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Lunedì 3 dicembre 2012 dalle 9.30 - 17.00, presso la Sala Congressi del Museo Regionale di Scienze Naturali, Via Giolitti 36, Torino si svolgerà  la seconda edizione del convegno annuale sulla comunicazione in medicina. Lo scopo di questa giornata è condurre una piccola rivoluzione culturale che scardini l’idea, ancora diffusa tra molti operatori sanitari, che una buona comunicazione sia “buonismo” o una questione di sola educazione. Le neuroscienze dimostrano ampiamente come l’incontro, e la relazione tra medico ed ammalato, modifichino a livello biochimico il loro cervello. Queste modificazioni possono potenziare enormemente l’efficacia delle terapie oppure rendere totalmente inefficace l’intervento clinico.
I vantaggi di una buona comunicazione non riguardano solo il malato ma anche il medico nei termini di soddisfazione personale, sentimento di autoefficacia e riduzione del burnout. La mente, i pensieri, le relazioni con gli altri, sono traducibili in precisi processi biologici e fisiologici. Poggiando sui punti alti della ricerca scientifica cercheremo quindi di riflettere su alcuni vuoti della medicina attuale. Se la malattia è paragonata al difetto di una macchina, l’obiettivo terapeutico sarà equiparabile ad una riparazione e il rapporto medico-paziente a quello fra il tecnico e la macchina difettosa. Con pessimi risultati. Molti sono gli aspetti che saranno trattati dai molti professionisti sanitari piemontesi che hanno aderito con entusiasmo ed a titolo completamente gratuito.

Lunedì 3 dicembre 2012 dalle 9.30 – 17.00, presso la Sala Congressi del Museo Regionale di Scienze Naturali, Via Giolitti 36, Torino si svolgerà  la seconda edizione del convegno annuale sulla comunicazione in medicina. Lo scopo di questa giornata è condurre una piccola rivoluzione culturale che scardini l’idea, ancora diffusa tra molti operatori sanitari, che una buona comunicazione sia “buonismo” o una questione di sola educazione. Le neuroscienze dimostrano ampiamente come l’incontro, e la relazione tra medico ed ammalato, modifichino a livello biochimico il loro cervello. Queste modificazioni possono potenziare enormemente l’efficacia delle terapie oppure rendere totalmente inefficace l’intervento clinico.
I vantaggi di una buona comunicazione non riguardano solo il malato ma anche il medico nei termini di soddisfazione personale, sentimento di autoefficacia e riduzione del burnout. La mente, i pensieri, le relazioni con gli altri, sono traducibili in precisi processi biologici e fisiologici. Poggiando sui punti alti della ricerca scientifica cercheremo quindi di riflettere su alcuni vuoti della medicina attuale. Se la malattia è paragonata al difetto di una macchina, l’obiettivo terapeutico sarà equiparabile ad una riparazione e il rapporto medico-paziente a quello fra il tecnico e la macchina difettosa. Con pessimi risultati. Molti sono gli aspetti che saranno trattati dai molti professionisti sanitari piemontesi che hanno aderito con entusiasmo ed a titolo completamente gratuito.

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