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Sangue di tutti noi: la storia di Mario Acquaviva in un libro

15 ottobre 2012 | ,

Giorgio Bona ha scritto un libro di controinformazione narrativa: Sangue di tutti noi. L’11 luglio 1945, alle ore 18.10, in una strada di Casale Monferrato, viene barbaramente assassinato Mario Acquaviva, alto dirigente del Partito Comunista Internazionalista. Dopo aver scaricato cinque colpi d’arma da fuoco, i due attentatori si danno alla fuga, urlando di aver giustiziato una spia fascista. Subito dopo il fatto, s’innalza un muro di omertà e di silenzio. Nasce immediatamente la sensazione che questo omicidio nasconda una forte valenza politica. (altro…)

Le cooperative che lavorano per Esselunga dove è vietato scioperare

18 aprile 2012 | ,

Anche in Piemonte ci sono diversi punti vendita di Esselunga. Purtroppo ci è stata segnalata una grave situazione su cui occorre fare luce

Safra è un consorzio di cooperative che lavora nei magazzini di Esselunga. Lavorano con loro 200 stranieri. Alcuni dipendenti sei mesi fa hanno deciso di protestare contro carichi di lavoro e orari ritenuti insostenibili. Il consorzio ha risposto sospendendo i rappresentanti sindacali e licenziando 25 dipendenti. Se la Cigl è cauta e tratta, Bernardo Caprotti, imprenditore dei famosi supermercati del nord e autore del libro-denuncia “Falce e carrello” potrebbe cambiare cooperativa ma se ne lava le mani. Nel frattempo a due lavoratori il giudice ha già dato ragione.

“Se ti iscrivi al sindacato, ti licenzio”. “Alla cooperativa non piace che il lavoratore alzi la testa, per loro devi solo dire: sì, va bene”.

Le parole degli operai Safra, il consorzio di facchinaggio operante nei magazzini Esselunga di Pioltello (Milano), descrivono un clima di paura nel polo logistico: paura di protestare per i propri diritti e di organizzarsi liberamente attraverso il sindacato. Se lo fai, sei fuori.

È quello che è successo a 25 lavoratori, tutti con regolare contratto a tempo indeterminato, di Safra, un consorzio di cooperative con sede a Milano. Tre delle cooperative che ne fanno parte, con un totale di 200 dipendenti, lavorano per la catena di supermercati Esselunga. La loro storia ha inizio sei mesi fa, il 7 ottobre, quando, dopo essersi iscritti al S.I. Cobas (in totale sono 70 gli operai con la tessera del sindacato, sui 220 che lavorano nei magazzini Esselunga), hanno scioperato contro condizioni di lavoro “disumane”: truffe in busta paga, un carico di pesi da portare avanti e indietro tra camion e muletti che va oltre quanto consentito per legge, un regime di maltrattamenti “psicologici e fisici” e di ricatto che permette ai caporali stessi di decidere arbitrariamente chi far lavorare di giorno in giorno.

Gli operai, tutti stranieri e per questo più ricattabili, sono riusciti – con l’appoggio del sindacato intercategoriale – a trovare l’unità e il coraggio di alzare la testa, mettere da parte la paura e dire “basta” allo sfruttamento di cui si sentivano vittime. Il consorzio aveva reagito mettendo in ferie forzate dodici delegati sindacali di S.I. Cobas (il sindacato intercategoriale dei lavoratori auto- organizzati) per poi sospenderli e infine licenziarli per “scarso rendimento”. Poi nuove proteste con un presidio permanente davanti ai cancelli del magazzino drogheria e, per reazione, nuovi licenziamenti da parte di Safra, fino ad arrivare a 25 licenziamenti. Diversi i momenti di tensione con picchetti, assemblee, qualche scontro con le forze dell’ordine e varie manifestazioni, come quella del 10 dicembre 2011 a Pioltello, che ha visto sfilare in solidarietà ai licenziati un migliaio di persone, in gran parte immigrati impiegati nelle aziende della zona.

Il presidio permanente ha retto fino al 20 marzo, quando è stato smantellato per ordinanza del sindaco Antonio Concas, a causa di “pesanti disagi” per la collettività.

Alla Deriva

18 aprile 2012 | , ,

Mercoledì 18 aprile alle ore 20.30, Quartarete trasmetterà in diretta la puntata di “Balon” dal titolo “Alla Deriva”, condotta da Patrizia Corgnati. Lo spread sale, la borsa scende, le imprese falliscono e gli imprenditori, a volte, si ammazzano. Il ministro Fornero avverte: la riforma del lavoro o ce ne andiamo tutti a casa. Exit strategy? Tra politica e antipolitica un Paese alla deriva. Saranno presenti: Samuele Broglio, pres. naz. Confartigianato legno;  Vittorio Bertola, capogruppo Movimento 5 Stelle Comune di Torino
Giuseppe Castaldi, direttore generale Akka Italia;  Giovanni Carpinelli, doc. Storia contemporanea Università di Torino;  Aldo Corgiat, sindaco di Settimo T.se (Pd)

Le scorie radioattive a Saluggia e i cittadini che non si fidano della Regione

25 maggio 2011 | ,

A Saluggia si trova l’85 per cento delle scorie radioattive italiane. Da 30 anni stanno a due passi dalla Dora Baltea e a 1,5 km dal più grande acquedotto del Piemonte. I rischi di contaminazione sono enormi, ma l’unico piano di emergenza disponibile è tenuto segreto. Ecco perché le associazioni Legambiente e Pro Natura hanno diffidato gli enti locali. All’argomento il Fatto Quotidiano ha dedicato un importante documento video.

Manuele Madalon e la madalonizzazione

20 maggio 2011 |

Al recente Salone Internazionale del Libro di Torino c’era anche Manuele Madalon,  giovane autore de “l’Implosione”, il suo primo romanzo. Manuele Madalon, come tutti gli autori giovani e rampanti, ha cercatori di farsi conoscere mandando il suo libro a VIP e personaggi della cultura. Manuele Madalon ha mobilitato il suo ufficio stampa per farsi conoscere. Manuele Madalon è andato in giro per il Salone del Libro di Torino ciondolando fra gli stand. Manuele Madalon ha intervistato molti illustri personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo verificando che questi avessero letto il suo imprendibile libro che sembra lo abbiano letto in molti. Peccato che Manuele Madalon e il suo libro non siano mai esistiti.
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I problemi della Metro di Torino

26 aprile 2011 | , ,

Repubblica dedica un’inchiesta ai problemi della Metro di Torino.

Quello che dà più fastidio? I biglietti che si inceppano dentro i tornelli delle nuove stazioni, nella tratta inaugurata quasi due mesi fa, tra Porta Nuova e il Lingotto. Un problema che si era presentato già con il taglio del nastro del primo tronco, da Collegno a Porta Nuova. Solo dopo un po’ di mesi è stato arginato. Anche le scale mobili e gli ascensori si guastano, altro neo messo in risalto dagli utenti della metropolitana. E nel giro di qualche settimana dalle stazioni della linea 1 scompariranno anche gli assistenti alla clientela, quelli che sorvegliano gli ingressi e possono intervenire in caso di magagne. L’obiettivo di Gtt è quello di trasformare gli assistenti anche in “manovratori” dei treni in caso di necessità, riqualificandoli. Non tutti i sindacati sono d’accordo e gli addetti, in prevalenza donne, non vogliono modificare il turno di lavoro.
Il check up della metropolitana che con l’inaugurazione della nuova tratta registra più di 130 mila passeggeri al giorno, mostra anche altri problemi. Il primo è quello dell’orario. La decisione di tagliare le corse serali nel giorno di Pasqua e Pasquetta alle 21.25 ha fatto storcere il naso non solo all’assessore al Turismo, Alessandro Altamura. Anche i torinesi non sembrano aver apprezzato lo stop anticipato. Un taglio che ha permesso di realizzare a Gtt qualche risparmio. In più l’azienda sottolinea che ha già allungato fino all’1.30 l’orario al venerdì, lo stesso del sabato, e alle 23.30 la domenica, come dal lunedì al giovedì. Un’ora di chiusura che, ad esempio, non permette di coprire il secondo spettacolo dei cinema. A Milano le tre linee della metro girano, tutti i giorni, fino a 0.30.

Beffati ancora una volta i lavoratori di Eutelia

24 marzo 2011 | ,

Il racconto delle vicende scritto da Beatrice Borromeo sul Fatto Quotidiano

Condannati. Solo che gli ultimi a sporcarsi la fedina penale non sono i manager che hanno spolpato Eutelia, lasciato senza lavoro migliaia di persone e che si sono intascati milioni di euro di commesse. Ma i dipendenti che, nei mesi in cui venivano ignorati dai loro datori di lavoro (distratti da quella che i magistrati romani hanno definito una frode “colossale”), hanno protestato occupando la sede romana dell’azienda. A dodici di loro è stata appena notificata la sentenza del Tribunale penale di Roma: tre mesi di reclusione convertiti in una pena pecuniaria di 7.600 euro a testa. Cioè quanto ognuno di loro prende di cassa integrazione in un anno. Il delitto? Aver “invaso arbitrariamente, al fine di occuparlo, l’immobile di proprietà della società Eutelia”. E visto che erano in gruppo, scatta automaticamente anche il concorso di persone.
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