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Facciamo sorridere le madri africane

18 novembre 2011 |

Vogliamo che le mamme e i bambini africani tornino a sorridere, dichiarano con forza Marilena Bertini, presidente, e Filippo Spagnuolo, direttore del Comitato Collaborazione Medica. Conosciamo le cause e le soluzioni ai problemi sanitari dei Paesi a basso reddito e il CCM, in oltre 40 anni di attività e grazie al supporto di molti, ha dimostrato che si può salvare o migliorare la vita della popolazione locale con progetti a sostegno dei sistemi sanitari territoriali.

Ma si deve fare di più per garantire a tutti uno dei diritti fondamentali, quello alla salute, specialmente alle donne e ai bambini, che rappresentano il futuro delle comunità africane”. Questo è il messaggio che lancia oggi il Comitato Collaborazione Medica, con la presentazione alla stampa della campagna Sorrisi di madri africane.

L’appello è rivolto a tutte le persone e alle aggregazioni che sono espressione delle nostre comunità in Italia, perché sostengano azioni concrete per assicurare il diritto alla salute a donne e bambini, i soggetti più vulnerabili nei Paesi a basso reddito, dove il CCM opera con progetti di cooperazione internazionale che mirano a garantire l’accesso ai servizi sanitari primari.

La campagna Sorrisi di madri africane vuole coinvolgere quanti più cittadini ed organizzazioni possibili per realizzare alcune azioni concrete entro il 2015, anno di scadenza degli Obiettivi di sviluppo del Millennio sanciti dall’Onu nel 2000, traguardi ancora molto lontani in alcuni paesi e che per essere raggiunti richiedono dunque uno sforzo straordinario da parte di tutti.

Il CCM è convinto che insieme possiamo restituire un sorriso alle madri e ai bambini in Burundi, Etiopia, Mali, Kenya, Somalia, Sud Sudan, i paesi africani dove opera attualmente. Vogliamo garantire, nei prossimi 4 anni, una gravidanza ed un parto sicuri a 200.000 donne; assicurare una nascita senza complicazioni, vaccinazioni e cure durante l’infanzia a 500.000 bambini; sensibilizzare quante più persone, istituzioni, scuole, organizzazioni economiche, sociali e culturali sul tema della salute materno infantile.