Concluso il 6° Salone Nazionale dell’Imprenditoria Femminile e Giovanile. L’appello corale delle imprese a GammaDonna: “poter fare”. L’Italia è lenta, bloccata, serve una brusca accelerata. “Se poteste chiedere una cosa, una cosa soltanto, quale sarebbe?”

Lo ha chiesto GammaDonna ai 100 relatori – esponenti di altrettante imprese italiane – intervenuti ieri al 6° Salone Nazionale dell’Imprenditoria Femminile e Giovanile, a Torino, dal titolo “Come sta cambiando l’Italia? I modelli imprenditoriali emergenti”.

“Capitali intelligenti e pazienti”, “detassazione degli utili investiti in ricerca e crescita”, “rispetto delle normative europee in materia di ambiente”, “procedure burocratiche più snelle e linguaggi più semplici”, “più formazione mirata accessibile on demand”, “poter fare” insomma.
Queste alcune delle richieste emerse, sulle quali GammaDonna inizierà a lavorare domani stesso, in vista della settima edizione del Salone (autunno 2015). Obiettivo: formulare proposte di intervento, concrete e condivise, sul fronte burocratico, formativo, fiscale, da sottoporre agli enti competenti del sistema economico ed istituzionale.

Il Salone, che in due giorni ha prodotto un intenso dibattito e confronto tra gli interpreti delle nuove tendenze imprenditoriali, ha registrato oltre 800 partecipanti agli atelier, tavole rotonde, workshop, e un tutto esaurito ai quattro laboratori tematici sui temi caldi dell’economia collaborativa, della social innovation come motore d’impresa e creazione di valore, della digital economy e delle forme di finanziamento innovativo, come il crowdfunding e la moneta complementare.