. L’unica salvezza possibile per le genti di ogni luogo è l’accesso alla cultura».
E perché le donne?

«Perché le donne hanno sempre dovuto lottare doppiamente. Hanno sempre dovuto portare due pesi, quello privato e quello sociale. Le donne sono la colonna vertebrale delle società. Pensi al nostro Occidente. Ho appena scritto un libro dedicato ai ragazzi, l’ho pubblicato con una casa editrice per giovani. Ne sono fiera. L’abbiamo intitolato “Le tue antenate”. Parla di donne pioniere. Quelle che hanno dovuto lottare contro pregiudizio e maschilismo per entrare nei laboratori, che hanno rischiato di vedersi strappare le loro fondamentali scoperte attribuite agli uomini, che si sono fatte carico della famiglia e della ricerca. Lei conosce Emily Noether, la fondatrice dell’algebra moderna?»

E voi la conoscete? E chissà quante altre donne illustri e importanti nel mondo delle scienze rimarranno nell’oscurità soltanto perché fanno bene una cosa: il loro lavoro con impegno, ricerca e sacrificio quotidiano ma senza voler ostentare o “pubblicizzare” nulla di tutto ciò.
E sono certa che molte donne, di scienza e non solo, hanno visto in Rita Levi-Montalcini il simbolo della forza delle donne, di chi di fronte alle difficoltà e al dolore va avanti nelle sue convinzioni, con indipendenza, ottimismo, impegno e voglia di lavorare.
Oggi a 102 anni, la Senatrice Rita Levi-Montalcini è per tutte noi un esempio di ciò che significa combattere per ciò in cui si crede, nonostante gli obblighi sociali, morali e religiosi.
E se questo viene perseguito con onestà e sacrificio, con le nostre possibilità, le nostri doti e la nostra bravura raggiungeremo il i più bel premio della vita: rendere il nostro mondo migliore, per noi e per gli altri.
Ecco perché i premi che Rita Levi-Montalcini ha ricevuto in questi anni non possono essere che un grazie da parte di tutti noi a quello che lei ha fatto per rendere il nostro mondo migliore:
è stata nominata senatore a vita dal presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, il 1° agosto del 2001.
Oltre al premio Nobel, ha ricevuto numerosi altri riconoscimenti fra i quali cinque lauree honoris causa: dall’Università di Uppsala, dal Weizmann Institute di Israele, dalla Saint Mary University e dalla Constantinian University (USA), dalla Università Bocconi (Milano).
Ha vinto inoltre il Premio internazionale Saint-Vincent, il premio Feltrinelli e il premio Albert Lasker per la ricerca medica.
Il 22 gennaio 2008 è stata insignita della laurea specialistica honoris causa in biotecnologie industriali presso l’Università Bicocca di Milano.
Il 30 settembre 2009, per i suoi studi sul sistema nervoso, ha ricevuto il Wendell Krieg Lifetime Achievement Award, riconoscimento internazionale istituito dalla più antica associazione internazionale dedicata allo studio del sistema nervoso, il Cajal Club.
Mi piace pensare che tutto questo Rita Levi-Montalcini l’ha costruito senza tecnologie e con la sola passione e forza di volontà ma, nonostante ciò, sia comunque una donna di spirito, ironica e aperta alle novità.
Ecco come risponde ad alcune domande di Concita De Gregorio:
Se avesse potuto frequentare più assiduamente un uomo del suo tempo su chi avrebbe fatto cadere la scelta?

«Ma non c’è dubbio. Albert Einstein. Il segreto della creatività risiede nella curiosità, nella mente che rimane bambina, diceva. Un grande insegnamento. Restare bambini. Oltretutto (ride) anche Einstein appartiene alla cosiddetta razza inferiore…come me».

Qual è stata a suo parere la più grande invenzione o scoperta del secolo? Un farmaco? Uno strumento di diagnosi?

 

«Ma no, è stata senza dubbio Internet. L’informatica. I nuovi Magellano dell’era digitale. La comunicazione globale. Ma come mai mi chiede questo, lei non usa Internet?».

ClaudioPasqua
Resp. Ufficio Stampa Ass.ne Rita Levi-Montalcini
Gli Studenti dell’Università di Torino incontrano le Aziende della Silicon Valley

Gli Studenti dell’Università di Torino incontrano le Aziende della Silicon Valley

4 marzo 2016 |

Anche quest’anno il Dipartimento di Informatica in collaborazione con Aizoon, La storia nel Futuro, Italiani di frontiera e ICxT organizza il Silicon Valley Study Tour, per dare la possibilità agli studenti dell’Università di Torino, di incontrare le aziende di maggior rilievo della Silicon Valley come Facebook, Google, IBM, VMWare, Microsoft e molte ancora.

Le conferenze del SVST 2016 si svolgeranno nelle seguenti date:

7 Marzo 2016 – 14-16
Paolo Marenco, tutor del tour, e Roberto Bonzio, giornalista e supporter del proprio marchio Italiani di Frontiera, presenteranno i ragazzi e le aziende che grazie a questa iniziativa, sono riusciti a sviluppare la loro idea, creare una startup o ad incrementare il proprio business.

14 marzo 2016 – 14-16
Carlo Capello, in collegamento Skype dalla SV con Lorenzo Tassone e Mirko Bretto racconteranno la loro avventura in California dove hanno realizzato startup di successo come ProxToMe e Alyte.

21 marzo 2016 – 14-16
Loris Degioanni, CEO di Sysdig, in diretta da Davis (CA), Andrea Sciano’ (Sysdig) e Stefano Pistillo (Clickmail marketing) parleranno di: storie parallele dal Silicon Valley Study Tour. Lavorare da Torino per aziende della Silicon Valley.
Il SVST è un progetto che nel corso degli anni ha visto crescere la sua importanza e la sua visibilità all’interno di aziende e Università italiane, garantendo a studenti e aziende, di allargare la propria visione e di sviluppare le proprie idee con maggiore facilità. Gli studenti che sono interessati a partecipare al concorso di selezione, dovranno partecipare a tutte le conferenze e successivamente intervenire sull’omonimo blog (Blog SVST) raccontando le loro opinioni in seguito all’incontro settimanale. Il proprio curriculum e l’attenzione prestata nelle conversazioni sul blog, garantirà a chi parteciperà, di essere selezionato da una giuria e finanziato da un azienda così da ottenere la possibilità di partire per un periodo che va da settimana a 3 mesi per la Silicon Valley.

Per info:
[email protected]
Tel. +39 011 6706831
www.siliconvalleystudytour.com