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SDL Centrostudi ha un nuovo Presidente: l’ex magistrato Piero Calabrò

SDL Centrostudi ha un nuovo Presidente: l’ex magistrato Piero Calabrò

15 ottobre 2015 |

Il dott. Piero Calabrò lascia l’incarico in magistratura per occuparsi a tempo pieno di illeciti bancari in difesa dei correntisti e a fianco della più importante società di settore.
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Piero Calabrò - SDL Centrostudi

Avv. Piero Calabrò | SDL Centrostudi

Brescia  – L’Assemblea degli azionisti di SDL Centrostudi S.p.A., società specializzata nell’analisi dei contenziosi con il sistema finanziario-bancario,  dopo aver ringraziato il Presidente uscente Dott. Pierfelice Minoia per il lavoro svolto a favore della Società ha provveduto alla nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione per il triennio 2015-2018 che risulta così composto: Piero Calabrò, Sandro Musso e Pierfelice Minoia che mantiene anche la carica di Direttore Commerciale.

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La carica di Presidente viene assunta dal dott. Piero Calabrò che, lasciata la carica di Magistrato e Giudice del Tribunale di Lecco, pone la sua nuova attività di Legality Manager al servizio di SDL Centrostudi S.p.A.

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Nato a Desio (MI) da madre lombarda e padre calabrese, Piero Calabrò, dopo il liceo scientifico a Monza, si iscrive all’Università degli Studi di Milano e contemporaneamente ottiene un incarico triennale presso un primario istituto bancario nazionale. Questa prima esperienza di lavoro fornirà i primi stimoli ad occuparsi dei fenomeni e delle problematiche operative del sistema bancario. Laureatosi giovanissimo a 23 anni in Giurisprudenza, fa il suo ingresso in magistratura ad appena 25 anni, diventando nel 1979 il più giovane magistrato italiano e prestando giuramento durante la storica Presidenza della Repubblica di Sandro Pertini. In magistratura si è quasi sempre occupato del settore civile (con una prestigiosa escursione nel settore penale quale componente del “Tribunale dei Ministri”), emettendo svariate importanti sentenze che hanno contraddistinto il suo percorso professionale, tra le quali la più celebre rimane quella sull’anatocismo bancario del 1999 che, dopo circa 40 anni di sentenze negative della Corte di Cassazione, contribuì in modo determinante a invertire detta tendenza e a sanzionare come illegittimo tale modus operandi delle banche.
Il dott. Calabrò, dopo 36 anni di carriera in magistratura, intende mettere la propria esperienza al servizio di altri settori, quale quello che contraddistingue l’attività di SDL Centrostudi, operando in modo tale da imporre al sistema bancario il pieno e incondizionato rispetto delle regole.

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“Sono al tempo stesso onorato ed entusiasta – conferma il dott. Piero Calabrò – rispetto a questo nuovo impegno professionale, che consentirà di mettere la mia lunga esperienza di magistrato e le conoscenze acquisite al servizio di nuovi settori ove è necessario garantire il rispetto delle regole e l’affermazione del principio di legalità.”

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“È un onore – dichiara l’Avv. Serafino Di Loreto  – che un uomo di così specchiata integrità e competenza giuridica quale il dott. P. Calabrò guidi in futuro l’SDL Centrostudi S.p.A. per proseguirne l’impegno nel mercato nel segno del diritto e della legalità dalla parte di chi viene vessato da comportamenti illeciti.
SDL è una realtà commerciale ma i suoi prodotti sono al servizio di ogni utente che necessiti di meritato sostegno. Sono sicuro che lo spessore umano dell’uomo unito alla competenza specifica anche in diritto bancario e finanziario saprà far fare altri progressi ad una realtà societaria che da anni è leader ed esempio in questo settore.”

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Il dott. Stefano Pigolotti afferma infine che “Un ulteriore ed importante passo evolutivo è stato fatto nel percorso di SDL Centrostudi S.p.A. Il dott. P. Calabrò quale nuovo presidente del C.d.A., sarà per tutti noi un esemplare punto di riferimento.”
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SDL CENTROSTUDI

SDL Centrostudi è una società specializzata nell’analisi dei contenziosi con il sistema finanziario-bancario, al fine di ripristinare la trasparenza nei rapporti economici spesso viziati da anomalie e principalmente dal fenomeno dell’anatocismo e dall’usura.

SDL Centrostudi è stata fondata nel Settembre 2010 dall’esigenza di far emergere il fenomeno poco conosciuto delle anomalie finanziarie nei rapporti tra banche, imprese e famiglie. L’intento è quello di informare il soggetto interessato di quanto si possa verificare a suo danno nell’ipotesi di ritardo nei pagamenti, offrendogli una tutela in quanto parte contrattuale più debole. L’informazione è tanto determinante quanto difficile da acquisire. In questa materia infatti la confusione regna sovrana, forse perché chi ha più interesse alla chiarezza è anche il soggetto economicamente più debole ed SDL è al fianco senz’altro di quest’ultimo.

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A Torino il terzo Forum Mondiale dello Sviluppo Economico Locale (LED)

A Torino il terzo Forum Mondiale dello Sviluppo Economico Locale (LED)

7 ottobre 2015 |

Più di 300 Sindaci. 70 Paesi rappresentati. Tra i relatori sono attesi a Torino Ban Ki-moon, Luiz Inácio Lula da Silva, e i Sindaci di Barcellona, Belgrado, Belo Horizonte, Betlemme, Dakar, La Paz, Maputo, Santa Fe e Strasburgo.

Pochi giorni fa, a New York, l’ONU ha dato vita all’Agenda dei Nuovi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, che saranno adottati dai governi che li hanno sottoscritti. Questi obiettivi sono emersi da una consultazione senza precedenti per ampiezza e durata, che negli ultimi due anni ha coinvolto cinque milioni di persone in tutto il mondo.

Ora la vera sfida è quella della concretezza, alla quale giungere non più con la negoziazione tra addetti ai lavori, bensì grazie al dialogo che prenderà vita nei territori, nelle reti associative locali e, soprattutto, tra i cittadini del mondo. Saranno proprio questi i protagonisti del Terzo Forum Mondiale dello Sviluppo Economico Locale (LED): ospiti della Città di Torino, dal 13 al 16 ottobre, racconteranno le loro esperienze dirette e metteranno in cantiere nuovi progetti e collaborazioni.

Compito del Forum è mettere al centro temi cruciali come lo sviluppo territoriale e il potenziale delle economie locali, vere risorse per l’applicazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile ONU. Le sfide dei prossimi anni riguarderanno infatti l’alimentazione, l’ambiente, l’innovazione, la valorizzazione delle identità culturali, l’equità e la sostenibilità dello sviluppo.

“La Città di Torino – dice il Sindaco Piero Fassino – ha accettato con gioia l’incarico di organizzare questo importante evento, grazie alla sua grande vocazione internazionale che l’ha portata a misurarsi con queste tematiche. Sentiamo che in un contesto globale caratterizzato da una forte crisi economica, sociale ed ambientale, è necessario ripensare il ruolo che le città e i governi locali hanno nell’implementare efficaci ed inclusive strategie di sviluppo e crescita e sentiamo forte l’impegno di contribuire a questa sfida”.

La Città di Torino – attraverso una fitta agenda di panel, workshop e incontri b2b a cui prenderanno parte rappresentanti di comuni, città e territori, organizzazioni non governative, istituzioni internazionali e di governi, mondo accademico e imprenditoriale, associazioni locali – si appresta quindi ad essere il luogo di dialogo tra territori e dello scambio per favorire la condivisione delle buone pratiche di politiche e distrumenti di governance locale che possano influenzare le politiche nazionali e sovranazionali.

L’assessore all’Innovazione Sviluppo e Sotenibilità della Città di Torino, Enzo Lavolta, che ha coordinato l’organizzazione del Forum, sottolinea come LED “si prefigga l’obiettivo di contribuire ad un diverso paradigma: non più un’applicazione di politiche decise dall’alto, bensì una condivisione di esperienze, esigenze e soluzioni concrete provenienti dalla vita quotidiana dei territori, con l’obiettivo sociale, ambientale ed economico, in grado di contribuire concretamente ad una crescita sostenibile ed inclusiva, alla coesione sociale, alla salvaguardia dell’ambiente, alla sviluppo delle potenzialità locali per generare occupazione per i giovani, ridurre la povertà e migliorare la qualità di vita delle persone”.

Tale approccio sarà declinato intorno a tre principali tematiche:

  • Competitività regionale e innovazione per uno sviluppo più sostenibile ed inclusivo: si dibatterà il potenziale che le innovazioni hanno in termini di inclusività sociale nei contesti locali. In particolare, si considereranno quelle in grado di offrire soluzioni efficaci e mirate alle molteplici questioni sociali, economiche e ambientali globali.
  • Generazione di occupazione attraverso la crescita locale inclusiva: il Forum discuterà come facilitare la connessione tra differenti ambiti e settori operanti a livello locale, ampliandone il mercato del lavoro.
  • Verso un’urbanizzazione sostenibile: le strategie del LED per la creazione di connessioni positive tra l’ambiente urbano e quello rurale: il Forum affronterà il tema della promozione di forme di partecipazione e progettualità per il rafforzamento dei legami tra la città e le sue aree periferiche.

Sono tante le storie che sarà possibile ascoltare a Torino dalle voci dei diretti interessati. Tra esse, quella degli Indios di Roraima (Brasile) e di Fratel Carlo Zaquini – missionario della Consolata, da quarant’anni tra gli Yanomami, forse il popolo più primitivo della terra – che racconteranno i soprusi e le violenze subite e l’emergenza ambientale nel loro territorio, dando particolare rilievo ai diritti umani e all’identità culturale. La Rete dei Cartoneros dell’America Latina stipulerà sotto la Mole la carta dei diritti a loro dedicata. Una storia tutta piemontese è quella che riguarderà, invece, la circolazione dei primi pulmini a biometano, che saranno utilizzati durante i giorni del Forum: si tratta del primo esempo di trasporto pubblico a biogas. Egea presto porterà il biometano in Sud America, grazie ad accordi con Sebrae che verranno finalizzati durante il Forum.

Tra i vari panel in programma, due saranno dedicati al tema dell’immigrazione. Quello di Caritas avrà l’obiettivo di determinare i cambiamenti che la migrazione può portare negli assetti culturali, geografici, economici e sociali dei territori. Il secondo, a cura della Banca Mondiale, metterà in luce gli effetti delle migrazioni sullo sviluppo economico locale, grazie ai dati di una ricerca, che ha visto anche la Città di Torino coinvolta poiché ritenuta una best practice. Confermata a Torino la presenza del segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon; atteso Barcellona, Belgrado, Belo Horizonte, Betlemme, Calgary, Dakar, La Paz, Maputo, Santa Fe, San Pietroburgo, Strasburgo) che si andranno a sommare all’alto numero di colleghi italiani.

Luiz Inácio Lula da Silva e oltre 300 sindaci da tutto il mondo (tra cui quelli di Il Terzo Forum Mondiale dello Sviluppo Economico Locale fa parte di un processo avviato a Siviglia nell’ottobre 2011, che ha permesso di presentare esperienze territoriali concrete, dimostrando come colmare il divario tra le teorie sullo sviluppo economico e le applicazioni pratiche per lo sviluppo umano sostenibile. Nel 2013 in Brasile, a Foz do Iguaçu, è stato invece posto l’accento su quali siano gli strumenti che facilitano il decentramento, creando una migliore interazione tra il settore pubblico, la società civile e il settore privato.

L’evento è organizzato dalla Città di Torino, dalla Città Metropolitana di Torino, dall’Unione delle Città e dei Governi Locali (UCLG – UnitedCities and Local Governments), dal Comitato sullo Sviluppo Economico Locale, dal Fondo Andaluso delle Municipalità per la Solidarietà Internazionale (FAMSI – Fondo Andaluz de Municipios para la Solidaridad Internacional), dall’Organizzazione delle Regioni Unite (ORU FOGAR – Organizations of RegionsUnited), dal Servizio Brasiliano di Supporto per le Piccole e Micro Imprese (SEBRAE – Brazilian Service of Support for Micro and Small Enterprises), dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO – International Labour Organization) e dal Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP – United Nations Development Programme).

Si ringrazia Gaetano Farina

per la comunicazione  dell’evento

Dal Politecnico di Torino sensori innovativi per il monitoraggio

Dal Politecnico di Torino sensori innovativi per il monitoraggio

7 ottobre 2015 | ,
Alta affidabilità e costi contenuti consentiranno controlli su larga scala; presentato nella sede del Senato della Repubblica, alla presenza del Ministro delle Infrastrutture On. Graziano Delrio e del Presidente di ANAS, ing. Gianni Armani, il progetto realizzato dal Politecnico di Torino in partenariato con STMicroelectronics e finanziato dal MIUR.
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Politecnico di Torino

Il Politecnico di Torino

Sicurezza, funzionalità, durabilità, robustezza sono le caratteristiche che le costruzioni e le infrastrutture in genere devono garantire nel tempo, nonostante vengano sottoposte progressivamente a condizioni ambientali e di invecchiamento dei materiali. Per mantenere in efficienza e sicurezza le strutture un metodo efficace è il monitoraggio, finora però limitato a impieghi particolari e di notevole rilevanza, per via del costo elevato e della incertezza sulla conservazione nel tempo degli stessi strumenti di misura.

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Il progetto biennale finanziato dal MIUR con circa 10 milioni di euro, sviluppato dal gruppo di ricerca del prof. Giuseppe Mancini ordinario di Tecnica delle Costruzioni del Politecnico di Torino – in partenariato con STMicroelectronics, è stato presentato ieri nella sede del Senato della Repubblica, alla presenza del Ministro delle Infrastrutture On. Graziano del Rio e del Presidente ANAS, ing. Gianni Armani. Si tratta di innovativi sensori, già in fase di industrializzazione, di costo molto basso ed elevata affidabilità nel tempo dello strumento di misura, che permetteranno monitoraggi su larga scala. Un’ampia sperimentazione su ponti, gallerie, dighe ed edifici di varia tipologia, sostenuta da molti partner, primo fra tutti ANAS sul Viadotto Italia, è prevista nei prossimi mesi.
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I microsensori, progettati da STMicroelectronics per acquisire dati e informazioni secondo i modelli matematici sviluppati dal Politecnico di Torino, permetteranno di valutare più parametri in contemporanea e in tempo reale. Di piccole dimensioni e facili da installare i microsensori potranno essere integrati nelle strutture di nuova realizzazione o applicati facilmente in quelle già esistenti. Alimentati con fonte energetica esterna o autonoma (pannelli solari) opereranno in modalità wireless, con acquisizione diretta dell’informazione o tramite droni, nei casi di difficile accessibilità alle strutture. Il controllo continuo e multiparametrico delle strutture consentirà di programmare interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria tempestivi e puntuali. Si potrà dunque passare dall’attuale approccio “reactive” in cui l’intervento avviene solo dopo che si verifica il danno, a un metodo “proactive”, che consentirà interventi preventivi e conservativi con notevoli risvolti sulla sicurezza ed economia e dunque sulla sostenibilità del processo di mantenimento in esercizio del patrimonio infrastrutturale esistente.
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Giuseppe Mancini, ordinario di Tecnica delle Costruzione al Politecnico di Torino ha così commentato: “I sensori sono stati progettati e testati per rilevare vibrazioni, deformazioni e tensioni delle strutture, questi dati valutati in sinergia consentiranno di definire con precisione lo stato di salute delle strutture e gli eventuali interventi da programmare. Il costo contenuto dei singoli sensori consentirà di monitorare in modo pervasivo le strutture”.
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Antonio Fago e i giovani europei in difesa dell’ambiente

Antonio Fago e i giovani europei in difesa dell’ambiente

22 settembre 2015 |
Antonio Fago per oltre trent’anni ha seguito il problema di una delle aziende più problematiche e inquinanti del sud Italia: l’acciaieria Ilva di Taranto. Tuttora attivo nel settore ambientale, gli abbiamo chiesto cosa ne pensa dell’attuale situazione della cura dell’ambiente in Italia con un occhio al sistema europeo, grazie anche una associazione (Uniamoci Onlus) che ha usufruito di un cofinanziamento dell’Unione europea nell’ambito del programma Erasmus+
IN COSA CONSISTE QUESTO PROGETTO?
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Si propone innanzitutto  l’obiettivo principale di stimolare i giovani ad assumere un comportamento etico nei confronti dell’ambiente quale pilastro fondamentale per una buona qualità della vita, incrementando la consapevolezza del fatto che ogni persona è responsabile per un ambiente sano.
Ormai Si contano milioni di tonnellate di rifiuti lasciati in strade, spiagge ma anche in aree naturali e protette. Il nostro occhio a volte neanche nota più i cumuli di scarti di ogni genere agli angoli delle città e delle campagne.

È  su tali comportamenti nonché sulla riduzione della produzione dei rifiuti e sulla promozione del riciclo che ciascun cittadino può intervenire per creare un ambiente più pulito e sano. Si avverte la necessità di azioni incisive capaci di sviluppare la conoscenza, la responsabilità e il rispetto per l’ambiente nei cittadini agendo sul primo anello della catena: riduzione, riutilizzo, riciclo e recupero. Soprattutto a Palermo si tratta di un problema profondamente radicato, in un contesto in cui è comune vedere rifiuti gettati dalle macchine in corsa e atteggiamenti di totale noncuranza dell’ambiente circostante in città, al mare o nei parchi o i cassonetti della differenziata pieni di rifiuti di ogni genere.

COSA CI CHIEDE L’EUROPA?
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L’Articolo 37 della carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea relativo alla Tutela dell’ambiente recita: “Un livello elevato di tutela dell’ambiente e il miglioramento della sua qualità devono essere integrati nelle politiche dell’Unione e garantiti conformemente al principio dello sviluppo sostenibile”; in tale direzione e rispetto al suo possibile raggio di azione, lo scambio giovanile Pro Health & Nature – pHn promosso e coordinato dall’Associazione Uniamoci Onlus e cofinanziato dall’Unione europea nell’ambito del programma Erasmus+, si propone l’obiettivo principale di stimolare i giovani ad assumere un comportamento etico nei confronti dell’ambiente quale pilastro fondamentale per una buona qualità della vita, incrementando la consapevolezza del fatto che ogni persona è responsabile per un ambiente sano.

STA CRESCENDO LA SENSIBILITÀ DEI CITTADINI NEI CONFRONTI DELL’AMBIENTE?
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Certo, e anche grazie alle attività di scambio giovanile che si svolgeranno in varie città tra cui  Palermo nel mese di Novembre 2015 e coinvolgeranno 30 giovani provenienti da Croazia, Italia, Portogallo, Polonia e Romania, i quali si impegneranno nella panificazione e conduzione di iniziative trasversali in grado di indirizzare l’insieme dei comportamenti e degli stili di vita del cittadino, sensibilizzando ed educando l’opinione pubblica e ponendo le basi per un cambiamento sociale che veda il cittadino protagonista della salvaguardia del SUO ambiente.

Dunque da una parte pHn si propone di sviluppare il senso civico dei giovani partecipanti accrescendo le conoscenze e la consapevolezza dell’importanza di stili e comportamenti ambientalmente sostenibili attraverso la peer education ed attività di apprendimento informale e al tempo stesso li stimolerà ad avere un ruolo attivo nella società, supportando la loro creatività e capacità organizzativa per l’ideazione e conduzione di campagne di sensibilizzazione (street event, swap party, creazione di un video-spot).

EUROPA E ITALIA INSIEME PER L’AMBIENTE?
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Esatto, tutto ciò all’interno di un contesto internazionale in cui giovani di diversa provenienza culturale rifletteranno e discuteranno strategie per stimolare il senso civico ed un comportamento eco-sostenibile nei cittadini europei condividendo problematiche e strategie proprie della loro nazione di provenienza, ponendo le basi per un’Europa più sana e vivibile ed impegnandosi attivamente in prima persona per l’affermazione di principi condivisi. Il gruppo di partecipanti sarà composto da giovani e giovani con disabilità che si impegneranno insieme nel raggiungimento degli obiettivi progettuali, ciascuno in funzione delle proprie competenze e conoscenze, senza alcuna discriminazione ed in un clima di tolleranza e solidarietà capace di favorire l’inclusione sociale e diffondere gli ideali di uguaglianza e pari opportunità attraverso la creazione di un gruppo coeso in cui ciascuno riveste un ruolo specifico e contribuisce attivamente alla pianificazione e realizzazione delle attività.

 

 

Da SDL Centrostudi una App gratuita per essere costantemente informati sulle anomalie bancarie

Da SDL Centrostudi una App gratuita per essere costantemente informati sulle anomalie bancarie

10 settembre 2015 |

L’applicazione gratuita di SDL Centrostudi mette a disposizione dei cittadini, imprenditori e professionisti, un veicolo di comunicazione semplice ed efficiente  al fine di potere essere aggiornati quotidianamente in modo più rapido sulle ultime sentenze, notifiche e novità nell’analisi dei contenziosi con il sistema finanziario-bancario.

app_sdlcentrostudiL’applicazione diventa uno strumento fondamentale in mano al cittadino al fine di ripristinare la trasparenza nei rapporti economici spesso viziati da anomalie e principalmente dal fenomeno dell’anatocismo bancario.  L’informazione, infatti,  è tanto determinante quanto difficile da acquisire. In questa materia infatti la confusione regna sovrana, forse perché chi ha più interesse alla chiarezza è anche il soggetto economicamente più debole.

Attraverso l’applicazione è possibile visionare gli ultimi articoli della rassegna stampa del sito web, collegarsi ai canali social come Facebook, Twitter, Youtube e memorizzare i preferiti nell’attesa di una lettura successiva.   SDL Centrostudi è una società specializzata nell’analisi dei contenziosi con il sistema finanziario-bancario, al fine di ripristinare la trasparenza nei rapporti economici spesso viziati da anomalie e principalmente dal fenomeno dell’anatocismo.

L’applicazione è disponibile per smartphone e tablet Android e Apple

Nello specifico, le principali leggi che disciplinano il settore bancario e creditizio in Italia sono:

  • La Legge 385 in materia bancaria e creditizia che regolamenta la trasparenza delle operazioni bancarie con tutti gli obblighi in materia di contratto a cui devono sottostare gli istituti di credito.
  • La Legge 180/50 che disciplina la cessione del quinto dello stipendio per i lavoratori dipendenti con i concetti di insequestrabilità, impignorabilità e incedibilità di stipendi, salari, pensioni ed altri emolumenti.
  • La Legge 108/96 che elenca tutte le disposizioni di materia di usura.
  • La Legge 154/92 che contiene tutte le norme per la trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari.
  • La Legge 675/96 che contiene tutte le norme relative al trattamento dei dati personali e privacy.
  • La Legge 40/2007, la c.d. “portabilità dei mutui” (Legge Bersani) che permette di stipulare in ogni momento un nuovo contratto di mutuo con un nuovo istituto di credito estinguendo il precedente finanziamento.

Il complesso delle analisi preliminari effettuate da SDL Centrostudi, dalla sua costituzione ad oggi, è stato di oltre 170.000, con specifici approfondimenti sulle anomalie bancarie nei contratti di conto corrente. Allo stato attuale, sono pendenti più di 19.000 posizioni, stragiudiziali e giudiziali, di cui oltre 400 definite.

Grazie a questo nuovo strumento installabile su qualsiasi smartphone Android o Apple il cittadino potrà rimanere informato sull’andamento dei contenzioni, esaminare i pareri dei giudici  e approfondire le tematiche relative alle anomalie bancarie.

Obama alleato di Papa Francesco

Obama alleato di Papa Francesco

6 agosto 2015 |

Papa Francesco fa scuola: dopo il simposio a Roma in Vaticano, al quale hanno partecipato i sindaci delle grandi città del mondo, che ha registrato tra l’altro la sottoscrizione di un documento sulla questione climatica e l’impegno dei presenti a far fronte comune per promuovere sensibilità e cultura sul contenimento del gas serra, martedì scorso il presidente degli Stati Uniti d’ America ha preso posizione sugli stessi temi e si è alleato sostanzialmente con papa Francesco.

"Canonization 2014- The Canonization of Saint John XXIII and Saint John Paul II (14036966125)" di Jeffrey Bruno from New York City, United States

“Canonization 2014- The Canonization of Saint John XXIII and Saint John Paul II (14036966125)” di Jeffrey Bruno
from New York City, United States

La dichiarazione di Obama
Nel suo discorso di martedì Obama ha preso posizione sulle problematiche del gas serra e, con puntuale sintonia con il papa, ha dichiarato che è urgente intervenire per ridurlo, perché “ noi siamo la prima generazione a sentire gli effetti del riscaldamento globale e l’ultima che può fare qualcosa”.

Non solo, ma ha anche aggiunto “i cambiamenti climatici sono la minaccia peggiore, che abbiamo davanti.” La conseguenza di queste dichiarazioni è duplice. Il presidente innanzi tutto ha presentato un piano, che ha lo scopo di ridurre le emissioni di biossido di carbonio del 32% rispetto alla quantità del 2005. In secondo luogo ha anticipato che queste linee saranno proposte dagli Stati Uniti alla conferenza del prossimo dicembre a Parigi.

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La linea di papa Francesco
Qualche giorno prima, precisamente il 21 e 22 luglio 2015 papa Francesco nell’incontro, voluto dalla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, ha sostanzialmente anticipato quanto il presidente Obama ha affermato.

Si deve riconoscere che il Vescovo di Roma, che ha scelto il nome di Francesco anche per la visione molto francescana che ha dell’uomo e del creato, infatti parla spesso di “ecologia umana”, è profondamente convinto che la Chiesa, sui temi, che riguardano l’uomo e la sua integrità, deve cercare tutte le alleanze possibili, con un obiettivo unico e semplice:garantire la sopravvivenza degli esseri umani e del mondo, perché lottare per questa sopravvivenza è un dovere di tutti.

Importante mi sembra una sottolineatura: compito dei responsabili politici fare scelte amministrative, che vadano nella direzione della salvaguardia del clima, compito degli scienziati e degli studiosi contribuire alla creazione di una cultura ecologica diffusa e profonda.

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Una considerazione finale.
Il progetto di papa Francesco sta trovando una serie molto importante di collegamenti e, di conseguenza,alcuni risultati quindi si potranno raggiungere. Il dovere delle fondazioni culturali, che si occupano di ambiente, e fra queste a pieno titolo si inserisce la fondazione Sorella Natura, che ha sede in Assisi, è mantenere vivo il dibattito ed essere lievito fecondo nelle varie comunità dove operano

testo del Prof. Franco Peretti

 docente presso l’Università Popolare di Milano
e referente per il Piemonte della Fondazione “Sorella Natura
Le auto di Google monitoreranno l’inquinamento delle nostre città

Le auto di Google monitoreranno l’inquinamento delle nostre città

4 agosto 2015 |
Google sta per lanciarsi in un altro progetto ambizioso: cartografare l’inquinamento delle città in tempo reale.
Foto: Gravità Zero – Torino, maggio 2015
Saranno i sensori di Aclima installati sulle Street View Car a raccogliere i dati sull’inquinamento dell’aria nelle città. Questi dati saranno poi pubblicamente disponibili per permettere alle amministrazioni locali di recepire informazioni per la tutela della salute dei cittadini.
Sono essenzialmente sensori per rilevare la qualità dell’aria quelli installati sulle auto. Il progetto, che fa parte del programma Google Earth Outreach finalizzato alla creazione di estensioni di pubblica utilità per Earth, è partito 18 mesi fa in collaborazione con la startup californiana Aclima.
È un passo in avanti per la protezione della salute dei cittadini contro smog e polveri sottili, afferma Davida Herzl, co-fondatrice di Aclima. Importante, sostiene l’imprenditrice, che si possa disporre  quante più informazioni possibili sulle particelle che inquinano l’aria. Le Street View Car, con i loro tragitti in ogni via delle città sono uno strumento prezioso per la raccolta dei big data sull’inquinamento dell’aria.
Anche se siamo in una fase sperimentale, questo progetto è molto interessante perché potrà permettere di intervenire, ad esempio, sulla sincronizzazione semaforiche, sul miglioramento della viabilità urbana e sul potenziamento di aree verdi per combattere la presenza di diossido di azoto. Conoscendo le zone più inquinate, ad esempio, è possibile decidere meglio il posizionamento di aree verdi ed alberi che notoriamente sono capaci di assorbire parte delle emissioni inquinanti.
Gli utenti potranno misurare in tempo reale l’inquinamento di una zona della città, oltre a dati statistici che consiglieranno i momenti “meno inquinati” del giorno.
Siamo ancora in una fase sperimentale: in autunno, infatti,  inizieranno i test a San Francisco e non è ancora dato sapere quando Google sbarcherà anche in Europa: ma siccome le street car sono già nelle nostre città (vedi foto sopra presa a Torino), non sarà difficile estendere il servizio ovunque vi sia pericolo di inquinamento.

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Di seguito presentiamo il testo dell’articolo del Prof. Franco Peretti, docente presso l’Università Popolare di Milano e referente per il Piemonte della Fondazione “Sorella Natura”. Da Santa Cruz in Bolivia, durante il suo recente viaggio in alcuni paesi dell’America Latina, partecipando al secondo incontro mondiale dei movimenti popolari, papa Francesco ancora una volta ha fatto sentire […]