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Spazio aperto

Politici

Come si vota il presidente della Repubblica

Ai sensi dell’articolo 83 della Costituzione il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri. L’elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi dell’assemblea. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta.

Quindi nel concreto nei primi tre scrutini la maggioranza è pari a 672 voti, dei 1007 elettori, dal quarto scrutinio è sufficiente la maggioranza semplice, pari a 504 voti.

La diretta dell’elezione del presidente della Repubblica dalla Camera dei Deputati


Il Calendario delle consultazioni del presidente Napolitano per la formazione del nuovo Governo. Le consultazioni in diretta streaming

Oggi iniziano le consultazioni del presidente Napolitano per la formazione del nuovo Governo. Ecco il calendario degli incontri. La diretta delle consultazioni dal canale Youtube del Quirinale

Mercoledì 20 marzo 2013

ORE 10.00: Presidente del Senato della Repubblica: Pietro Grasso
ORE 10.45: Presidente della Camera dei Deputati: Laura Boldrini
ORE 11.30: Gruppo Parlamentare Misto del Senato della Repubblica
ORE 12.00: Gruppo Parlamentare Misto della Camera dei Deputati
ORE 12.30: Rappresentanza della Südtiroler Volkspartei
ORE 12.50: Rappresentanza parlamentare della minoranza linguistica della Valle d’Aosta
ORE 16.30: Gruppo parlamentare del Senato della Repubblica Per le Autonomie-PSI
ORE 17.00: Gruppo parlamentare della Camera dei Deputati Sinistra Ecologia Libertà
ORE 18.00: Gruppi parlamentari del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati Scelta Civica per l’Italia (continua…)



La famiglia Deaglio – Fornero

Ci segnalano un video in cui Claudio Messora ricostruisce le cariche della famiglia Deaglio – Fornero.
Probabilmente è tutto corretto e trasparente, certo c’è una forte densità di cariche correlate, che purtroppo a Torino sono spesso un’abitudine.



Piero Fassino e le 10 sfide e i 4 motori per Torino

Secondo Piero Fassino Torino per cambiare dovrà affrontare dieci sfide che utilizzeranno quattro motori

Le sfide
1.restituire dignità e certezze al lavoro, insidiato dalla precarizzazione e investito da un’accelerata trasformazione delle relazioni sindacali e dal venire meno dei sistemi di garanzia del welfare;
2.l’allungamento dei tempi di vita, l’innalzamento dell’età media della popolazione e la vitale dinamica socio-demografica generata dai flussi migratori di una città che già oggi ospita il 15% di cittadini stranieri;
3.la nuova realtà oggettiva e soggettiva dei giovani che dubitano del loro futuro e un patto generazionale che ne rilanci la centralità fin dall’infanzia;
4.la competitività, intesa anche come competizione complessa tra sistemi socio-economici e tra territori;
5.la domanda crescente di istruzione e di cultura diffusa, come presupposto di uno sviluppo consapevole;
6.l’innovazione in tutti i settori, ri-orientando le produzioni, il lavoro, i profili professionali, i servizi, l’ambiente, l’energia, l’assetto urbano della città, il welfare;
7.l’esigenza di equità, giustizia, uguaglianza, legalità, solidarietà diffusa e diritti sociali;
8.la domanda di infrastrutture moderne, affrontando il tema della compatibilità ambientale e sostenibilità degli interventi, senza regressioni anti-moderne;
9.organizzare la vita della città in modo da tutelare la sicurezza dei cittadini, le loro famiglie, i loro beni e la loro quotidianità;
10.liberare e mobilitare risorse per lo sviluppo in un contesto di crisi persistente e di penuria strutturale della finanza pubblica.
I motori fondamentali:
1. l’internazionalizzazione. Torino deve avere orizzonti sempre più ampi, per le imprese, l’università e la cultura, cogliendo opportunità di integrazione su scala globale e proponendosi come crocevia strategico per il Nord. In questo ambito, Fassino ha ribadito la necessità per Torino, il Piemonte e l’Italia di partecipare al progetto del Corridoio 5 della TAV: “Ciò che è accaduto in Val di Susa (gli scontri di domenica scorsa, ndr) – ha detto – è inaccettabile per qualsiasi coscienza. Spranghe, pietre e bastoni non fanno parte della società civile e democratica. Il tracciato è stato ampiamente discusso e verificato negli anni ed è stato rimodulato per non avere significativi cantieri in bassa valle, riducendo al minimo gli impatti ambientali esterni”;
2. l’innovazione. Nel tempo della globalizzazione – ha infatti spiegato il sindaco – vince la qualità, soprattutto per Paesi come l’Italia che hanno un alto costo del lavoro”. Il programma prevede l’incremento di ricerca e innovazione nell’industria e nel terziario, il potenziamento del polo del design e dell’ingegneria dell’auto e del polo aeronautico. Tra le nuove sfide, ci sono: la realizzazione dell’Energy Center nell’area ex Westinghouse, la digitalizzazione della città (con l’incremento della banda larga), lo sviluppo dell’e-government, il miglioramento della mobilità sostenibile e della qualità ambientale, la riorganizzazione del welfare, l’aumento dell’offerta di sapere, per attrarre poli scientifici e tecnologici;
3. la trasformazione urbana. Dopo la trasformazione di 6 milioni di metri cubi di aree ex industriali, ne restano ancora 4 da riqualificare. Si tratta, ha illustrato il sindaco, di una leva strategica per riqualificare e riorganizzare la città. In particolare, per: espandere la mobilità sostenibile, ampliare gli spazi verdi, portare la linea 1 della metropolitana in piazza Bengasi e poi estenderla verso Rivoli e Moncalieri, realizzare la linea 2 della metro, incentivare le energie pulite, i parcheggi sotterranei e il bike e il car sharing, incrementare la raccolta differenziata, fare di Torino una “città d’acqua”. In un’ottica di una città policentrica, con una riqualificazione del patrimonio abitativo e nuove offerte di mobilità e servizi;
4. il sapere. Una leva strategica per lo sviluppo, la crescita e il miglioramento della qualità della vita della città. Affinché Torino sia un luogo di eccellenza del sapere e della cultura, contrastando la dispersione scolastica e proseguendo la preziosa esperienza di Italia 150, anche in vista dell’Expo 2015. “Vogliamo una città dei diritti e delle opportunità, in particolare per giovani e donne – ha affermato Fassino – e che tuteli i diritti dei nuovi cittadini”.


Fassino dato per vincente nei sondaggi

Lo Spiffero analizza i risultati di un sondaggio sulle comunali torinesi

Facce sorridenti e volti distesi nel quartier generale di Piero Fassino, in via Pietro Micca, dove sono stati resi noti i risultati di un sondaggio commissionato dalla direzione nazionale del Pd a Game Managers diretta da Marco Marturano sulle intenzioni di voto in vista delle prossime amministrative. Il 57% degli intervistati ha, infatti, dichiarato che voterà per l’ultimo segretario dei Ds, mentre Michele Coppola, candidato del centrodestra, si assesta al 31,5%. Più indietro il candidato del Nuovo Polo, Alberto Musy, con il 6,5%, che sconta un tasso di notorietà fra gli elettori decisamente più basso rispetto agli altri due competitor e quindi potrebbe, almeno sulla carta, contare su una performance potenziale di recupero.

Tra gli altri candidati, Vittorio Bertola, del Movimento 5 stelle registra il 3,5%, Jury Bossuto, della Federazione della Sinistra, lo 0,6%, Giacinto Marra, di Azzurri Italiani, lo 0,2% e Daniele De Betto, Partito Comunista dei Lavoratori lo 0,1%. Ancora alta la percentuale degli indecisi, al 27,7%, mentre il 5,4% degli intervistati ha dichiarato che non andrà a votare.


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