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Novara e il Piemonte vincono le Olimpiadi delle Neuroscienze per la 2ª volta

20 aprile 2015 | , ,
Luca Inguaggiato, III anno al Liceo Scientifico Antonelli di Novara, ha vinto la finale nazionale di Brescia. Dello stesso liceo la vincitrice 2014, Anna Pan. La sfida coinvolge ogni anno 30.000 studenti in 30 paesi, in Italia adesione in crescita: 144 scuole per un totale di 3800 studenti.
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C’è di nuovo il Liceo Scientifico Antonelli di Novara sul gradino più alto del podio delle Olimpiadi delle Neuroscienze: Luca Ingaggiato, 3°anno al liceo novarese, è risultato il migliore tra i 54 finalisti (3 per ognuna delle regioni partecipanti) che sabato 18 aprile si sono sfidati per la finale nazionale di Brescia. In palio una borsa di studio per volare a Cairns in Australia e rappresentare l’Italia alla International Brain Bee, la competizione internazionale che si svolgerà dal 20 al 26 agosto.
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Novara e il Piemonte – dove la competizione è organizzata dal NICO, Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi dell’Università di Torino i migliori in neuroscienze per il secondo anno consecutivo. E fortissimi in particolare gli studenti allenati dalla prof.ssa Rita Trifoglio del Liceo Antonelli: proviene infatti dallo stesso liceo la giovanissima Anna Pan, campionessa nazionale 2104 e sesta alla finale internazionale di Washington.
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La gara internazionale, promossa dalla DANA Foundation e dalle società di neuroscienze di tutto il mondo per suscitare l’interesse dei giovani allo studio della neurobiologia, è stata ospitata per la prima volta nella sua fase finale dall’Università degli Studi di Brescia. La prima edizione italiana si è svolta nel 2010 con la partecipazione di 5 regioni: le edizioni successive hanno registrato un successo sempre maggiore, fino a coinvolgere quest’anno 144 scuole in tutte le regioni per un totale di 3800 studenti.
I ragazzi si sono cimentatati in prove a squadre e individuali: cruciverba, tavole anatomiche, quiz e prove di intuito. Novità di quest’anno – per introdurre alle sfide e all’atmosfera della competizione internazionale – gli studenti hanno affrontato anche prove in inglese, cimentandosi a ipotizzare diagnosi di malattie neurologiche sulla base di filmati accompagnati da brevi presentazioni di casi clinici.
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Grandissima la soddisfazione del prof. Alessandro Vercelli direttore del NICO, Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi di Orbassano che ha organizzato le selezioni regionali piemontesi: “Siamo davvero orgogliosi di questi ragazzi, per l’impegno e l’entusiasmo con cui affrontano queste gare. Il miglior risultato per noi è trasmettere come la ricerca scientifica sia impegno e dedizione, ma soprattutto passione e curiosità”.
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[email protected] University Day”: le imprese devono guidare la rivoluzione “smart”

17 aprile 2015 |
Le imprese devono giocare un ruolo proattivo e creare nuovi modelli di business: è quanto è emerso pochi giorni fa a Torino durante la giornata di studio su Smart grid e Smart home, “[email protected] University Day, il convegno organizzato dalla stessa associazione di imprese presso l’auditorium di Telecom Italia.
 «Non dobbiamo attendere che standard e tecnologie ci arrivino; individuiamo noi, in sinergia con la ricerca universitaria, gap da colmare e funzionalità da introdurre nell’interesse dei consumatori e per aumentare la competitività delle nostre aziende»

Fabio Bellifemine

«Un obiettivo che, partendo dal contesto italiano e confrontandosi con un mercato globale, intendiamo a supporto della competitività delle nostre aziende, che dovranno fare sistema con il mondo universitario e della ricerca»: è il messaggio lanciato da Fabio Bellifemine, direttore dell’Associazione [email protected] nel corso dell’ [email protected] University Day, il convegno organizzato dalla stessa associazione tenutosi nell’auditorium di Telecom Italia a Torino, martedì 14 Aprile.

In un contesto globale di crescente attenzione al tema dell’efficienza energetica, il Convegno ha aperto una finestra sui progetti di ricerca italiani che studiano le architetture, le tecnologie e i modelli di business per nuovi servizi che, sfruttando la comunicazione fra la Smart Home e la Smart Grid, sono in grado di adattare i consumi elettrici in armonia con le esigenze della rete e il comfort e gli stili di vita di chi vive la casa.

Nella giornata si è discusso molto delle tecnologie disponibili e dell’identificazione dei bisogni dell’utente ribadendo che i consumatori sono pronti a recepire nuove tecnologie ma sempre in modo consapevole: la tecnologia deve essere nascosta e non più “esibita”; deve migliorare la qualità della vita, aumentare la sicurezza, ridurre i costi della bolletta energetica; deve, insomma, soddisfare un bisogno o suscitare un’emozione. «I progetti accademici presentati ci hanno evidenziato che la tecnologia e gli algoritmi sono pronti, ma è ancora necessario lavorare per rendere tutto questo fruibile dagli utenti e integrato in modo omogeneo come un eco-sistema di servizi della Smart Home» -sottolinea Bellifemine-.

 Luca Lo Schiavo
 Luca Lo Schiavo

Grande interesse e apprezzamento generale ha registrato l’intervento di Luca Lo Schiavo, responsabile della Unità Regolazioni Caratteristiche e Innovative della Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico (AEEGSI), che ha descritto gli studi regolatori in corso sulla riforma delle tariffe elettriche e sulla messa a disposizione dei dati di consumo. Lo Schiavo ha ricordato che le finalità degli interventi è di aumentare equità ed efficienza del sistema, consapevolezza e potere di scelta del consumatore, semplicità delle bollette, per stimolare sempre più comportamenti virtuosi da parte dei cittadini e metterli in condizione di contribuire a raggiungere gli obiettivi di efficienza energetica.


«Siamo molto soddisfatti della risposta alla nostra iniziativa: alla giornata di studio hanno partecipato 130 persone, abbiamo invitato le università italiane e gli Istituti di Ricerca a proporre i loro progetti – racconta Sergio Brambilla, Consigliere dell’Associazione [email protected] – abbiamo ricevuto 25 proposte e selezionato i 10 progetti più significativi che ci hanno presentato la visione per il futuro e i risultati fin qui raggiunti. – e aggiunge – Nel Foyer dello Auditorium è stata allestita una area dimostrativa con 6 demo per dare l’opportunità di approfondire i risultati presentati e di stabilire contatti per auspicate future collaborazioni.»
[email protected] è un’associazione senza fini di lucro fondata a Luglio 2012 da 4 grandi imprese italiane e che oggi comprende 25 associati; essa è un caso emblematico di positiva collaborazione tra aziende – sia concorrenti su medesimi mercati, sia appartenenti a settori differenti – che studiano assieme le tecnologie e le modalità per creare nuove opportunità di mercato e per costituire un “ecosistema” in ambito residenziale che miri all’efficienza energetica. Utilizzando un protocollo di comunicazione non proprietario e standardizzato, la comunicazione tra i dispositivi in casa diviene lo strumento per fornire ai consumatori le funzionalità necessarie al monitoraggio e al controllo della propria smart home nonché dei propri consumi elettrici. Nel breve termine [email protected] si focalizza sullo sviluppo di un mercato di servizi a valore aggiunto post-contatore per il consumatore domestico e per la smart home. Nel medio termine, essa punta a stimolare la creazione di un nuovo mercato per i servizi di flessibilità della domanda grazie ai quali i consumatori potranno rendere disponibile al sistema elettrico, a fronte di una specifica remunerazione, una quota di flessibilità della potenza impegnata.
Sono associati di [email protected] le seguenti aziende: Electrolux, Enel Distribuzione, Indesit Company, Telecom Italia, Edison, Vodafone, Whirlpool, ABB, Altran, Apio, Assurant Solutions, EuropAssistance, Eurotherm, Flash Reply, Flexgrid srl, Freescale, Gemino, i-EM srl, ISMB, Lyt Inc., MAC srl, Reloc srl, Renesas, STMicroelectronics, Urmet Group.
Maggiori informazioni sul sito istituzionale www.energy-home.it

Presente e futuro della raccolta differenziata

1 aprile 2015 |
a cura di Fabiana Luise 
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Se chiediamo al nostro vicino se “fa la raccolta”  difficilmente penserà all’album dei calciatori o alle sorprese contenute nelle uova di cioccolato.
Penserà immediatamente alla “differenziata“, cioè all’atto quotidiano di gettare i propri rifiuti nell’apposito contenitore predisposto. La raccolta differenziata è diventata infatti una pratica diffusa e scontata in tutte le famiglie ed è addirittura indice del grado di civiltà di una società. Ma questa non riguarda solo gli oggetti con cui i cittadini vengono a contatto ogni giorno. Ce ne sono tanti altri di rifiuti, scarto delle attività industriali e commerciali.
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Ponendo purtroppo l’attenzione sul cittadino e le sue responsabilità civili verso la società, si distoglie lo sguardo dal sistema che i rifiuti li produce, li riceve, li trasporta, li ricicla, per trarne profitto. Un sistema ben regolato da meccanismi normativi complessi e articolati di cui gli italiani sono poco a conoscenza. Proprio di questo sistema si parla nel libro La raccolta differenziata edito da Ediesse nella collana I Fondamenti, lavoro scritto a quattro mani da Daniele Fortini e Nadia Ramazzini.
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Un libro sulla raccolta differenziata potrebbe apparire curioso oggigiorno, dato che pare essere un tema noto a chiunque. E invece no. Gli autori, infatti, grazie alla loro decennale esperienza sul campo, offrono un quadro critico della situazione della attuale gestione del meccanismo della raccolta differenziata.
Con linguaggio semplice e scorrevole, si analizza in maniera approfondita il problema dello smaltimento dei rifiuti, demistificando credenze perpetuate nel tempo nella popolazione e smascherando errori che si sono propagati negli anni e che hanno spesso portato il nostro Paese ad affrontare, impreparato, situazioni di emergenza, come accaduto a Napoli nel 2007.
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Il libro sottolinea come la raccolta differenziata sia solo una parte del ciclo integrato dei rifiuti, la cui corretta gestione è fondamentale per evitare che essi diventino un problema irrisolvibile e le conseguenze negative per la salute e l’ambiente in futuro.
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Questa conclusione, che può sembrare scontata, viene presentata non in maniera ideologica, ma supportata da fatti e cifre concreti. Ogni affermazione è completata da esempi reali e paragoni puntuali: le disparità vengono analizzate non soltanto a livello nazionale, ma europeo e mondiale. I punti chiave, riproposti più volte nei quattro capitoli del libro in maniera apparentemente ridondante, vengono in realtà di volta in volta arricchiti fornendo evidenze differenti e riassunti nei box di sintesi alla fine di ogni capitolo.
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Analogo spazio viene dato a proposte concrete di cambiamento, che devono necessariamente riguardare non soltanto il modo in cui la raccolta differenziata viene effettuata da ognuno di noi, ma ancora di più calandola in un contesto politico e industriale di trattamento, valorizzazione e smaltimento dei rifiuti, al fine di ottenere l’effettivo recupero di materia e il benessere del pianeta.


“La raccolta differenziata dei rifiuti urbani è parte, dunque, di un ciclo industriale ed economico che non nasce nelle nostre case, ma molto prima.
Nasce dalle scelte dell’apparato produttivo, dal suo interesse a suscitare e soddisfare consumi, dal suo modo di concepire il confezionamento e l’imballaggio delle merci, di organizzare la distribuzione capillare, di trarre economie e vantaggi dal circuito del riuso, del riciclo e del recupero. Quello che chiamiamo ‘ciclo integrato dei rifiuti’ è l’insieme delle politiche e delle strategie che adottiamo dal momento in cui si entra in contatto con il rifiuto. Da casa, come dal luogo di studio o di lavoro, nel momento in cui si genera il rifiuto si attiva il ‘ciclo integrato’ cioè il meccanismo, regolato da norme europee recepite dalla legislazione nazionale, utile a qualificare come ‘risorsa’ ciò che, nel momento in cui si abbandona, non lo è”. 

Questa definizione racchiude, in sostanza, il messaggio del libro. Il saggio parte da una particolare descrizione dei cenni storici e ideologici relativi alla raccolta differenziata. Infatti “la storia dei rifiuti è la storia della vicenda dell’umanità intera” e già nell’antica Atene, come adesso, i rifiuti più problematici erano gli imballaggi, cioè anfore e brocche. Gli stessi che, nell’antica Roma, venivano rotti dagli schiavi per ridurne il volume da occupare al Testaccio, la più antica discarica della capitale.
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Il primo capitolo procede ad analizzare le normative di riferimento, in Europa e in Italia, realizzate per promuovere lo sviluppo di uno schema gerarchico di gestione del rifiuto, che mira alla riduzione del rifiuto alla fonte e al recupero di materia ed energia tramite il riciclaggio. In questo schema la raccolta differenziata è solo uno degli obiettivi che gli Stati membri dell’Unione Europea devono perseguire per facilitare le operazioni di riciclaggio.
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Quanto sappiamo davvero dei rifiuti? Che fine fanno? Sempre il primo capitolo esamina attentamente le principali tipologie di rifiuti prodotti dalla raccolta differenziata. Senza mancare di mettere in luce aspetti controversi. E’ il caso degli imballaggi, che costituiscono oltre il 20% dei rifiuti urbani prodotti nel nostro Paese. Infatti, a differenza di Paesi come la Germania, in cui i produttori di imballaggi sono costretti a pagare un corrispettivo per aiutare verso la raccolta differenziata, in Italia questo meccanismo stenta a decollare.
A rimetterci sono le tasche degli italiani, costrette a pagare non solo il bene, ma anche l’involucro che lo contiene, attraverso le tasse. Ancora, l’Italia è al primo posto per il consumo di acqua in bottiglie, seppure quinta per la qualità dell’acqua del rubinetto. Di tutta quella plastica accumulata, solo il 45% può essere reimpiegata tramite metodiche laboriose e costose. Illusoria inoltre la credenza secondo cui il trattamento meccanico biologico sia la soluzione definitiva per il ciclo di riciclaggio dei rifiuti indifferenziati: la metodica è infatti dispendiosa, e il compost che si ottiene non è quasi mai utilizzabile.
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L’ obiettivo “zero waste” -rifiuti zero- iniziato in America, ha assunto, in Europa e Italia, un significato differente da quello originario. Rifiuti zero, infatti, non vuol dire evitare di conferire i rifiuti in discarica e preferire o meno a questa l’inceneritore. Rifiuti zero può diventare una realtà soltanto con l’impegno e la partecipazione attiva da parte di tutta la popolazione a mettere in atto misure di prevenzione.

“Per perseguire veramente la finalità della riduzione ed eliminazione dell’idea stessa di ‘rifiuti’, abbiamo bisogno di conoscere la verità di tutti i fenomeni, le problematiche, le connessioni e quant’altro interseca l’autentica fisiologia delle materie che scartiamo, rifiutiamo o gettiamo via. Per compiere questa ‘analisi olistica’ abbiamo bisogno di una lente critica laica, che ci mostri la reale verità dell’insieme e che non possa deformare l’immagine per confortarci la coscienza”. 

Non basta dire di fare la raccolta o limitarsi a ad accettare l’inceneritore per risolvere il problema delle discariche. “L’ipocrisia, insomma, non risolve i problemi”. Proprio per fare chiarezza, nel secondo capitolo si analizzano, tra l’altro, in dettaglio, i fattori che vanno presi in considerazione nella pianificazione di un determinato tipo di raccolta differenziata in un Comune rispetto ad un altro.
La realtà di un piccolo comune come Treviso, infatti, non può essere paragonata alle grandi città. Pertanto, un sistema ‘porta-a-porta’ può funzionare solo in determinate realtà virtuose e facili da controllare, ma risulta ingestibile nelle città con livelli demografici e flussi di popolazione molto più elevati. Questi fattori sono fondamentali per la ricerca del livello ottimale tra sostenibilità economica e sostenibilità ambientale. In Italia, invece, le società responsabili, hanno agito, nel tempo, solo a difendere gli interessi personali e non quelli pubblici, incapaci di usare adeguatamente i soldi dei cittadini per gestire i rifiuti in maniera corretta.
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Le uniche lobbies cresciute in Italia sono quelle legate all’ambiente della criminalità. Complici della situazione di emergenza che città come Napoli e Roma si sono trovate a dover fronteggiare di recente, dove la pianificazione si è orientata a indurre il sistema della raccolta differenziata in maniera ossessiva senza, però, fornire sistemi di sostegno opportuni, e causando, di conseguenza, squilibri impressionanti.
Questi i casi analizzati in dettaglio nel capitolo finale, di cui si presentano le attuali lacune e si avanzano proposte di soluzione. Si accenna inoltre, l’importanza della corretta informazione e l’urgenza di incentivare la ricerca verso l’individuazione di quelle metodiche che consentano di progettare i beni in vista del loro fine ultimo prima ancora della loro messa in commercio. In sostanza, il libro si rivolge ad ognuno di noi, ad ogni cittadino a qualunque livello della scala sociale.
Perché:

“…occuparci dei ‘nostri’ rifiuti ci obbliga ad allargare gli orizzonti dei dubbi e della ricerca, delle consapevolezze e delle responsabilità. Ci obbliga, cioè, a interrogarci per progredire verso una ‘cultura differente’, che esamina le moderne contraddizioni dello sviluppo e si fa capace di progettare un futuro differente, per sé e per le generazioni che verranno”.

 
Autori: Daniele Fortini – Nadia Ramazzini
Casa editrice Ediesse
Pubblicato nel: Gennaio 2015
Pagine: 350
ISBN: 978-88-230-1935-5
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Fabiana Luise 
Dopo una Laurea in Scienze e Tecnologie Genetiche all’Università del Sannio,
al momento è PhD student presso
l’University of Manchester (UK) in Stem Cell Biology.
I suoi interessi scientifici riguardano:
Biologia Molecolare e Cellulare, Genetica e Biotecnologie.

L’unione fa la forza: al Colosseo contro il tumore a seno insieme con coraggio

27 febbraio 2015 | , ,
Io non ho paura. È con questa rassicurante frase che gli organizzatori di GiovedìScienza presentano l’appuntamento speciale ‘L’unione fa la forza. Tumore al seno. Scienza, ricerca e coraggio’, in programma sabato 28 febbraio alle 17,45 per la chiusura della 29a edizione di ‘GiovedìScienza tutta al femminile’ al Teatro Colosseo con ingresso libero.

.Tra i Media partner TGR Leonardo, Scienza in rete e Gravità Zero.

.DIRETTA STREAMING SU GRAVITA-ZERO.ORG

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A parlare davanti a una platea di oltre 3000 persone Chiara Benedetto, dell’Università di Torino, Giorgia Zucchini dell’Istituto di Candiolo IRCCS, Manuela Arata dell’Associazione Festival della Scienza e l’attrice Teresa Mannino. Un Professore Ordinario di Ginecologia e Ostetricia e un Medico Oncologo presso la Divisione di Oncologia Investigativa di Candiolo insieme alla Presidente del Festival della Scienza di Genova e alla brillante attrice comica, quattro donne che insieme dialogheranno con coraggio di un argomento che fa sempre meno paura, il cancro, in particolare al seno ma non solo.

 

Il tumore al seno, come il cancro in generale, è ancora oggi fonte di ansia per molte donne, un fulmine che squarcia la vita. Un’accurata diagnosi precoce del tumore della mammella, l’analisi delle caratteristiche biologiche oltre a cure individualizzate consentono però di aumentare le probabilità di guarigione completa. Prevenzione e cure riducono il danno che il tumore al seno può causare.

Teresa Mannino
Teresa Mannino ospite della serata
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La notizia della malattia innesca profondi cambiamenti che possono portare a scoprire risorse personali che non si pensava di avere. Così un punto di debolezza può diventare un grande punto di forza per la propria vita. Grazie all’aumento delle donne nella professione medica, nella ricerca, nella comunicazione e grazie a tutte quelle che, dopo averlo vissuto, si sono attivate per essere d’aiuto alle altre, chi si ammala può trovare, insieme alla fiducia, un aiuto prezioso.
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Questo incontro è dedicato alle donne (e alle loro famiglie) in lotta. Abbiamo chiesto aiuto a quattro donne battagliere di essere con noi a ribadire che, veramente, l’unione può fare la forza
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Giorgia Zucchini
Giorgia Zucchini

“La scienza in diretta” è lo slogan che nel 1987 ha tenuto a battesimo GiovedìScienza, una iniziativa che nasceva quando in Italia la divulgazione era ancora limitata a qualche articolo sporadico su giornali e poca televisione.

A quasi trent’anni di distanza possiamo dire che mettere direttamente il ricercatore a contatto con il pubblico, possibilmente con l’aiuto di esperimenti, filmati e immagini che facessero spettacolo, è ancora una formula vincente (una media di 1000 presenze a incontro, 500 gli spettatori in streaming live). A patto di mantenersi in sintonia con i tempi che cambiano.
Chiara Benedetto
Chiara Benedetto

La 29a edizione di GiovedìScienza è ideata e organizzata da Associazione CentroScienza Onlus, promossa da Città di Torino e Regione Piemonte, con il sostegno della Compagnia di San Paolo, il contributo di Fondazione CRT, Camera di commericio di Torino e Thales Alenia Space.

In Collaborazione con Università degli Studi di Torino e Politecnico di Torino. 

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Manuela Arata
Manuela Arata

SABATO 28 FEBBRAIO 2015 ORE 17.45
Teatro Colosseo Via Madama Cristina 71 Torino –INGRESSO LIBERO-

con Chiara Benedetto, Università di Torino
Giorgia Zucchini, Istituto di Candiolo IRCCS
Manuela Arata, Associazione Festival della Scienza
Teresa Mannino, AttriceSito Web: www.giovediscienza.it

Torino inaugura l’Anno Internazionale della Luce 2015 in Italia

24 gennaio 2015 | , ,

A Palazzo Madama, lunedì 26 gennaio, la Cerimonia d’Inaugurazione.

Palazzo Madama - Torino

Palazzo Madama – Torino

Un appuntamento importante a Torino, il 26 gennaio 2015, con la Cerimonia Inaugurale dell’IYL 2015, l’Anno Internazionale della Luce e delle Tecnologie basate sulla Luce (International Year of Light and Light-based Technologies), ufficialmente proclamato dall’Assemblea Generale dell’ONU. Si tratta di una cerimonia di carattere nazionale, che segue a ruota quella internazionale [1] di Parigi, avvenuta pochi giorni fa presso la sede dell’UNESCO.

L’inaugurazione italiana, organizzata dalla Società Italiana di Fisica (SIF) [2] sotto l’egida dell’UNESCO, insieme al Comune di Torino [3] e all’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRIM) [4], in collaborazione con la Società Europea di Fisica (EPS) [5], l’International Centre for Theoretical Physics (ICTP) [6], numerose altre Società scientifiche italiane, la Regione Piemonte [7] e l’IREN [8], avrà luogo nella Sala del Senato di Palazzo Madama, una di quelle spettacolari cornici storiche dove tutto acquista lustro e solennità.

A fare gli onori di casa il Sindaco di Torino, Piero Fassino, Presidente dell’ANCI, insieme al Presidente della SIF, Luisa Cifarelli, e al Presidente dell’INRIM, Massimo Inguscio. Presenti autorità della Regione e i Rettori dell’Università e del Politecnico. A rappresentare l’UNESCO, Joseph Niemela, Direttore dell’Ufficio Attività Esterne dell’ICTP di Trieste, nella sua veste di Coordinatore del Segretariato Internazionale dell’IYL 2015, con sede appunto presso l’ICTP.
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È inoltre annunciato l’intervento del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini.
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La cerimonia sarà interamente trasmessa in diretta streaming (connessione a partire dal sito web della SIF [9]). Per l’occasione verrà anche presentato lo speciale francobollo commemorativo dell’IYL 2015 emesso dalle Poste Italiane.
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L’idea dell’IYL 2015 è maturata qualche anno fa in Europa, all’interno dell’EPS, in un primo tempo nel campo dell’ottica, della fisica atomica e della fotonica. È stata poi accolta con entusiasmo da tutta la comunità dei fisici, propagandosi subito a macchia d’olio nel mondo intero, in tutti i settori della scienza, del sapere e della cultura: dalla fisica all’astronomia, alla chimica, alla medicina, alla tecnologia, alle comunicazioni, all’energia, all’ambiente, al clima, al cibo, allo sviluppo sociale, all’urbanistica, all’arte…
La luce è essenziale per la nostra vita e le tecnologie basate su di essa hanno un indubbio e straordinario impatto sulla nostra civiltà e la nostra economia. L’IYL 2015 sarà un’occasione unica per renderne tutti consapevoli, un potente mezzo di diffusione scientifica e culturale.
Per ribadire le origini dell’IYL 2015, la Cerimonia Inaugurale di Torino si concentrerà sulla fisica atomica, con un’avvincente relazione di apertura del Premio Nobel Wolfgang Ketterle del Massachussets Institute of Technology sull’utilizzo della luce per realizzare la “materia più fredda dell’Universo”. A seguire una relazione sulla misura della luce in campo metrologico, che tratterà anche gli aspetti legati all’innovazione tecnologica e all’efficienza energetica. E in più una relazione di carattere storico, dai fotoni all’elettrodinamica quantistica, per illustrare il raccordo tra la fisica atomica e la fisica nucleare e subnucleare.
La sera del 26 gennaio non potrà ovviamente mancare una festosa proiezione di luci sulla facciata barocca di Palazzo Madama – parte del patrimonio UNESCO dell’umanità – in una sconfinata Piazza Castello che verrà oscurata per l’occasione.
La Società Italiana di Fisica ha messo a punto un ricco programma di eventi nel corso di tutto l’anno per celebrare l’IYL 2015 in molti altri luoghi significativi, come Varenna, Milano, Firenze, Roma, Capri, Napoli, Ginevra, e non solo. Lo scopo, lo ripetiamo, è quello di “mettere in luce” agli occhi di un pubblico il più vasto possibile la magia della luce visibile e invisibile nei suoi innumerevoli aspetti. Ciò avverrà via via in collaborazione con le più prestigiose Società scientifiche e Istituzioni accademiche e di ricerca.
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Maggiori informazioni e dettagli sulla cerimonia di Torino [9] e sull’IYL 2015 [10] sono reperibili a partire dal sito web della SIF (www.sif.it).
Strada delle Cacce, 91 – 10135 Torino Tel. 011-3919523/4
Fax. 011-346384
e-mail [email protected]
.Alle ore 12.30 a Palazzo Madama sarà offerto un rinfresco di benvenuto durante il quale è prevista una conferenza stampa.

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La Cerimonia Inaugurale avrà inizio alle ore 14.00 (si veda il programma allegato).
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Il giorno successivo l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRIM) proseguirà le celebrazioni dell’IYL 2015, dando l’avvio a iniziative più specifiche con un Workshop sul tema Fisica Fondamentale con Luce e Atomi” [11]. L’evento si svolgerà dalle 9 alle 18 presso la sede dell’Istituto di Strada delle Cacce 91, a Torino. Ad aprire i lavori il Nobel Wolfgang Ketterle, che illustrerà come con la luce si possano indagare nuove forme di materia fredda, seguito da altri studiosi dei più importanti centri di ricerca internazionali.
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Elisabeth Giacobino dell’Università di Parigi e del CNRS, Anton Zeilinger dell’Università di Vienna, Thomas Udem ed Immanuel Bloch del Max Planck Institute, Patrick Gill del National Physical Laboratory e Wim Ubachs dell’Università di Amsterdam tratteranno di ottica non-lineare, misure di frequenza per la realizzazione di orologi ottici, cioè la nuova frontiera nel campo degli strumenti per la misura del tempo, gas ultra-freddi, spettroscopia dell’atomo di idrogeno, meccanica quantistica, luce cosmica…
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La giornata di studio intende essere un momento di incontro e di discussione per fare il punto sullo stato dell’arte della scienza che studia la luce, la sua interazione con la materia elementare, la sua natura e le sue applicazioni. Applicazioni che vanno dall’impiego della luce per manipolare gli atomi creando materia ultra-fredda, a una più ampia comprensione delle leggi della fisica e dell’Universo, alla realizzazione dei computer quantistici, a misure del tempo sempre più accurate.
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Per maggiori informazioni sul programma del workshop si invita a visitare il sito INRIM [12].
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Tra gli altri eventi organizzati dall’INRIM per l’IYL2015, il prossimo 20 maggio è previsto un convegno in occasione della Giornata Mondiale della Metrologia, nel quale l’attenzione sarà rivolta in particolare alle tecnologie basate sull’utilizzo della Luce.
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Per informazioni:

Segreteria della Società Italiana di Fisica
tel. 051 331554
e-mail [email protected]
Barbara Alzani

INRIM, Relazioni Esterne
tel. 011 3919 523/4,
e-mail [email protected]
Elisabetta Melli, Silvia Cavallero

Pizza e Scienza: corso per pizzaioli con i ragazzi del CEPIM

Pizza e Scienza: corso per pizzaioli con i ragazzi del CEPIM

21 gennaio 2015 |

Una iniziativa benefica organizzata dalla Accademia Pizza e Scienza nella sede di Orbassano (TO) in via Vittorio Emanuele II n. 22  organizzato con il  CEPIM centro persone down di Torino.

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Programma

ore 10,30 presentazione Accademia e inizio corso

ore 12.00 fine attività

ore 12,30 inizio pranzo comprensivo di pizza, bibita e caffè per tutti i partecipanti all’evento al costo di € 20, il cui incasso sarà devoluto al CEPIM.
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Pizza e Scienza è la prima realtà italiana che fonde la pratica del forno a legna con una formazione accademica di taglio scientifico-alimentare, col chiaro intento di qualificare la professione del “Maestro Pizzaiolo” con un alto profilo supportato da una metodica formazione teorico-pratica; il tutto per agevolare il futuro inserimento nel mondo del lavoro dei propri corsisti.
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Il Cepim – Centro Italiano Down ONLUS è un’associazione che opera nell’ambito del volontariato e senza fini di lucro per la tutela delle persone affette da sindrome di Down. L’associazione è gestita direttamente dalle famiglie. I genitori (o comunque i tutori) dei bambini e delle persone Down che usufruiscono dei servizi forniti dall’associazione entrano a farne parte in qualità di soci.
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Al via i Mercoledì dell’Accademia delle Scienze

19 gennaio 2015 | ,
Undici appuntamenti con la scienza da gennaio a maggio 2015
Sala dei Mappamondi - Accademia delle Scienze di Torino
Sala dei Mappamondi – Accademia delle Scienze di Torino
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Fisica, storia, botanica, genetica, storia della letteratura, biologia, filosofia. È la scienza nelle sue espressioni più varie e avvincenti la protagonista del 32°ciclo di conferenze de I Mercoledì dell’Accademia. L’appuntamento che a partire dal 21 gennaio fino al 27 maggio 2015 racconterà la scienza nella prestigiosa Sala dei Mappamondi dell’Accademia delle Scienze di Torino.
Dieci conferenze che hanno come obiettivo quello di avvicinare il grande pubblico a temi complessi e affascinanti ma, a volte, poco conosciuti.
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Nel primo appuntamento che si terrà il 21 gennaio alle ore 17.30, Marco Andreatta dell’Università di Trento e presidente del MuSe – il nuovo Museo delle Scienze di Trento.  La conferenza si propone di raccontare alcuni aspetti di questa realizzazione e di effettuare qualche considerazione sul rapporto tra ricerca e divulgazione.
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Dal 21 gennaio al 27 maggio 2014 alle ore 17,30
Accademia delle Scienze, Sala Mappamondi, Via Accademia delle Scienze 6, Torino
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clic per ingrandire
mercoledì dell'Accademia delle Scienze di TorinoSi parte Mercoledì 21 gennaio 2015, alle ore 17.30 – con “Ricerca e divulgazione: l’esperienza di un Matematico”.   a cura di Marco Andreatta, Università di Trento e MuSe – Museo delle Scienze
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Il 28 gennaio 2015 Fabrizio A. Pennacchietti dell’Università di Torino, in La comparsa e la fortuna dell’articolo determinativo nelle lingue semitiche e altrove ci rivelerà la storia e i segreti di una parte piccola ma importante del discorso, l’articolo.
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Il 18 febbraio Paolo Vineis dell’Imperial College di Londra e della Hugef di Torino, in Epigenetica e cause ambientali delle malattie ci rivelerà come le grandi trasformazioni legate alla globalizzazione, quali la disponibilità di cibo industriale e altre modificazioni delle abitudini di vita, possano lasciare un’impronta duratura, transgenerazionale, nel nostro DNA.
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Il 25 febbraio Edoardo Tortarolo, Università del Piemonte Orientale, in Mondi (più) connessi: la globalizzazione del 18° secolo, storicizzerà il fenomeno della globalizzazione avvicinandoci alle polemiche e ai dubbi che accompagnarono la rapida accelerazione nei contatti tra le diverse parti del mondo avvenuta nel Settecento.
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Il 18 marzo Enrico Predazzi dell’Università di Torino, in La fisica nell’ultimo secolo. Dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande (o viceversa?) e ritorno, racconterà la storia di due straordinarie rivoluzioni: la Relatività e la Meccanica Quantistica.
Salvatore Veca, dell’Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia, il 25 marzo tratterà de Il senso della possibilità.
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Il 22 aprile Luigi Cattel, dell’Università di Torino, tratterà delle Pallottole magiche (magic bullets) nella terapia antitumorale, una nuova frontiera dei farmaci, quelle medicine intelligenti che colpiscono in modo mirato le cellule malate.
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Il 29 aprile Gian Savino Pene Vidari, dell’Università di Torino, in A centocinquant’anni dall’unificazione legislativa e amministrativa italiana, ci parlerà di un importante aspetto dell’unificazione italiana,di cui ricorre nel 2015 il 150 anniversario, illustrandone le caratteristiche principali e le vicende successive, sino alle attuali recenti prospettive di notevole riforma.
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Sandro Pignatti, de La Sapienza – Università di Roma, racconterà il 6 maggio in La vita delle piante in alta montagna (una lunga esperienza nelle Dolomiti), il paesaggio e la vegetazione dell’area dolomitica e offrirà indicazioni sulla genesi della flora alpina e sul suo sviluppo futuro.
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Per finire Il secondo Chisciotte del 1615: un romanzo in maschera è il titolo dell’intervento che Aldo Ruffinatto, dell’Università di Torino, terrà 27 maggio in cui racconterà la seconda parte del Chisciotte dato da Cervantes alle stampe poco prima della sua morte.
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INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI.
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Per maggiori informazioni: www.accademiadellescienze.it
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16 gennaio 2015

Al via il Premio GiovediScienza rivolto ai ricercatori under 35 del Piemonte

Importante riconoscimento per la divulgazione scientifica rivolto ai ricercatori under 35 che abbiano ottenuto risultati rilevanti operando in una istituzione di Ricerca piemontese. Forte del successo delle precedenti edizioni, torna per il quarto anno il Premio GiovedìScienza*: il riconoscimento per la divulgazione scientifica rivolto ai ricercatori under 35 che abbiano ottenuto risultati rilevanti operando in una […]

14 gennaio 2015

Olimpiadi delle Neuroscienze 2015: selezione entro il 31 gennaio

Rivolto agli studenti delle scuole medie superiori. Iscrizioni entro il 31 gennaio 2015. La vincitrice piemontese delle Olimpiadi delle Neuroscienze 2014 Intelligenza, memoria, emozioni. Ma anche stress, invecchiamento, sonno e malattie del sistema nervoso. Questi gli argomenti su cui sono chiamati a cimentarsi gli studenti delle scuole medie superiori, per le Olimpiadi delle Neuroscienze. . […]

Olimpiadi delle Neuroscienze 2015: Piemonte campione in carica 12 gennaio 2015

Olimpiadi delle Neuroscienze 2015: Piemonte campione in carica

PIEMONTE CAMPIONE IN CARICA DEL 2014  . La vincitrice delle Olimpiadi delle Neuroscienze 2014 è Anna Pan, studentessa del Liceo scientifico “A. Antonelli” di Novara. Anna si è aggiudicata la borsa di studio per rappresentare l’Italia all’International Brain Bee (IBB) di Washington (USA) in occasione dell’American Psychological Association Convention. . Sono 300 gli studenti piemontesi […]

21 dicembre 2014

Premio al Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi di Orbassano per la migliore divulgazione scientifica

Il Carnevale della Fisica, competizione di divulgazione scientifica nazionale e internazionale, approda sulle pagine del  prestigioso Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi, di Orbassano (TO):  . Il Carnevale della Fisica continua così nella sua opera di alta divulgazione scientifica, premiando chi, utilizzando il web, si impegna a promuovere la scienza tra il largo pubblico, soprattutto quello più giovane.  . […]