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Continuano i presidi dei lavoratori dei treni notte a difesa del loro lavoro. In un recente comunicato hanno ribadito il loro pensiero sulla necessità di treni abbordabili economicamente che uniscano l'Italia.
Sulla situazione che stiamo vivendo e sui nostri stati d’animo pensiamo che non ci sia altro d’aggiungere. In questi giorni in tutte le trasmissioni non si parla d’altro che di decreti salva italia.Le istituzioni sono impegnate a formulare nuove riforme che salvino questo Paese, ma vorremmo che si ricordassero anche nel 150° anno dell’unità d’Italia che esistono gli ITALIANI. A loro chi ci pensa? L’11 Dicembre 2011 con la soppressione dei treni notte non si sono persi solo 836 posti di lavoro, ma tutti gli italiani hanno perso una parte di libertà e diritto. La libertà di potersi spostare dal nord al sud e viceversa, scegliendo il mezzo di trasporto in funzione delle proprie possibilità economiche.Tutto ciò solo per strategie di mercato che mirano esclusivamente ai guadagni, escludendo il diritto alla salvaguardia dell’ambiente e della salute delle persone incentivando il trasporto su gomma.E non ultimo il diritto che hanno queste persone a potersi spostare nel proprio paese per ricongiungersi con i propri cari, per potersi curare nei centri specializzati e per trovare nuove speranze occupazionali. Pertanto invitiamo l’amministratore delegato delle ferrovie Italiane, tutte le istituzioni e tutti i cittadini alla salvaguardia di questi treni, con conseguente ripristino, apportando miglioramenti al servizio notte, che negli ultimi anni è stato abbandonato.

Continuano i presidi dei lavoratori dei treni notte a difesa del loro lavoro. In un recente comunicato hanno ribadito il loro pensiero sulla necessità di treni abbordabili economicamente che uniscano l’Italia.

Sulla situazione che stiamo vivendo e sui nostri stati d’animo pensiamo che non ci sia altro d’aggiungere. In questi giorni in tutte le trasmissioni non si parla d’altro che di decreti salva italia.Le istituzioni sono impegnate a formulare nuove riforme che salvino questo Paese, ma vorremmo che si ricordassero anche nel 150° anno dell’unità d’Italia che esistono gli ITALIANI. A loro chi ci pensa? L’11 Dicembre 2011 con la soppressione dei treni notte non si sono persi solo 836 posti di lavoro, ma tutti gli italiani hanno perso una parte di libertà e diritto. La libertà di potersi spostare dal nord al sud e viceversa, scegliendo il mezzo di trasporto in funzione delle proprie possibilità economiche.Tutto ciò solo per strategie di mercato che mirano esclusivamente ai guadagni, escludendo il diritto alla salvaguardia dell’ambiente e della salute delle persone incentivando il trasporto su gomma.E non ultimo il diritto che hanno queste persone a potersi spostare nel proprio paese per ricongiungersi con i propri cari, per potersi curare nei centri specializzati e per trovare nuove speranze occupazionali. Pertanto invitiamo l’amministratore delegato delle ferrovie Italiane, tutte le istituzioni e tutti i cittadini alla salvaguardia di questi treni, con conseguente ripristino, apportando miglioramenti al servizio notte, che negli ultimi anni è stato abbandonato.

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