Quantcast

Il no profit si sente preso in giro dal ddl sull’abolizione al finanziamento pubblico dei partiti

4 giugno 2013 | , ,

Parità di trattamento nel finanziamento ai partiti e al mondo del non profit: “Il sistema del 2 per mille non può e non deve essere più vantaggioso del 5 o dell’8 per mille”. È netta la posizione di Edoardo Patriarca, deputato del Pd e presidente del Centro Nazionale per il Volontariato e dell’Istituto Italiano della Donazione, rispetto al ddl sull’abolizione al finanziamento pubblico dei partiti, che permetterà ai cittadini di destinare a partiti e movimenti politici  il 2 x 1000 della propria imposta sul reddito (Ire).“Se si deve aprire la frontiera del finanziamento ai partiti attraverso il due per mille, almeno ci siano pari diritti con gli strumenti che finanziano il mondo del non profit, che altrimenti sarebbe penalizzato –sottolinea -. Non devono esistere organizzazioni di serie A e organizzazioni di serie B”

Il decreto del governo prevede una detrazione pari al 52 per cento per gli importi compresi fra 50 euro e 5.000 euro annui e al 26 per cento (stessa percentuale di detrazione riservata per erogazioni alle onlus) per importi tra i 5.001 e i 20.000 euro. Proprio su questo punto e sulla mancanza di un tetto massimo (come avviene invece per il 5 per mille) Patriarca si dice contrario: “Rispetto al tetto e alle agevolazioni fiscali non è ammissibile che i partiti risultino soggetti molto tutelati, mentre le organizzazioni di Terzo settore, che fanno rappresentanza e cittadinanza, vengano ancora considerate irrilevanti sia politicamente che fiscalmente”. (altro…)