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Futura racconta il fenomeno della galaverna
Torino...la galaverna Svegliandosi stamattina i cittadini torinesi hanno avuto una bella sorpresa. In molti per qualche istante avranno pensato di trovarsi finalmente davanti alla prima nevicata dell’inverno. Lo scenario di questo gelido 16 gennaio è infatti quello di una Torino sprofondata nel bianco più abbagliante. Ma non si tratta di neve, bensì di galaverna. Un fenomeno atmosferico non raro nei periodi più rigidi dell’inverno per il quale, quando la temperatura scende appena al di sotto dello zero, le goccioline d’acqua in sospensione nell’atmosfera, che possono rimanere liquide anche a queste temperature, toccando una superficie solida come il suolo o la piante, si trasformano in aghi, scaglie o lastre di ghiaccio. Un fenomeno suggestivo che stamattina ha creato scenari glaciali d’incanto e che, con il diradarsi della nebbia, si sono dissolti baciati dai primi raggi di sole. La galaverna è la sorella più innocua di un altro fenomeno atmosferico molto diffuso nelle valli alpine: la calabrosa. A differenza della prima, la calabrosa si forma sì in presenza di nebbia, ma quando le temperature si aggirano attorno ai 2-8 gradi sotto zero. In questo caso però gli strati di ghiaccio che si formano, sono molto più duri e spessi e creano grossi problemi depositandosi su cavi elettrici e rami d’albero. Questi, sotto il suo peso, spesso si spezzano o si danneggiano. Non è da escludersi che il fenomeno si possa presentare nuovamente nel corso della settimana. Previste infatti per i prossimi giorni temperature minime attorno ai 5 gradi sotto zero.

Futura racconta il fenomeno della galaverna

Torino...la galaverna
Svegliandosi stamattina i cittadini torinesi hanno avuto una bella sorpresa. In molti per qualche istante avranno pensato di trovarsi finalmente davanti alla prima nevicata dell’inverno. Lo scenario di questo gelido 16 gennaio è infatti quello di una Torino sprofondata nel bianco più abbagliante. Ma non si tratta di neve, bensì di galaverna.

Un fenomeno atmosferico non raro nei periodi più rigidi dell’inverno per il quale, quando la temperatura scende appena al di sotto dello zero, le goccioline d’acqua in sospensione nell’atmosfera, che possono rimanere liquide anche a queste temperature, toccando una superficie solida come il suolo o la piante, si trasformano in aghi, scaglie o lastre di ghiaccio.

Un fenomeno suggestivo che stamattina ha creato scenari glaciali d’incanto e che, con il diradarsi della nebbia, si sono dissolti baciati dai primi raggi di sole. La galaverna è la sorella più innocua di un altro fenomeno atmosferico molto diffuso nelle valli alpine: la calabrosa. A differenza della prima, la calabrosa si forma sì in presenza di nebbia, ma quando le temperature si aggirano attorno ai 2-8 gradi sotto zero. In questo caso però gli strati di ghiaccio che si formano, sono molto più duri e spessi e creano grossi problemi depositandosi su cavi elettrici e rami d’albero. Questi, sotto il suo peso, spesso si spezzano o si danneggiano.

Non è da escludersi che il fenomeno si possa presentare nuovamente nel corso della settimana. Previste infatti per i prossimi giorni temperature minime attorno ai 5 gradi sotto zero.

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